…MA IL SALENTO NON SIA LA VAL SUSA

| 17 Marzo 2018 | 10 Comments

di Giuseppe Puppo______

Ieri sera, in una città militarizzata, c’è stato un altro corteo dei manifestanti NO TAP, meritorio per tenere viva l’ attenzione sulla questione, che, passate le elezioni politiche, con tanti, a volte imbrazzanti, interessamenti, corre ora il rischio di perdere interesse, quindi di favorire la costruzione del gasdotto, con tutti i suoi micro e macro tunnel, contro la volontà popolare.

Mentre ci sono sempre altre indagini della magistratura di cui si aspetta l’ esito.

Una lotta di popolo, giova ricordarlo, di famiglie, di mamme e bambini, di cittadini e associazioni.

Non violenta, a parte qualche episodio del passato, in cui è difficile districare le responsabilità, in un clima che si è andato via via sempre più surriscaldando.

Ma generalmente pacifico.

Finora.

Ieri è successo qualcosa di nuovo, e di grave, però.

Cosa? Qualcuno dei manifestanti ha lanciato alcuni petardi contro le forze dell’ ordine.

Un errore.

Qualche altro, ha imbrattato con scritte assurde edifici del centro storico, fra cui il Teatro Apollo.

Un errore gravissimo.

Ora, vai a spiegare che si tratta di gesti isolati, compiuti da chissà chi e da chissà dove giunto, da chissà quali intenzoni animato.

Rimane il fatto, di cui indistintamente viene deturpato ora l’ intero Movimento No Tap, e chi ideologicamente, politicamente e anche giornalisticamente lo sostiene, o lo guarda con simpatia, o interesse.

Un errore gravissimo, chiunque lo abbia compiuto.

Già, siamo nel Tremila, e fare le scritte sui muri, tanto più queste di ieri sera che paiono di frustrazione, più che di informazione, di vandalismo, più che di ideologia, è una roba da idioti, che non ha senso alcuno, e anzi risulta controproducente.

Infatti.

Si parla oggi, si parlerà domani, della questione in sè, della sostanza dei fatti, delle strategie, dei danni e delle devastazioni al territorio del gasdotto?

No, si parla e si parlerà dei muri dei palazzi imbrattati.

Ecco per esempio il comunicato che è appena arrivato in redazione da parte della Tap, che “si associa allo sdegno e alla condanna dell’intera comunità leccese per gli atti vandalici e la deturpazione dei monumenti perpetrata dai manifestanti noTap nella serata di ieri.
Con la stessa cura con cui il progetto assicurerà il ripristino dell’ambiente, del paesaggio e della bellezza dei territori direttamente interessati ai lavori di costruzione del gasdotto, TAP si mette a disposizione per contribuire a sostenere la pulitura e il ripristino degli edifici e dei monumenti danneggiati”.

Perfetto. I devastatori, i veri vandali, che diventano restauratori, e salvatori del territorio.

Ed ecco il commento che il sindaco Carlo Salvemini, zitto per mesi, se non per anni, sulla questione, poi artefice di un’ ambigua risuluzione apparentemente contraria, ma sostanialmente possibilista, sulle devastazione nel territorio comunale di tubi e condotte, ha immediatamente affidato a Facebook: “Ci sono molti modi per sentirsi cittadini attivi al servizio dell’interesse collettivo, impegnati nel rispetto del territorio e del patrimonio ambientale e culturale.

Uno è certamente manifestare la propria contrarietà ad un’opera che si considera incompatibile con l’equilibrio ambientale e sociale del territorio. Diritto costituzionalmente garantito e mai messo in discussione.
Un altro è sentirsi responsabili ogni giorno del rispetto e della difesa degli spazi pubblici, che sono anch’essi come il paesaggio elementi identitari della nostra comunità. Dovere di cittadinanza spesso dimenticato.

Dispiace che ci sia qualcuno, tra coloro che hanno preso parte alla manifestazione No-Tap che non abbia questa sensibilità e consapevolezza: e pensa di potersi presentare come difensore del territorio e al contempo manifestare disprezzo verso luoghi come scuole e teatri e danneggiarli intenzionalmente con scritte che, al di là del contenuto (in alcuni minaccioso e intimidatorio) altro non sono che manifestazioni di inciviltà.
Del resto la disarticolazione dell’intreccio tra diritti e doveri è causa del nostro indebolito spirito nazionale.
Ci adopereremo immediatamente per ripristinare, a spese di tutti i leccesi, la pulizia dei muri imbrattati e al contempo per individuare i responsabili e chiedere loro il risarcimento dei danni.

