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ETTORE BASSI E LA VOCAL ACADEMY NE “IL SINDACO PESCATORE” / FIDUCIA NEL CAMBIAMENTO ONESTO, GLI OCCHI BLU DI ANGELO VASSALLO

| 8 aprile 2016 | 0 Comments

di Annibale Gagliani______

“Tutto in lui era vecchio tranne gli occhi, che avevano lo stesso colore del mare ed erano allegri e indomiti…”.i  Piccolo passo tratto da “Il vecchio e il mare”, opera dal sangue blu di uno dei poeti più leali e profondi del ventesimo secolo: Ernest Hemingway.

Leggenda narra che questo suo capolavoro sia stato scritto durante una lunga sosta sulle rive del mare di Pollica. La penna a stelle e striscie ammirava il regolare cammino del pescatore più caratteristico della costa, soprannominato “O’ Vecchio”. In quei momenti di pace interiore germogliò l’ispirazione in forma d’inchiostro. Pollica è una terra di pescatori coraggiosi, che di certo non hanno paura di rimboccarsi le maniche e metterle nella merda per aiutare il prossimo.

Il più grande pescatore di Pollica è, e sempre sarà, Angelo Vassallo. Un sindaco eccellente, di edizione limitata, simbolo della buona politica, riversata sulla polvere con spettacolare onestà. 5 settembre 2010, sui titoli di coda dell’ennesima giornata spesa a migliorare l’avvenire dei conterranei, Angelo venne vigliaccamente ammazzato in una delle sue arterie cittadine, anche se non morirà mai. A cinquantassette anni la sua scia di incommensurabile purezza diventa storia in un mare vibrante, spesso cinico, ma essenziale. 7 aprile 2016, una serata famelica di questa primavera complicata, Ettore Bassi porta in scena al Teatro Paisiello di Lecce una rappresentazione semplice e toccante: “Il Sindaco pescatore”. Il progetto teatrale dell’affascinante attore fasano-barese non rappresenta solo un omaggio quanto mai doveroso all’effige scristallina di Vassallo, ma si propone come uno strumento di sensibilizzazione per la pretesa che tutti dovremmo avere: una “vita pura”. Bassi riprende gli ultimi trenta centesimi di secondo che intercorrono dall’istante in cui l’assassino preme il grilletto verso il sindaco e la reazione che quest’ultimo ha covato nell’anima. Racchiude in tale scorcio microscopico un dialogo tra vittima e carnefice in cui l’eroe di Pollica racconta gli aneddoti da togliere il fiato della sua regata terrena. Il protagonista, che interpreta con seria introspezione Vassallo, è stato brillante e deciso, capace di emozionarsi in simbiosi con un pubblico a cui i brividi lungo la schiena saranno sicuramente uno spunto di necessaria riflessione per il futuro prossimo. Ad accompagnare sul palco il primattore vi sono i ragazzi della “Vocal academy” di Soleto, risultati versatili, determinati e precisi nonostante il poco tempo di preparazione. Il Sindaco pescatore merita la vostra acuta osservazione, poichè rappresenta uno dei progetti teatrali più profondi e nobili dell’anno corrente. Nel consueto “Cafè Barocco” di leccecronaca.it Ettore Bassi ci ha regalato tutte le sue fortissime sensazioni vissute nell’interpretazione con un piccola intervista, che vi proponiamo sul capo dell’articolo. “Ci sono stati uomini che sono morti giovani   Ma consapevoli che le loro idee   Sarebbero rimaste nei secoli come parole iperbole   Intatte e reali come piccoli miracoli   Idee di uguaglianza idee di educazione   Contro ogni uomo che eserciti oppressione   Contro ogni suo simile contro chi è più debole   Contro chi sotterra la coscienza nel cemento…”.   Parole e lacrime tratte da “Pensa”, di un Fabrizio Moro che sferrò pugno nello stomaco in grado di lasciare a bocca aperta l’Ariston. Possono riassumere fedelmente tutto il bene incontaminato lasciato sulla terra ferma da Angelo Vassalo, martire di un cancro sociale celato, ma vincitore in un mare che non conosce inquinamenti di sorta, quello della fiducia nell’onesto cambiamento.

Category: Costume e società, Cultura

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