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Comunque Vada… / VECCHI E NUOVI IMMIGRATI

| 26 febbraio 2017 | 0 Comments

di Elena Vada______

TORINO, terra d’immigrati da sempre. Li abbiamo visti arrivare da tutte le parti del meridione, con le valige di cartone, piene di speranze e di prodotti della loro terra. É vero, piantavano il basilico nel bidè, si sentivano respingere, prendere in giro. Vivevano, in dodici/tredici, in alloggi fatiscenti dove poltrone, sofà, letti, si aprivano e chiudevano tutto il giorno. … e ne arrivava sempre qualcuno nuovo “…e chille è o cugino da cognata di Peppe o stagnaro” e si aggiungeva un’altra branda. Si dormiva in due in un letto, o quattro/cinque piccerelle, nel matrimoniale…. Tanto papà faceva la notte! In quelle case c’era tanta ammuina (confusione) e tanta felicità! Mentre i piemontesi protestavano per le grida, le urla, i meridionali facevano i “pummarole” sul balcone.

E sentivamo odore di soffritto dalle sette della mattina, e i “baracchini” (pietanziere) con melanzane, puparuoli e cucuzzielli alla scapece (Zucchine in carpione).

E le maestre delle elementari che urlavano-:”Non si porta la pizza in classe e cose unte!!!” ma le pizze continuavano ad arrivare e con loro, le macchie d’olio sui quaderni e note sul diario con l’otto di condotta!

Eravamo quaranta in classe. Costretti a fare i doppi turni. Molti dialetti non si capivano proprio!

Mio papà, dirigente FIAT, raccontava aneddoti davvero esilaranti, ma lui era sempre dalla parte dei meridionali per solidarietà pelosa , perché si accorgeva della buona volontà (…e perché mia mamma è quasi Napuli, anche se nata a Torino)….. e pure dell’ignoranza, ma faceva in modo che, in carrozzeria e verniciatura (i suoi reparti), tutto filasse liscio.-:” ho caduto, son cascato, SEMPRE IN TERRA HO ANDATO!” oppure :”Mi fa zompare a nervatura per aria!” Eppure Vada (mio padre), era sempre paziente e caritatevole, se poteva li aiutava, non badando per nulla alla regione o all’estrazione sociale, neanche alla religione, bastava la buona voglia di lavorare.

(Oddio, gli stavano un po’ sulle BEEP gli juventini, per il resto tutto ok!)

I meridionali, si sa, avevano questa bella abitudine che se gli facevi del bene, cercavano di renderti la gentilezza in qualche modo. A casa arrivavano, dopo le ferie: scamorze, litri di olio,di vino, taralli, rococò, sfogliatelle,mozzarelle… e noi, che potevamo fare se non dire :”Grazie!”. Sarebbe stata un’offesa incredibile, rifiutare!.

I meridionali cercavano di vivere in modo dignitoso, E lottavano per emergere e farsi rispettare. Molti di loro hanno fatto fortuna con grandi imprese. Erano fieri della loro terra d’origine, ma arroganti NO! Neanche pretenziosi. Si facevano valere con le proprie capacità. E i condomini diventavano, villaggi -:”M’imprestate un po’ di zucchero? Me la guardate a piccerella, che vado a fare la spesa? Gradite una fella (fetta) di pastiera? Signora vulite un piatto di minestra che l’ho appena fatto?!”

I cortili, o i giardinetti, di pomeriggio, si riempivano di calzoncini corti e magliette a righe. Si colmavano di birilli, fionde, schettini o corde da saltare. E li in mezzo, presi dalla foga del gioco, chi si ricordava….” Io sono piemontese e tu siciliano e tu pugliese e tu …..” si giocava e basta! Saltavamo sul marciapiede, dando fastidio a tutti, ma non c’erano episodi d’intolleranza.

Nelle medie s’andava col grembiulino nero, e quindi, non facevi caso ai vestiti. Ma alcune compagne avevano i capelli che odoravano di minestrone o i piedi che puzzavano di sudore. Allora l’insegnante, li prendeva da parte, e faceva la predica.

Credo, che nessuno, dei meridionali da noi conosciuti, abbia mai fatto qualcosa contro la legge. Si, c’era paura della giustizia. E poi c’era rispetto RISPETTO! Rispetto – RECIPROCO.

 

I nuovi immigrati non hanno paura di nulla. Commettono reati che nessuno sanziona. Si sentono, quindi, padroni! Padroni a casa mia, tua, nostra! Ma perché?

Lo spaccio di droga è, ad ogni angolo di strada e bar, borseggiatori ovunque, scippi sulla metro (e noi, vigliacchi, pure se li vediamo, non li fermiamo per paura, della coltellata), chiedono l’elemosina con arroganza…. E insultano a mancato contributo.

Fuori dagli Ipermercati, ti aspettano e, con la scusa di aiutarti a svuotare il carrello, pretendono l’euro che hai messo dentro, la gettoniera.. Uno di loro mi ha confessato che fa dalle venti alle cinquanta euro, tutti i giorni. Con la paura che ti righino l’auto, gli lasci i soldi prima e dopo la spesa.

Ormai è un’abitudine: Naschim, e company riconoscono le auto e i padroni e, con i compagni, ci hanno spartiti, seconda simpatia e quantità di mancia. Almeno, quando arriviamo, abbiamo la quasi certezza del parcheggio. Ci diamo del tu, offriamo il caffè, sappiamo che la moglie ha partorito e così di via dicendo…. Sono una vera cronaca del luogo, un manifestino vocale dell’Iper -:”No, tende da sole che tu vuoi non arrivate, per quella vernice non prendi quella in fondo che è appena arrivata, se no cambia colore, prendi davanti. No questo è porcheria non comprare! Tre volte e si spacca, mio lavoro questo a mio paese”

Spesso, li adoperiamo per lavori manuali, ma devi stargli dietro perché, hanno qualche vizietto!.

