ULTIM’ORA / CARLO CALENDA ALLA CAMERA: “Tap accrescerà la nostra sicurezza. Si proceda con tutti i lavori e la realizzazione non subisca ulterori ritardi”. DIEGO DE LORENZIS SI ALTERA COL MINISTRO, NICOLA FRATOIANNI SCONSOLATO IMPUTA AL GOVERNO IL DISONORE

| 5 Aprile 2017 | 0 Comments

(g.p.)______Alle 15.00 di questo pomeriggio a Roma, alla Camera dei Deputati, seduta settimanale del così detto question time, cioè risposte dei responsabili del governo a interrogazioni urgenti presentate dai deputati.

Fra le altre, in aula il ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda(nella foto), ha risposto a quelle sull’autorizzazione unica al gasdotto Tap, con particolare riferimento a misure di compensazione e mitigazione relative al reimpianto degli ulivi, presentata da Diego De Lorenzis del Movimento 5 Stelle; e sull’ipotesi di sospensione delle attività del cantiere, presentata da Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana.

Ai quesiti posti da De Lorenzis e riassunti sinteticamente, nel corso del suo intervento sostanzialmente Calenda non risponde, non entra nel merito di nessuno dei punti specificati. Parte invece in un lungo e teorico panegirico sull’ opera, che, a suo dire, “accrescerà la sicurezza dell’ approvvigionamento e avrà effetti positivi sui prezzi, perché permetterà la riduzione degli importi delle bollette degli utenti” e via di questo passo favolistico e voli pindarici.

Quando gli ridanno la parola, Diego De Lorenzis appare visibilmente alterato, per usare un eufemismo. In un minuto contesta al ministro di non aver risposto per niente a quello che gli aveva chiesto e lo accusa di aver detto bugie. Anzi, di prendere in giro gli Italiani. “E’ l’ ennesima truffa!”, tuona, ricordando che le bollette degli utenti invece saliranno, perché dovranno pagare essi con i soldi loro i duecentosettanta milioni di euro necessari alla costruzione del tratto del gasdotto da Melendugno a Mesagne.

Nicola Fratoianni subito dopo chiede conto al ministro delle richiesta avanzata dai sindaci di sospendere tutte le attività di realizzazione del gasdotto, a partire dall’ espianto degli ulivi.

Carlo Calenda a questo punto fa un elenco burocratico di atti amministrativi e legali della vicenda, prima di sillabare apodittico, insistendo sulla “strategicità” del gasdotto: “E’ importante che si proceda con le attività di costruzione e che la realizzazione non subisca ritardi”.

Quando gli ridanno la parola Fratoianni, la prende più filosoficamente del suo collega; pare sconsolato, più che calmo, però. Impartisce al ministro una lezione sulla democrazia, che “non è un elenco di decisioni formali, ma quella che si costruisce dal basso con intelligenza politica e serietà, senza passare sopra la testa delle popolazioni interessate“, e poi imputa al governo “l’ onere e il disonore” di questa costruzione.

 

 

 

 

 

Category: Cronaca, Politica

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