C’ ERAVAMO TANTO AMATI / PAOLO PERRONE RICORDA AD ALESSANDRO DELLI NOCI TUTTO QUELLO FATTO PER LUI, ACCUSANDOLO DI ESSERE ‘il cavallo di Troia’ DEL ‘padrino’ MICHELE EMILIANO. NELLA REPLICA DELLI NOCI NON SMENTISCE NEMMENO UNA DELLE IMBARAZZANTI CIRCOSTANZE CHE GLI VENGONO ATTRIBUITE, LIQUIDANDO IL TUTTO COME ‘macchina del fango’

| 21 Giugno 2017 | 0 Comments

(Rdl)______Il sindaco uscente Paolo Perrone, ora rieletto in consiglio comunale, nelle file di Direzione Italia, a sostegno di Mauro Giliberti, che domenica andrà al ballottaggio, attacca pesantemente Alessandro Delli Noci, che al ballottaggio di domenica prossima invece sosterrà Carlo Salvemini del Pd, con il quale ha stretto un’ alleanza politica.

In un lungo e circostanziato post su ‘Facebook’, messo on line ieri sera, Perrone rinfaccia a Delli Noci tutto quello che ha fatto per lui in passato, aggiungendo tutta una serie di imbarazzanti circostanze, politiche, con l’ accusa finale – imbarazzantissima – di essere diventato adesso ‘il cavallo di Troia’ con cui Michele Emiliano vuole entrare anche a Lecce città.

Eccone il testo completo______

Caro Alessandro,

sappiamo bene tu ed io come sono andate le cose tra di noi. Sappiamo bene tu ed io quello che ho fatto in questi anni per riconoscere il tuo impegno, per premiarti, per spianarti la strada. Ma a questo punto è giusto che lo sappiano tutti. 

Nel 2012 sono stato io a vincere le resistenze di Paolo Pellegrino per una tua candidatura nella lista di Futuro e Libertà. E sono stato io a nominarti assessore, nonostante quel posto in giunta non spettasse a Futuro e Libertà, ma a La Puglia prima di tutto, che aveva due consiglieri eletti. Sono stato io ad assegnarti le deleghe che preferivi, in linea con le tue aspirazioni e le tue capacità.

Sono stato io a difenderti contro tutto e tutti quando sei uscito da Futuro e Libertà e non avevi copertura politica, tenendoti in giunta in “quota” sindaco.

Sono stato io a chiedere a Piero Fassino di nominarti referente nazionale di Anci per l’Agenda Digitale.

Sono stato io a chiedere a Giulio Tremonti di nominarti Young Fellow dell’Aspen Institute. Sappiamo bene tu ed io come sono andate queste cose. 

Poi una sera, davanti a un piatto di sushi, mi hai chiesto di voler essere il candidato sindaco del centrodestra e io ti ho risposto che a mio avviso non era il momento.

Chissà oggi cosa diresti della mia amministrazione se io avessi accettato e se oggi fossi davvero tu il nostro candidato sindaco.

A quel punto hai cercato un altro padrino, sei andato da Michele Emiliano accettando di essere il suo cavallo di Troia per mettere le mani sulla città. Hai deciso di lasciare l’amministrazione comunale e il centrodestra e avevi bisogno di qualche ragione di facciata per coprire il tuo TRADIMENTO.

Ad occhio e croce niente che potesse riguardare i contenuti dell’azione amministrativa, avendo tu votato per quasi cinque anni tutte le delibere e condiviso senza remore e senza rilievi alcuni ogni singola scelta.

Hai utilizzato le “scuse” della legalità e delle clientele, nonostante tu sappia quanto io sia attento a queste cose. Per questo, mi hai fatto molto male. Ma hai fatto male anche ad altri, speculando con queste “scuse” sul dolore delle persone e delle loro famiglie.

Proprio tu. Già, proprio tu che hai un fratello indagato per truffa e quindi nella stessa situazione di chi usi a fini politici. Mi auguro che tuo fratello e tutti gli altri possano chiarire la propria posizione e liberarsi di un fardello scomodo, ma dovresti sapere cosa si prova nel frattempo. Eppure, non è bastato per indurti a non servirtene. Hai messo davanti a tutto l’ambizione personale, sei andato “oltre”, oltre ogni cosa, rispetto compreso.

E continui a farlo, visto che hai sacrificato 216 candidati e circa 8 mila preferenze sull’altare di un deprecabile giochetto di potere. 

Scusa la franchezza, caro Alessandro. Ma tutte queste cose che sappiamo bene tu ed io, oggi è giusto che le sappiano gli altri, i leccesi, chi domenica dovrà scegliere da chi farsi amministrare.

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In una nota diffusa ai giornali, sempre nella tarda serata di ieri, martedì 20, Alessandro Delli Noci ha replicato con queste parole______

Il ‘post’ pubblicato su Facebook dal sindaco uscente Paolo Perrone manifesta, ancora una volta, la paura e la conseguente macchina del fango messa in campo da lui e dalla sua amministrazione in questi ultimi giorni di campagna elettorale. 

 

La sua dichiarazione è la rappresentazione dello sciacallaggio messo in atto, che coinvolge senza scrupoli, in maniera cinica e arrogante, la mia persona, la mia famiglia e la mia professionalità. Una caduta di stile per un “Primo Cittadino” cui spetterebbero compiti più importanti e nobili.

 

È imbarazzante, anche per me, dover affrontare attacchi di tale bassezza, riconosciuti come tali anche dai nostri concittadini che hanno commentato il post. Tirare in ballo, in un momento storico per Lecce, in cui i cittadini chiedono risposte concrete ai bisogni della città, le mie deleghe, il mio percorso politico e personale, le mie competenze e i miei affetti più cari, appare una vera e propria mancanza di rispetto per la città e per le Istituzioni che lui rappresenta.

 

L’abitudine di colpire la mia famiglia pare sia diventata ossessione e priorità del sindaco uscente, una rivalsa che nulla ha a che fare con la Politica.

Piuttosto che citare le indagini che riguardano chi non ricopre un ruolo pubblico, farebbe bene Paolo Perrone a dare conto delle indagini che vedono coinvolti lui e gli uomini di fiducia del suo governo.

Credo che questa uscita pubblica, scomposta, sia dettata dalla rabbia e dalla mancanza di lucidità di un sindaco che viaggia con la sconfitta in tasca e non accetta la possibilità di perdere, ben consapevole che le responsabilità di giustificare il fallimento di Giliberti ricadrebbero su di lui. 


Category: Cronaca, Politica

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