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LA LEGA CE L’HA DURO. IL CAPO. “…Saremo al fianco di Coldiretti nella ricostruzione del paesaggio distrutto dal batterio”. COME UN RAFFAELE FITTO, UN PAOLO DE CASTRO, UN DARIO STEFANO QUALUNQUE, ANCHE ROBERTO MARTI SI ISCRIVE AL PARTITO UNICO DEGLI XYLELLISTI DI BRUXELLES

| 19 maggio 2018 | 1 Comment

(g.p.)______Cresce e si consolida il partito unico degli Xylellisti. Da Bruxelles a Bari stanno lavorando contro di noi. Oggi il M5S ha compiutamente elaborato in Regione Puglia la ‘rivoluzione copernicana’ al riguardo, annunciata a Lecce giusto una settimana fa nella sede della Coldiretti. Ne riferiamo a parte nell’ articolo immediatamente precedente sulla home page del giornale, in cui riportiamo integralmente il documento, che stiamo analizzando con la dovuta attenzione, e che commenteremo a breve.

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Intanto sempre oggi, sempre a Lecce, la Coldiretti, proseguendo nella sua iniziativa di lobbing, ha incontrato una delegazione della Lega,  il senatore leccese Roberto Marti (al centro nella foto) e la deputata barese Anna Rita Tateo.

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Così ne riferisce un comunicato degli organizzatori, che riportano le conclusioni raggiunte con gli invitati: “I parlamentari della Lega sottoscrivono le istanze di Coldiretti Lecce per l’emergenza xylella….E’ stato chiesto di far diventare il dramma dell’olivicoltura del Salento la priorità della 18esima Legislatura, accendendo i riflettori nazionali sul problema. Nel programma sottoscritto, anche un corposo finanziamento pluriennale con cui rimpinguare il “Contratto di distretto” destinato alla rigenerazione agricola dei territori colpiti dal batterio, aiuti Pac specifici per le aziende che si stanno riconvertendo ad altre colture o che stanno riprendendo la produzione olearia, ed un input sostanzioso alla ricerca per la realizzazione del Laboratorio a cielo aperto.

…Queste le istanze concrete che Coldiretti Lecce ha posto ai nuovi eletti, alla luce anche del deferimento dell’Italia alla Corte di Giustizia europea per non aver adottato le misure di contenimento contenute nella Decisione del 2015 e del nullaosta al reimpianto di ulivi che dà il via ora alla fase della “ricostruzione”.

“Alle aziende agricole è arrivato, in cinque anni, solo un milione di euro per le eradicazioni effettuate in ottemperanza al pian Silletti – ha detto il direttore di Coldiretti Lecce, Giuseppe Brillante – è tempo ora di azioni serie e concrete per dare agli olivicoltori una speranza di futuro”.

“Xylella non è una questione locale ma purtroppo nazionale e dell’intero Mediterraneo – ha ribadito il presidente di Coldiretti Lecce, Pantaleo Piccinno – chiediamo per questo alla Lega come a tutte le forze politiche un allineamento rispetto alla problematica, evitando di continuare ad utilizzare la fitopatia come terreno di scontro politico. Il Salento deve essere pronto a ripartire, dobbiamo diventare il luogo in cui si mettono in campo gli strumenti pilota per ricostruire il tessuto produttivo ma anche il tessuto dei valori culturali e paesaggistici legati all’olivicoltura”.

“Siamo al fianco degli agricoltori, pronti a recepire tutte le istanze – ha assicurato Roberto Marti, a nome della collega presente e anche del deputato Rossano Sasso, assente per motivi personali – per trasferirle in concrete azioni parlamentari. Bene anche l’idea di laboratorio a cielo aperto, con il ruolo di regia di tutte le sperimentazioni che verranno messe in campo. Il Salento deve ora cominciare a risalire dal baratro, e noi saremo al fianco di Coldiretti nella ricostruzione del paesaggio distrutto dal batterio”.

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E certo, chè proprio là volevano andare a parare…Anche Roberto Marti si adopererà al fianco di Raffaele Fitto, Paolo De Castro e Dario Stefano. Che certe cose le dicano essi, non fa notizia. Che le ripeta oggi Roberto Marti, lo fa, eccome. La Lega dimentica pure le polemiche con l’ Unione Europea. Dimentica tutto, pure quello che non ha mai saputo.

