DIARIO DI EURO 2016 / COSI’ L’ITALIA “OPERAIA” E QUEL “FATTORE CONTE” DI GIORNO IN GIORNO STANNO FACENDO SOGNARE UNA NAZIONE INTERA

| 30 giugno 2016 | 0 Comments

di Laura Ricci_____

Si era arrivati a questo Europeo un po’ con il broncio, tra i mormorii di una tifoseria azzurra diffidente e non troppo fiduciosa in Antonio Conte o, più che altro, nelle sue scelte.

La diffidenza- L’annuncio ufficiale dell’addio alla panchina della Nazionale subito dopo gli Europei aveva fatto storcere il naso a tutti gli amanti del calcio e della maglia dell’Italia. L’avventura di Conte terminerà troppo presto e, di conseguenza, la preoccupazione rispetto alla possibilità di un torneo disputato in maniera “soft” e senza troppa importanza da parte dell’ex allenatore della Juve era piuttosto diffusa.

Il profumo dell’erba ogni giorno, dei soldi, o dell’agonismo quotidiano ha fatto sì che Conte accettasse la proposta di matrimonio del Chelsea, salutando così prematuramente la nazionale e tutto ciò che essa comporta.

Oltre alla personale scelta sul proprio futuro, le convocazioni per questo Europeo avevano aumentato la perplessità nei confronti non solo di Conte, ma di tutto il gruppo che si è venuto a creare: con Balotelli, Jorginho, Bonaventura, Astori, Rugani e Donnarumma lasciati a casa per scelta tecnica, le assenze degli infortunati Verratti, Montolivo e Marchisio e la fiducia riposta in giocatori non troppo quotati come Sturaro, Ogbonna, Thiago Motta ed Eder, le speranze di vedere una bella Italia erano molto ridotte.

Il dodicesimo uomo- Antonio Conte però ha ammutolito tutti rispondendo con i risultati fino ad ora sorprendentemente ottenuti: passaggio del turno come prima del girone e con una giornata di anticipo grazie alla bella vittoria contro il favorito Belgio e successo agli ottavi contro il blasone della Spagna, asfaltato dal gioco dell’Italia.

Quello che ha dato un pizzico in più a questa nazionale è stato proprio Conte, vero dodicesimo uomo in campo che con la sua grinta, la sua attenzione tattica e, aspetto da non tralasciare, con la sua capacità di mantenere concentrati i suoi, infonde di volta in volta una carica agonistica tangibile anche solo dallo schermo, figuriamoci in campo.

Le urla a piena voce, i calci a bottigliette e al pallone, l’entusiasmo e quegli occhi sempre infuocati hanno trasformato l’Italia in un gruppo di gladiatori.

“Testa bassa e pedalare”.

L’Italia “operaia”- Le risposte, poi, sono stati bravi a darle anche i giocatori in campo, quel gruppo dal quale si erano prese le distanze e che ora sta facendo sognare una nazione intera.

La difesa di fiducia “made in Juve” di Antonio Conte rappresenta le fondamenta del gruppo: Buffon, Barzagli, Bonucci e Chiellini, ognuno secondo le proprie caratteristiche, assicurano ai compagni la solidità che serve per poter neutralizzare i pericoli e ripartire in contropiede nel modo migliore.

A centrocampo la qualità e i cosiddetti “piedi buoni” non regnano fra le fila azzurre, ma Parolo, De Rossi, De Sciglio, Darmian, Candreva, Florenzi e Giaccherini stanno dimostrando come cuore, testa e concentrazione possano fare da motore per la propria squadra.

In avanti, la premiata ditta Pellè-Eder sta ripagando la fiducia del CT a suon di goal e sudore, per lasciare spazio, spesso nelle fasi finali di gara quando le linee avversarie iniziano ad aprirsi, al piccolo fenomeno Insigne, sempre frizzante ed estremamente pericoloso sotto porta, seppur per ora sfortunato.

Il jolly- Su tutti, è spiccato fino ad ora quello che viene definito “il jolly” dell’Italia, sempre a disposizione del mister in ogni posizione suggerita. Si tratta di Giaccherini, da sempre fedelissimo di Conte sin dai tempi della Juve e protagonista di prestazioni maiuscole sotto la sua guida.

Tanta corsa, dribbling e addirittura uno spiccato senso offensivo stanno facendo di lui una colonna portante di questa Italia.

Category: Sport

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