Noi non siamo cambiati, ma gli immigrati si, e la società, di conseguenza in tutto e per tutto: gli asili sono per loro, le elementari sono per loro, il dopo-scuola è per loro. Questo sconveniente e lacrimevole pietismo senza senso, ci sta fagocitando inconsapevolmente. Alla mutua, o al collocamento, prenotazione visite, dichiarazioni di povertà, assistenti sociali… le code, delle gente che attende, sono di centinaia di persone, per la maggior parte stranieri. Il rinnovo del tesserino disoccupazione o l’ annuale Bus/Metro GTT (Gruppo Trasporti Torinesi) è il caso più clamoroso, capitato a me, e ve lo voglio raccontare.

Gli uffici GTT, aprono alle otto. La prima volta che mi recai erano le 07,30, davanti alla porta una decina di persone che mi chiesero il nome-:”Perché?- chiedo io?-”, “Qui già siamo a cinquantasei…” Mi risponde la persona di colore che sembra gestire tutto, -”Scusa, io vedo solo te e il tuo compare, e gli altri cinquanta?” Rashid risponde:-”Uno andato portare bambino a scuola, altro andato portare marito lavoro, suo cugino dimenticato documenti, la sua sorella allatta bimbo appena nato. Uno vedi, la dentro bar, prende caffè perché fa freddo, altro gioca macchinette e io gli tengo il posto. Quelli tre fratelli passano come uno solo… A mano, a mano che parlava, e c’erano anche nomi italiani, .… in me cresceva il disgusto, il disagio e soprattutto la rabbia di non poter dire e fare niente. Ho fatto qualche battuta per far capire “che ca nisciuno è fess” ma è servito a poco . Dalle 08,00 apertura degli uffici, ho terminato la mia pratica alle ore 12,30, giusto mezz’ora prima della chiusura.

La seconda volta che sono tornata alla GTT, volevo vendetta e soddisfazione. Sono arrivata davanti il “famigerato ufficio”alle ore 06,00, ero raggomitolata in una coperta (mi sentivo Fracchia) e ho pure posteggiato davanti alle porte… Nulla mi poteva sfuggire! Alle 06,30 è arrivato Rashid con foglio lungo quanto un “Rotolone Regina”.

Sono scesa e, guardandolo bene negli occhi, gli ho detto._” SONO IO LA PRIMA” e lui -:”NO, questi essere nomi avanzati di ieri?” L’avrai picchiato… “Ieri era ieri, oggi è oggi, e stai tranquillo che prima di me non passa NESSUNO” ho già avvisato la pattuglia di carabinieri che fa la ronda, qui intorno .E lui -:”Ma stai tranquiiiilaaaaa, tuuu signoraaaa… che non hai niente da fare, tua casa, per venire a rompere i BEEP  a me di mattina. Tu tranquilaaa, stai tranquilaaa, ma tu matta venire qui così presto, tuo marito non ti bastona?”

– “No, io bastono lui, se necessario” -:”mariti Italiani troppo stupidi….” e???? ripeti, ripeti, ripeti- gli chiedevo per registrarlo……. Zitto.

A parte l’attesa in macchina alle cinque della mattina con diversi gradi sotto zero, con tutti i documenti pronti ci ho messo cinque minuti. Alle 08,30 stavo facendo colazione. Però, mi chiedo, è questo, un modo civile di convivere con chi ti ha accolto e ti ospita e ti mette a disposizione tutte le sue infrastrutture, dalla scuola alla mutua, dall’alloggio al lavoro. Hanno anche, il Papa dalla loro parte, pur essendo Musulmani col tappetino in terra, quando devono pregare e io devo posteggiare (nel cortile di casa mia, dove ci sono i box).

Ho vissuto un po’ all’estero, sempre nel rispetto delle usanze altrui, abitudini e modi di fare. (Ascoltavo anche quella tremenda musica, tutto il giorno. Arrivata a casa mettevo Battisti o De Andrè o De Gregori, a tutto volume).

Credo che, senza accorgercene, stiamo esagerando nella “troppo” facile accoglienza. Gli altri paesi li cacciano, respingono, fanno i muri, mettono le moto-vedette a guardia delle coste.. e noi ne accogliamo, tutti i giorni, una marea.

Per finire, vi racconto lo scippo sul bus, di ieri: una fanciulla aveva lo zainetto con una bretella sola sulla spalla. All’arrivo della fermata, mentre tutti scendono, un ragazzotto gli aggancia lo zaino e scappa via…la ragazzina lo rincorre e cade. Nessuno si muove! Lei continua a gridare “Al ladro, Al ladro”. Niente… non un movimento d’aiuto, Questa è civiltà?, Sono scesa e mi sono accertata che la fanciulla non si fosse fatta nulla di male, fisicamente parlando. Poi ho chiesto in giro;: Perché non l’avete rincorso?” Risposta:-”E se poi ci dava una coltellata, magari era drogato, aveva la pistola…”

È finita anche la solidarietà tra italiani. Questo mi fa male, tanto male al cuore. Sembrano invasioni barbariche, dove le orde d’invasori si spartiscono la nostra bella patria e noi, facendo finta di niente, continuiamo a litigare e blaterale dagli scranni di senato e parlamento. Tanta confusione per niente.

 

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura

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