In chiusura voglio ringraziare le forze dell’ordine, che ieri hanno assicurato con professionalità il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero senza ricadute sulla sicurezza dei leccesi”.

Perftto, ed ecco qua, la lezione di democrazia è servita.

Delle nobili intenzioni di Tap, delle accdemiche lezioni di democrazia si parla oggi, si parlerà domani, e chissà per quanto.

E tutto per colpa di qualche sconsiderato, che non capisce quanto giova adesso, oggi, domani, sempre ribadire, dopo che nei mesi scorsi, negli anni scorsi, anche da queste colonne elettroniche, è stato da più parti sostenuto.

La lotta no Tap deve essere non violenta, pacifica, gandhiana addirittura.

Ogni deroga a tale principio ispiratore, ivi comprese le scritte sui muri, è controproducente, oltre che folle.

Se ci sono anarco-insurrezionalisti all’ opera, veri, presunti, sedicenti tali, vadano ad anarco insurrezionare da un’ altra parte.

Siano isolati.

Il Salento non può e  non deve essere la Valle Susa, dove la sacrosanta protesta di popolo contro un’ opera inutile e dannosa come l’ alta velocità fra Torino e Lione è stata troppo spesso pretesto di alcuni per scontri violenti, che non  hanno portato nulla alle ragioni degli oppositori, ma hanno portato tutto a quelle dei costruttori.

I magistrati fanno i magistrati, non i politici, e vanno rispettati, anche quando producono sentenze che non ci piacciono. Gli agenti delle forze dell’ ordine fanno gli agenti delle forze dell’ odine, non i politici, e vanno rispettati, anche quando obbediscono ad ordini che non ci piacciono.

Detto tutto ciò, la politica, il nuovo governo, dia subito, urgentemente, motivi agli oppositori del gasdotto, per non lasciarli soli, isolati, frustati e disperati.

E i capi politici del Movimento No Tap soli, isolati, frusttati e disperati non si sentano.

Che fare?

Ora che si ripropone l’ emblematico interrogativo di sempre, intanto una risposta per loro sia l’ abbandono degli anacronistici schematismi vetero ideologici, un crinale limitativo e pericoloso.

E sia la rilettura e lo studio della non violenza nei risultati storici magnificamente prodotti..______

L’ APPROFONDIMENTO nei nostri articoli 7 febbraio 2017, del 6 marzo scorso, e di oggi

NUOVO CORTEO NO TAP A LECCE CITTA’

TAP. LA SAIPEM PREVEDE DIFFICOLTA’, MA NON E’ PREOCCUPATA DAL RESPONSO ELETTORALE. PERO’ LA SENATRICE DANIELA DONNO DEL M5S A leccecronaca.it ANNUNCIA: “Ora vogliamo rivedere i trattati internazionali. E tutti i precedenti decreti”

‘TUTTO A POSTO’ E NIENTE IN ORDINE. DOPO LA SENTENZA DEL GIP DI LECCE, PER I ‘NO TAP’ SI RIPROPONE L’ INTERROGATIVO DI SEMPRE DI TUTTI I RIVOLUZIONARI

 

 

 

 

 

 

Category: Cronaca, Politica

Comments (10)

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  1. Paolo Pagliaro, Forza Italia - tramite mail ha detto:

    Non roviniamo il concetto di battaglia per il territorio con atti vandalici che devono essere condannati e mai giustificati. La battaglia contro la TAP deve essere condotta, sempre e comunque, in modo civile, con toni e modi moderati, e non dobbiamo assolutamente rischiare che il baricentro della discussione si sposti su altri binari che non siano quelli giusti.
    Il focus del problema è il gasdotto e deve rimanere solo quello.
    Chi ha sporcato i muri di Lecce, e del Teatro ristrutturato con i soldi di tutti, non vuole il bene del territorio e si è messo sullo stesso piano di chi vuole deturparlo con il gasdotto. Condanniamo pesantemente il gesto, cerchiamo di isolare chi lo ha commesso, e continuiamo a dire NO TAP in modo civile, perché noi non vogliamo il gasdotto ma non vogliamo nemmeno chi rovina il bene comune.
    Chi ha voglia di manifestare in quel modo barbaro rimanga a casa così siamo certi che non conteremo ulteriori danni.

