DOPO LA GIORNATA DELL’AUTISMO, A LECCE SI INAUGURA IL CENTRO TERRITORIALE

| 9 Aprile 2017 | 0 Comments

di Antonella Elefante______ Sempre più frequenti, negli ultimi anni, sono i casi di autismo. Molti bambini, infatti, soffrono di disturbo del neurosviluppo caratterizzato dalla compromissione dell’interazione sociale e da deficit della comunicazione verbale e non verbale, la quale provoca ristrettezza d’interessi e comportamenti ripetitivi.Solitamente i genitori notano i primi segni entro i due anni di vita del bambino e una diagnosi più accurata spesso può essere fatta entro i trenta mesi di vita. Purtroppo sono ancora sconosciute le cause di tale manifestazione, divise tra cause neurobiologiche costituzionali e psicoambientali acquisite.

Legato a tale disturbo, è il problema dell’integrazione sociale e, più specificatamente, nell’Istruzione. Chi è affetto da autismo, infatti, presenta difficoltà sociali e spesso non ha gli stessi comportamenti che molte persone danno per scontati. Per quanto riguarda il linguaggio, circa un terzo degli individui non riesce a sviluppare un linguaggio sufficientemente naturale in grado di soddisfare le proprie esigenze di comunicazione quotidiana.

Tra l’individuo affetto da autismo e gli altri individui si crea un muro e, come la maggior parte dei muri, anche questo va abbattuto. Per iniziare ad abbatterlo bisogna aprirsi e raccontarsi, bisogna partire dall’esperienza personale, ed è quello che hanno fatto lo scorso 30 marzo nel Rettorato dell’Università del Salento le associazioni che si occupano di autismo, le famiglie, gli addetti ai lavori e le istituzioni.
Durante tale giornata sono state numerose le richieste, giunte dai genitori, i diagnosi, riabilitazione, inclusione sociale e scolastica, anche all’università. Una madre, infatti, afferma: “Un bambino autistico non dovrebbe mai restare da solo, perché le famiglie vengono chiamate ad un sacrificio enorme, anche economico, a contatto quotidiano con il dolore”.

Dal dialogo tenutosi in tale giornata, si è stabilita la data del 2 aprile come Giornata mondiale per l’autismo ed è giunta la richiesta di attuare il regolamento regionale, il primo in Italia, che riguarda questa disabilità.
Altra buona notizia, forse la più importante: domani, 10 aprile, aprirà a Lecce il Centro Territoriale per l’Autismo. Sarà una giornata per le famiglie, per rinforzare lo spirito della rete, che risiede nel condividere le scelte, difficoltà e fatiche. Un momento, anche, per porre domande e attendersi risposte. difficoltà e fatiche. “Una festa- afferma Paola Povero- per stare assieme e condividere il lavoro della Regione, la prima in Italia ad avere un regolamento specifico e condiviso con le famiglie. Non è stato facile- continua- ma stiamo partendo con i CAT e lo facciamo da Lecce. Volevamo dare una risposta una volta per tutte ed è bello avere tutte le associazioni riunite, perchè sono una forza per i ragazzi e uno sprone per chi opera. Condivisione e partecipazione sono il nostro modello, perché da soli non si va da nessuna parte”.

Un’altra novità è quella riguardante i buoni servizio, sbloccati dopo la sospensiva del Tar e il ricorso al Consiglio di Stato. La Regione adotterà, infatti, la modifica dei limiti Isee, graduandoli, rispondendo così alle indicazioni dei giudici amministrativi e permettendo ad oltre duemila famiglie di poter finalmente accedere al contributo, anche recuperando gli anticipi assicurati da alcuni Comuni.

Il Direttore Generale Melli ha lavorato sodo, insieme con il personale coinvolto, per l’apertura del CAT: “È un segnale forte e bello come quello che ci è arrivato oggi dalle famiglie. Credo nel territorio ma senza pensare che gli ospedali non servano. Altrove esiste da tempo la cultura di prendere in carico il paziente fragile, con ospedali specializzati. Stiamo combattendo anche contro una cultura che va in senso inverso. Dobbiamo dar forza – sottolinea – e voce al silenzio dei pazienti fragili e delle famiglie che non possono uscire di casa, con le loro problematiche: è questo il nostro compito. Facciamo un piccolo passo dopo 30 anni in cui la sanità territoriale è stata sacrificata a favore di una politica ospedalocentrica. Oggi dobbiamo lottare con poche risorse, risparmiare sui farmaci e sull’eccedenza di cure. Siamo,però, fortemente impegnati a costruire le reti delle fragilità, che renderanno più facile per le famiglie tenere i pazienti a casa”.

Ci sembra una risposta positiva quella giunta dala Asl, un modo per evitare che gli individui con tale diagnosi e soprattutto le famiglie, si sentano “abbandonati”.

Category: Costume e società, Eventi

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