TRUFFE SUL WEB ( 3 – FINE ) / ATTENTI AL RANSOMWARE

| 1 Settembre 2016 | 0 Comments

di Stefania Isola * (avvocato – per leccecronaca.it)______

La criminalità sul web utilizza strumenti sempre più sofisticati e, per difendersi, bisogna innanzitutto essere informati.

Oltre ai tradizionali metodi di truffa, ne esistono altri molto più distruttivi e pericolosi: i ransomware.

Un ransomware è software maligno che blocca del tutto o in parte l’accesso a un sistema informatico e lo rende di nuovo disponibile (ipoteticamente) dietro pagamento di un corrispettivo, tipicamente su conti irrintracciabili.

Le società di sicurezza informatica hanno stimato più di 700mila infezioni rilevate nel 2015; 280mila circa nel primo semestre e 500mila nel secondo. La media dei costi di riscatto è passata dai 250 euro nel 2015 ai 600 nel 2016 portando (secondo una stima dell’FBI) il ricavo a circa 1.6 milioni di dollari nei soli USA nel 2015.

I metodi di diffusione di tali software sono gli stessi di tutti i virus tradizionali; nel mese di agosto 2016, sono stati addirittura scoperti virus anche in email autorizzate e lecite di siti a diffusione mondiale.

Di sicuro il pericolo è reale tanto da mettere in crisi anche il Federal Bureau of Investigation, il più famoso e potente dipartimento investigativo statunitense.

La minaccia è tanto più grave se si considera che l’FBI ha comunicato di aver ricevuto, tra l’aprile del 2014 e il giugno del 2015, 992 richieste di aiuto da parte di utenti colpiti dal ransomware CryptoWall con riscatti che raggiungevano, complessivamente, circa 18 milioni di dollari, quasi 18mila dollari a testa.

E, alquanto paradossalmente, l’agente Joseph Bonavolonta, ha ammesso l’impotenza dell’FBI contro queste minacce affermando che la maggior parte delle volte è meglio pagare quanto richiesto per riavere a disposizione i propri dati.

La questione è se farlo o meno, è soggettiva. Tipicamente effettuato il versamento, nel tempo di un giorno si riceve il software di sblocco, ma non sono rari i casi in cui il malfattore non restituisce nulla.

In Italia, nel 2015, un’indagine della procura di Trieste ha identificato otto criminali che, tramite queste tecniche, hanno estorto denaro a 1500 persone. Il 16 febbraio 2016 sono stati infettati i server del Comune di Vinci (Firenze), mettendo fuori uso servizi essenziali come l’anagrafe locale, mentre a febbraio sono state prese di mira scuole, ospedali e molte aziende di Alessandria, dove, in particolare. un liceo ha perso per sempre gran parte del suo archivio digitale.

Se non è possibile evitare tutti i pericoli della rete, una delle migliori soluzioni, è, com’è ovvio, quella di “usare la testa prima di cliccare”.

LA DOCUMENTAZIONE nel nostro precedente articolo di ieri

http://www.leccecronaca.it/index.php/2016/08/31/truffe-sul-web-ecco-spiegata-la-situazione-con-qualche-utile-suggerimento-per-prevenirle/

Category: Costume e società, Cronaca

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