  2. Diego Palumbo, Movimento Regione Salento - tramite mail ha detto:

    Amare la propria terra significa lavorare per renderla sempre più bella ed accogliente; significa adoperarsi per creare le condizioni affinché i nostri figli possano viverla nel migliore dei modi; significa combattere con tutte le forze coloro che la rovinano e la deturpano, siamo essi multinazionali oppure singoli individui.
    Ieri, nella manifestazione NO TAP, che doveva essere una manifestazione contro coloro che deturpano il Salento, alcuni teppisti nascosti subdolamente tra i pacifici manifestanti che manifestavano per amore di territorio, sono andati in giro per la nostra bella Lecce ad imbrattarla ed a deturparla.
    È inaccettabile! Grazie alle forze dell’ordine per lo sforzo compiuto e finalizzato a limitare i danni realizzati da questi banditi.
    I cittadini, tutti i cittadini, hanno il dovere e l’onere di combattere coloro che non amano il Salento.

  3. Dario Stefano, Pd - tramite mail ha detto:

    A nessuno si può negare il diritto di esprimere pubblicamente le proprie idee, manifestando per le strade di una città.
    La democrazia è una conquista a cui non vogliamo rinunciare. Cosa diversa è però la violenza. E lo è anche quando qualcuno col proprio comportamento azzera totalmente il senso di appartenenza e il rispetto per la comunità in cui vive. La protesta che porta avanti l’idea di incompatibilità ambientale di un’opera, e che intende difendere le sorti di un territorio, perde di coerenza e credibilità quando offre ospitalità a chi pensa di trasferire i propri istinti anarchici e violenti, il proprio disappunto, la propria rabbia abbattendo millenari muretti a secco, come avvenuto alcune settimane fa, o deturpando la bellezza di un teatro antico, come successo ieri a Lecce.

    Al singolo, o ai pochi irresponsabili autori di tali gesti, dovrebbero essere gli stessi manifestanti a spiegare che difendere un bene collettivo oltraggiandone un altro non è certamente la strada da percorrere. La violenza non è mai espressione di democrazia e di legittimo dissenso.

  4. Carlo Salvemini - tramite mail ha detto:

    In merito alla disponibilità manifestata dalla società Tap a contribuire alla rimozione delle scritte spray sui muri del Teatro Apollo, della scuola Cesare Battisti e sugli altri muri della città, interviene il sindaco Salvemini:

    “Ringraziamo TAP per disponibilità ma è giusto, doveroso e opportuno che il Comune provveda da sé”.

  5. Sindaci No Tap - tramite mail ha detto:

    I sindaci impegnati contro il gasdotto – Antonio Chiga primo cittadino
    di Zollino, Luca De Carlo di Vernole, Andrea De Pascali di Castrì,
    Francesca De Vito di Calimera, Dina Manti di Corigliano, Fulvio Pedone
    di Lizzanello, Marco Potì di Melendugno, Fabio Tarantino di Martano –
    condannano nettamente le azioni vandaliche che ieri nel corso di una
    manifestazione No TAP hanno interessato la città di Lecce.
    Precisano che il rispetto dell’ambiente e della convivenza civile vale
    ovunque, a San Basilio, come a Lecce!
    I Sindaci No Tap rimarcano e rivendicano con forza l’importanza
    dell’azione civile di legalità intrapresa con tante associazioni del
    territorio.
    Rimarcano, inoltre, l’importanza della protesta pacifica che tanti
    cittadini ed attivisti da un anno conducono con rispetto e fermezza, ed
    auspicano che il senso civico porti quanto prima ad iniziative sociali
    finalizzate alla rimozione delle scritte vandaliche che ieri hanno
    imbrattato muri e monumenti della bellissima Lecce.
    Invitano TAP a non affannarsi in proclami “buonisti” nel tentativo di
    accreditarsi all’opinione pubblica, il gasdotto rimane per la comunità
    salentina un mostro ambientale da combattere.
    Farebbero meglio a sospendere i lavori in attesa degli esiti
    giudiziari!

