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I POETI AL POTERE! TOMASO KEMENY: “Reagire all’oblio dell’essere ed alla immoralità del brutto”. GIUSEPPE CONTE: “La poesia sia urlo, ribellione, conoscenza”. COME UN MANIFESTO, LE ‘DICHIARAZIONI DI INTENTI’ DEGLI ORGANIZZATORI DELLA SERATA DEL 20 APRILE A MILANO DI “poetiche e politiche del desiderio”

| 11 aprile 2016 | 3 Comments

di Giuseppe Puppo______leccecronaca.it non è ‘Le Figaro”, certo. E da quel 1908 è passato più di un secolo. Ma l’ emozione è lo stesso tantissima, almeno la mia, e spero sia contagiosa. Perché la carica rivoluzionaria, l’ ansia di rinnovamento, la protesta dirompente e la proposta radicale, mutatis mutandis, ovvio, sono le stesse di Filippo Tommaso Marinetti, forse anche di più.

Ritornano i poeti a rivendicare il futuro! Vogliono portare di nuovo e finalmente la fantasia, la poesia, al potere! Lo fanno nel nome della bellezza e del mito. Sulle basi di un pensiero “eroico, eretico ed erotico”, chiamano a raccolta “tutte le persone veramente libere”, per un mondo migliore possibile, per le giovani generazioni.

Nell’ asfittico, grigio e retorico panorama culturale che ormai da troppo tempo ci avvolge, i soffoca, ci deprime, io credo che questo sia l’ avvenimento più importante negli ultimi decenni, soprattutto per gli sviluppi che inevitabilmente avrà, nell’ augurarmi che l’ eco della manifestazione giunga ovunque chiara e salvifica.

Intanto, sono emozionato, nell’ aver avuto in anteprima l’ indicazione di quanto avverrà fra poco più di una settimana, e le ‘dichiarazioni di intenti’ che sono sicuro costituiranno un documento prezioso per tutti nel futuro semplice e pure in quello complicato.

Le troverete qui di seguito.

Intanto, diamo un’ occhiata al programma.

Una serata straordinaria, che si intitola “Contro la pulsione di morte. Bellezza & mito, poetiche e politiche del desiderio” e che vuol essere “una festa di anarchia vitale, poesia, utopia“.

Il “mitomodernismo”, insomma, che come un miracolo si rinnova e si proietta per le giovani generazioni verso il futuro.

Un’ altra “rivendicazione” – e pure rivendicazione “politica” – di Bellezza per il mondo da parte dei Poeti, che dà un seguito compiuto e successivo alla ancora adesso memorabile giornata dell’ occupazione di Santa Croce a Firenze, nel 1994, con l’ adesione, oltre che di Tomaso Kemeny, di Roberto Carifi, Mario Luzi, Lawrence Ferlinghetti, Mary de Rachewiltz, Gao Xingjian e tanti altri, quando Giuseppe Conte pronunciò sul sagrato della basilica un discorso in cui rivendicò il primato etico e spirituale della poesia.

Il nuovo incontro della rivoluzione mitomodernista è in programma mercoledì 20 aprile, dalle ore 18.00 alle ore 24.00, a Milano, al Teatro Filodrammatici, in via Filodrammatici 1.

Ingresso libero, fino ad esaurimento posti.

Gli organizzatori hanno appena definito la scaletta della serata. Eccola.

Introducono: Tomaso Kemeny e Giuseppe Conte.

Intervengono: Mario Baudino, Roberto Carifi, Rosita Copioli, Stefano Zecchi.

Messaggi e letture di: Claudia Azzola, Nanni Balestrini, Milena Barberis, Roberto Barbolini, Giuliana Bendelli, Pietro Berra, Paolo Bonfiglio, Gabriele Borgna, Stefano Bortolussi, Fabrizio Bregoli, Alessia Bronico, Franco Buffoni, Claudia Calabresi, Luigi Cannillo, Maddalena Capalbi, Roberto Caracci, carovana dei versi – poesia in azione, Antonetta Carrabs, Tiziana Cera Rosco, Marina Corona, Flaminia Cruciani, Adele Desideri, Enzo Di Mauro, Alberto Figliolia, Roberto Floreani, Valentina Fortichiari, Tiziano Fratus Homoradix, Laura Garavaglia, Bianca Garavelli, Lamberto Garzia, Galina Ivanova Georgiana, Giulio Giorello, Vincenzo Guarracino, Barbarah Guglielmana, Giovanni Ingino, Giuseppe Langella, Rosalba Le Favi, Elena Loffredo, Simonetta Longo, Diana Maat, Francesco Macciò, Massimo Maggiari, Alessandro Magherini, Myriam Mantegazza, Marco Marangoni, Beppe Mariano, Adriana Gloria Marigo, Luigi Mascheroni, Gianpaolo Mastropasqua, Riccardo Mereu, Antonella Monti, Massimo Morasso, Umberto Morello, Chicca Morone, Francesco Napoli, Paolo Nicolini, Guido Oldani, Alessandra Paganardi, Paola Pennecchi, Raffaele Perrotta, Fabio Prestifilippo, Paolo Pezzaglia, Luigi Picchi, Marcello Pietrantoni, Carmelo Pistillo, Giancarlo Pontiggia, Silvio Raffo, Alessandro Rivali, Ottavio Rossani, Mario Santagostini, Luigi Scala, Arturo Schwarz, Eliana Strocchi, Adele Succetti, Leonardo Terzo, Angelo Tonelli, Silvia Venuti, Alessandro Zaccuri, Emilio Zucchi.

