TRUFFE SUL WEB, ECCO SPIEGATA LA SITUAZIONE. CON QUALCHE UTILE SUGGERIMENTO PER PREVENIRLE

| 31 Agosto 2016 | 0 Comments

di Stefania Isola * (avvocato – per leccecronaca.it)______

Essere truffati sul web è, oggigiorno, un serio pericolo: si invia, ad esempio, un pagamento per acquistare un oggetto o un servizio ma non si riceve nulla.

Gli autori di queste azioni giocano spesso sul fatto che, trattandosi di bassi importi, i truffati non intraprendono alcuna azione.

Delle difese, comunque, esistono.

I pagamenti tramite Paypal possono essere una soluzione.

Attivando questo tipo di pagamento digitale, a seguito della mancata consegna del bene o servizio, è possibile accedere ad un programma di protezione: la tutela copre l’intero importo (includendo le spese di spedizione) se l’oggetto non viene recapitato o è significativamente diverso dalla descrizione.

Al di là di questo, nel caso siano stati utilizzati bonifici o pagamenti tramite Western Union o spedizione di contanti, la situazione è piuttosto sconfortante.

Contro queste truffe ci si potrebbe rivolgere alla Polizia presentando denuncia, ma, nella realtà, esistono dubbi sull’esito positivo.

Esiste principalmente un problema di identificazione del responsabile: si ha solo un numero di cellulare, un numero IBAN o generalità che poi si rivelano false.

Anche se le autorità di Polizia hanno accesso a banche dati che le persone comuni, compresi gli avvocati, non possono visionare, non bisogna credere che sia facile fare una ricerca, per esempio, nei database dei numeri di utenza mobili: è una pratica burocratica molto impegnativa in termini di tempo e costi e quindi, spesso, non viene, praticamente, mai completata.

Una ulteriore difficoltà è che i dati che si possiedono spesso risultano falsi, ovvero una volta risaliti agli intestatari si può scoprire che si tratta di prestanome, oppure di soggetti che si trovano all’estero.

Altre volte può essere impossibile per le autorità italiane svolgere indagini, perché è necessaria una rogatoria internazionale: per le truffe compiute tramite Facebook, la polizia italiana non può, senza rogatoria, accedere ai server del sito.

Anche nei casi in cui non si abbiano problemi di identificazione del responsabile, si arriva, quasi sempre, ad un soggetto senza alcuna aspettativa di solvenza: un italiano, nullatenente, oppure ad un cittadino o un’organizzazione con sede all’estero.

Da questo punto di vista, intraprendere qualsiasi iniziativa diventa sostanzialmente non solo inutile, ma addirittura controproducente: si spenderebbe denaro senza speranza di ricavare alcunché.

Alla luce di tutte queste considerazioni, si può ben capire che prevenire è meglio che curare.

Il punto importante è, quindi, affidarsi solo a venditori di provata affidabilità.

Acquistare su eBay anziché usare Amazon comporta sì la possibilità di un acquisto particolarmente conveniente, ma il risparmio di qualche decina di euro non compensa il rischio di perdere tutto il denaro versato.

LA DOCUMENTAZIONE nel precedente articolo di due giorni fa

http://www.leccecronaca.it/index.php/2016/08/29/le-truffe-con-le-carte-di-credito-un-inquietante-fenomeno-sociale-ecco-come-e-possibile-difendersi-1/

Category: Costume e società, Cronaca

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