    Dalle sedi municipali, 17 marzo 2018
    Antonio Chiga sindaco di Zollino
    Luca De Carlo sindaco di Vernole
    Andrea De Pascali sindaco di Castrì
    Francesca De Vito sindaca di Calimera
    Dina Manti sindaca di Corigliano
    Fulvio Pedone sindaco di Lizzanello
    Marco Potì sindaco di Melendugno
    Fabio Tarantino sindaco di Martano

  6. Massimo Fragola, Andare Oltre - tramite mail ha detto:

    L’oltraggio compiuto da chi in nome di una legittima protesta ha imbrattato i muri e i monumenti della nostra città non merita di restare impunito. Bene ha fatto sicuramente il Sindaco a rimarcare che dovrà essere il Comune ad occuparsi della pulizia ma sorprende come l’invito alla pulizia sia arrivato da TAP e non dal Comitato NO TAP che ha organizzato la manifestazione e che ha visto infiltrarsi al suo interno delle persone che nulla hanno a che fare con quel popolo che circa un anno fa manifestò pacificamente in Piazza Sant’Oronzo insieme a 95 Sindaci del territorio.
    Sarebbe stato molto più logico e apprezzato che lo stesso Comitato NO TAP si fosse proposto al fianco del Comune nell’attività di pulizia magari offrendo della manodopera con un protocollo sulla sicurezza che salvaguardasse chi avesse operato nella pulizia dei muri della città.
    L’amore per la propria terra si manifesta con i forti ideali ma anche con azioni concrete, e per fare questo non è mai troppo tardi.

  7. Giuseppe Angiuli - tramite Facebook ha detto:

    “Dalla Libia al Salento, ENI assassina”.

    Questa la scritta vergata su un muro di Lecce da un partecipante al corteo di protesta contro il gasdotto TAP, svoltosi nel capoluogo salentino appena due giorni fa.

    La vicenda del gasdotto TAP implica delle questioni oggettivamente serie che attengono all’impatto ambientale che la stessa opera avrà sulla costa adriatica della Puglia meridionale e verso le quali occorre manifestare il massimo rispetto e la massima attenzione.

    Ma seguendo da anni le dinamiche di certe frange della cd. “sinistra antagonista”, di cui mi ha sempre colpito in negativo una evidente aggressività nelle forme e nei toni della protesta (una aggressività che a mio avviso può nuocere anche alla più giusta delle cause per cui si lotta), mi viene spontaneo pormi qualche domanda.

    Imbrattare di scritte con toni enfatici ed aggressivi alcuni palazzi del centro storico di Lecce (tra cui anche il prestigioso Teatro Apollo) siamo sicuri che giovi alla causa ambientalista dei manifestanti desiderosi di proteggere il loro territorio dal gasdotto?

    E perchè prendersela proprio con l’ENI, associandone il nome al gasdotto TAP, quando la compagnia italiana detiene solo il 20% dell’azionariato del consorzio che darà vita all’opera infrastrutturale?

    Che senso ha associare proprio il nome dell’ENI alla destabilizzazione della Libia (definendo addirittura “assassina” la nostra compagnia energetica, uno degli ultimi “gioielli di famiglia” ancora in mani italiane), quando tutti ormai sanno che la guerra alla Libia di Gheddafi è stata voluta nel 2011 da americani, francesi e inglesi al fine di impadronirsi delle ricchezze del sottosuolo libico e che l’italiana ENI da questa guerra ci ha solo rimesso in termini di posizioni di mercato che derivavano da 40 anni di rapporti privilegiati con lo stesso Gheddafi?

    E chi può escludere che questa scritta contro l’ENI sui muri della bellissima città di Lecce possa costituire un indizio rivelatore della matrice di alcune entità poco limpide che condizionano da tempo l’azione di certi ambienti della cd. “sinistra antagonista”, con un attivismo particolarmente visibile nel Salento, orientandone le posizioni politiche in una direzione ostile agli interessi dell’ENI e dell’Italia?

    Non dimenticate mai che quando nel 2011 fu presa d’assalto l’Ambasciata di Libia a Roma, tra i manifestanti spiccavano le bandiere rosse di Rifondazione Comunista e di certi piccoli partitini vetero-trozkisti che supportarono oggettivamente l’assalto NATO a Gheddafi.

    Diceva qualcuno in passato: meditate gente…..meditate…..

  8. Comitato No Tap - tramite Facebook ha detto:

    Abbiamo scelto il silenzio ieri. Lo abbiamo fatto perché il polverone che si è sollevato dopo la manifestazione di Lecce non meritava alcuna risposta.