Con la partecipazione di Gèza Szocs (Presidente del PEN Club ungherese e del Gran Premio Internazionale di Poesia Janus Pannonius).

La maratona mitomodernista si articolerà in due parti: la prima, con interventi teorici sulla bellezza, il mito e il desiderio oggi; la seconda, invece, vedrà protagonisti ottanta poeti che animeranno il palcoscenico con letture delle proprie poesie e con proposte personali. La seconda parte sarà preceduta da un breve intermezzo musicale di musica barocca con il soprano Timea Béres, la violinista Angela Koukou e la violoncellista Kandis Davis e introdotta dalla lettura di alcune poesie da parte degli attori Sonia Grandis e Franco Sangermano_______

Intanto, sia Tomaso Kemeny, sia Giuseppe Conte hanno diffuso una propria “dichiarazione d’ intenti” quale motivazione della serata.

Le riporto qui di seguito integralmente____

In un’epoca, la nostra, dominata dalla finanza globale, un tempo caratterizzato dall’incertezza delle masse, consapevoli di non essere in grado di immaginare e tanto meno di contribuire alla costruzione di un futuro favorevole, in un’epoca sottratta alle illusioni e alle speranze, ma non alla paura, il movimento mitomodernista fonda la propria rivolta non sul disprezzo del reale, ma sul desiderio di mutarlo.

Questo desiderio si alimenta con la libertà di un pensiero “eroico, eretico ed erotico” che prima di tutto incoraggia la lotta contro noi stessi, nel caso che fossimo tentati di cedere al conformismo, alla mercificazione, all’appiattimento sull’utile immediato. Poi si nutre del mito della bellezza come guida alla ribellione permanente a tutto ciò che lede la dignità dell’uomo.

Contro le esibizioni intellettuali e mediatiche miranti a ridicolizzare ogni forma e tentativo di superamento possibile dell’utile immediato, utopicamente, il mitomodernismo, quindi, affina quelle energie del ricominciamento che scaturiscono dal pensiero libero, dalla poesia e dalle arti. Si intende che il mitomodernismo non riduce il concetto di “bellezza” a forme di nostalgia della tradizione, ma lo afferma come possibile svelamento sconvolgente in grado di spalancare le porte agli splendori di un futuro auspicabile.

Dall’esilio nell’insignificanza si tratta di riportare la nostra civiltà nell’ambito di un futuro pensabile come neo-umanistico, dove si rivalutino sia l’esperienza individuale che collettiva. Con le armi del pensiero libero, della poesia e delle arti, il mitomodernismo con tutte le sue forze si oppone, quindi, a un mondo taroccato, soggiogato da un mercato globalizzato in grado di conferire ad ogni evento la medesima finalità secondo una bulimia totalizzante.

Il grido di battaglia mitomodernista “Fight for Beauty” invita tutte le persone veramente libere a contribuire a reagire all’oblio dell’essere ed alla profonda immoralità del brutto imperante, a favore della dignità dell’uomo scisso tra gli imperi del sogno e gli sconfinati oceani dell’ignoto”.

Tomaso Kemeny 

…………………………….

“Da molti anni ormai, con incontri e libri dei suoi fondatori, il mitomodernismo ha ridato diritto di cittadinanza a temi che la cultura e la moda del Novecento avevano bandito: la bellezza e il mito. E potrei aggiungere il sublime, la natura, l’ironia romantica o surrealista. Oggi questi temi vengono usati da tutti ma svuotati del loro carattere rivoluzionario, di quella spinta utopica verso un nuovo umanesimo con cui dal mitomodernismo erano stati riletti e rilanciati. Un appiattimento nichilistico e minimalista affligge ancora la nostra cultura, incapace di far avanzare un sogno di futuro, di disegnare nuovi orizzonti creativi. Una feroce pulsione di morte affligge ancora di più la nostra società, dove , per la prima volta nella storia dell’uomo, l’economia, la finanza e il consumo sono diventati definitivamente la misura di tutto, l’unico valore condiviso.

Assisto, impotente ma sapendo chi ne è responsabile, al tentativo di uccidere la natura, l’anima, l’eros, il sacro, la dignità del lavoro, la grazia, l’utopia, la ricerca della felicità, l’innovazione della tradizione, l’Europa, la democrazia.

Responsabile è l’oscura forza antiumanistica che governa il mondo attraverso la finanza globale, un colossale sradicamento dall’umano che persegue una realtà futura di sudditi, robot e zombie, il pensiero nichilista, mai tragico, spesso solo modaiolo, che pervade i media, la perdita di senso della vita, la fine della ricerca della verità, della coscienza di una finalità che ha l’avventura dell’uomo sulla Terra.

Contro la disumanizzazione e l’orrore combatte il mitomodernismo. Una poesia che sia, come il mito, il canto dell’universo, e urlo, ribellione, conoscenza, che riacquisti insieme il ruolo di coscienza critica dell’esistente e quello di creatrice di sogni. Un romanzo che ritorni ad essere il grande libro della vita, l’unica forma d’arte in cui si elaborano nuove forme e nuove dimensioni del rapporto tra esseri umani.

Giuseppe Conte

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Category: Costume e società, Cronaca, Cultura, Eventi, Politica

Comments (3)

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  1. Alessia Bronico - tramite Facebook ha detto:

    Emozione contagiosa, vero!

  2. Claudia Ruscitti - tramite Facebook ha detto:

    Contro la pulsione di morte, l’istinto di vita. Elan vital, uno slancio vitale, un’esigenza di rinnovamento e creazione.

  3. mariapia quintavalla ha detto:

    Non mi leggo. Mi è stata chiesta la adesione che ho dato, e se volevo esserci anche in locandina. .what happened?

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