    A un anno di distanza dall’inizio della devastazione di San Basilio, il Movimento è cresciuto sempre di più, si è composto di migliaia di persone diverse e varie, unite dalla lotta a Tap, a quel mostro che porta distruzione e malaffare. E, nella bellezza che ci contraddistingue, abbiamo cercato di coinvolgere sempre più persone, sempre più anime libere.

    Ma, a un anno di distanza, ci rendiamo ancora di più conto di dover combattere, anche, contro un altro mostro che si chiama IPOCRISIA.
    Ipocrisia di tante e tante persone, che non hanno mai sollevato un dito nemmeno per un clic mirato ad informarsi su cosa è tap, e che invece oggi riescono ad ergersi a giudici senza vergogna, colpevolizzando tutto un movimento per una scritta.
    Ipocrisia di quel salottino perbenista e radical-chic di una Lecce cieca davanti ai veri problemi.
    Ipocrisia di uno stato, che invia centinaia di forze dell’ordine a contrastare chi manifesta, chi fa una festa o chi lotta per difendere anche i loro figli. Abbiate il coraggio di dirgli che uscite di casa per combattere chi cerca di salvargli la pelle!
    Ipocrisia di Tap, che non perde occasione per compiere la sua opera di sciacallaggio, proponendosi come salvatore del Salento, ma che viene costantemente messo da parte da un popolo che non lo vuole.

    Noi siamo per la bellezza, per la tutela di questo posto, e non potremo mai portare devastazione! Non ci siamo fatti coinvolgere in questo subdolo gioco al massacro, che ha cercato di dividere un movimento sempre più forte, non ci faremo mai sopraffare dall’ipocrisia che attanaglia il potere. Abbiamo un anno alle spalle, siamo cresciuti…e voi, Tap e galoppini, avete tanta, tanta paura.

    Riprendiamo questa frase, per tutti i moralisti dell’ultima ora:
    “A SCUOLA DICEVANO DI NON SCRIVERE SUI BANCHI, MENTRE IL SOFFITTO CROLLAVA SULLE TESTE”

  9. Pierluigi Colavero - tramite mail ha detto:

    Vivere, amare, tutelare e rispettare” è la filosofia della società Mas Service Plus. Con questo spirito l’Azienda, dopo essere stata allertata dal Comune di Lecce, si è resa disponibile a fornire gratuitamente il servizio di rimozione delle scritte vandaliche insistenti sulle mura del teatro “Apollo” e dell’edificio scolastico “Cesare Battisti” a seguito della manifestazione “No Tap”.
    È poi accaduto che nel corso dei lavori un esponente istituzionale di un altro Comune, aderente al Movimento No Tap, abbia raggiunto il luogo dell’intervento chiedendo al personale presente la disponibilità a scattare una fotografia con la felpa no-tap sulle spalle. Al personale presente è stato assicurato che lo scatto fotografico non sarebbe stato diffuso e che aveva l’unica utilità della soddisfazione privata del suo autore, che non l’avrebbe condiviso. Sottovalutando le conseguenze e riponendo in maniera avventata la nostra fiducia nel suddetto esponente istituzionale, il nostro personale si è prestato al gioco, salvo poi rendersi conto, pochi minuti dopo, che lo scatto era stato condiviso su Facebook.
    Per questo la nostra azienda ci tiene a scusarsi con il Comune di Lecce per l’imbarazzo provocato e a prendere le distanze dalla fotografia e a stigmatizzarne ogni strumentalizzazione.
    Siamo una ditta fornitrice di servizi e nel momento in cui li svolgiamo con professionalità e passione lo facciamo con l’unico scopo di fare bene il nostro lavoro e di ricambiare la fiducia che in noi ripongono le amministrazioni pubbliche e i privati committenti.
    Costernato
    L’Amministratore Unico
    Pierluigi Colavero

  10. Marco Potì - tramite Facebook ha detto:

    Un sentito ringraziamento al Comune di Lecce, a Carlo Salvemini e Carlo Mignone ed alla Ditta MAS SERVICE PLUS di Pierluigi Colavero, per aver ripulito prontamente (e gratuitamente) le scritte sul muro del teatro Apollo e di altri monumenti di Lecce.
    Il Salento difende la bellezza, sempre, in ogni luogo ed in ogni tempo. È la nostra una lotta di civiltà, di dignità e di democrazia, che è di esempio per l’intera Italia. Il Salento non ha bisogno di Tap, nè sui muri nè per pulire i muri nè tantomeno a San Basilio!

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