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LA RICERCA nei nostri articoli di sabato, domenica e mercoledì scorso

XYLELLA / UN VERO E PROPRIO ATTACCO POLITICO E MEDIATICO. ECCO LE RISPOSTE, PUNTO PER PUNTO

L’ UNIONE EUROPEA INSISTE CON I SUOI FOLLI DIKTAT

LA ‘PAC’ E ALTRO / UNA RISPOSTA A COLDIRETTI

 

MO PURE LORO TENGONO LA XYLELLA AN CAPU. LA ‘RIVOLUZIONE COPERNICANA’ DEL MOVIMENTO 5 STELLE ANCHE SULLA XYLELLA. DA PARTITO DI LOTTA CONTRO LA FRODE, A PARTITO DI GOVERNO, CHE APPOGGIA LA COLDIRETTI. ECCO LE INCREDIBILI DICHIARAZIONI DI OGGI, FRA GLI ALTRI, DI DIEGO DE LORENZIS, E CRISTIAN CASILI

Category: Cronaca, Politica

Comments (1)

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  1. Crocifisso Aloisi ha detto:

    Praticamente si continua a chiedere interventi corposi per le aziende agricole, mentre per le migliaia di piccoli proprietari (che hanno il grosso della superficie agricola e olivetata) non si mette in campo nessuna concreta politica economica (e ribadisco ancora una volta che le migliaia di piccoli proprietari sono anche custodi del paesaggio rurale e artefici dell’offerta turistica salentina) e sono sempre più abbandonati al loro destino, dovranno affrontare con i propri mezzi anche le ultime imposizioni di legge sulla faccenda xylella (pena il pagamento di multe salate) e HANNO GIÀ SUBÌTO ANCHE UN NOTEVOLE DEPREZZAMENTO DEL VALORE DEI PROPRI TERRENI (foriero questo di nuovi latifondismi che si delineano all’orizzonte e che forse sono proprio uno degli obiettivi messi in campo).
    Si chiedono nuove risorse dalla PAC, la Politica Agricola Comunitaria.
    Ma cos’è la PAC ?
    Sono fondi europei che ogni Stato decide di utilizzare per determinati obiettivi strategici. L’obiettivo di questa tipologia di pagamenti diretti è di concedere un sostegno accoppiato a quei settori o a quelle regioni in cui esistono determinati tipi di agricoltura o determinati settori agricoli che:
    – si trovano in difficoltà; (come la nostra olivicoltura !)
    – rivestono una particolare importanza per ragioni economiche, sociali o ambientali (come la nostra olivicoltura!!)

    L’importo del sostegno è stabilito nella misura necessaria a creare un incentivo quando si manifesti una delle seguenti esigenze:

    – mantenere gli attuali livelli di produzione a causa della mancanza di alternative e ridurre il rischio di abbandono della produzione e i conseguenti problemi sociali e/o ambientali; (come la nostra olivicoltura !!!)

    La PAC 2014-2020 prevede la distribuzione di circa 430 milioni di euro l’anno per questo periodo. Una bella cifra. Però come spesso è accaduto in altri settori e con altre politiche economiche, i fondi in questione sono stati destinati in modo squilibrato in favore del Centro Nord, mentre al Sud, soprattutto olivicoltura, solo le briciole.

    La prova di quello che dico viene confermata dalle dichiarazioni , a tal proposito, dell’allora assessore regionale della Lombardia, Fava, quando fu concluso l’accordo col governo sulla PAC 2014-2020 : “Di fatto è stata accolta la proposta delle regioni del nord, dando importanza strategica alla zootecnica, colonna portante dell’agricoltura. Questo dimostra che, quando si lavora congiuntamente per sostenere gli agricoltori, i risultati poi si ottengono”.
    Mentre il Presidente di Coldiretti, Maurizio Moncalvo, affermò con entusiasmo che : “L’accordo assicura un sostegno ai settori portanti della nostra agricoltura e, con esso, garantisce quelle produzioni su cui si fonda il successo del made in Italy”.

    Dei 430 milioni annui quasi la metà sono andati alla zootecnia (211,87 milioni) ! Ancora aiuti, come se non bastassero già le storiche agevolazioni ricevute come gli sforamenti delle quote di produzione le cui multe sono state pagate dallo Stato, cioè tutti noi. Ma anche altre agevolazioni dai vari governi nazionali. Il resto a riso (22,75 milioni), soia (9,87 milioni) , barbabietola da zucchero (17,21 milioni), pomodoro da industria (11,29 milioni), praticamente quasi tutto al Nord o Centro Nord. Poi frumento, Centro e Sud (59,88 milioni) e olivicoltura, Nord Centro e Sud (70,39 milioni). Oltre ad altri aiuti specifici, come ad esempio alle aziende agricole montane, ecc.

    Dove erano i rappresentanti meridionali di Coldiretti e di tutte le altre associazioni di categoria quando si decidevano queste misure ? Sono state mai portate avanti concrete politiche economiche che avessero l’obiettivo di contrastare la madre ed il padre di tutti i problemi dell’agricoltura meridionale e salentina nello specifico, cioè la lotta all’abbandono dei terreni per mancanza di reddito? E lo stato di abbandono di moltissimi terreni è la prova del fallimento.

    Qui si aprirebbe un’altra voragine che non possiamo certo affrontare con un articolo, perché bisognerebbe parlare di filiera produttiva, di filiera distribuzione, di marketing, di accordi economici siglati dall’UE con il consenso dell’Italia e che stanno provocando disastri nel comparto agricolo meridionale (dalle associazioni di categoria abbiamo ascoltato, fin’ora, SOLO PAROLE, e lo stato in cui versa il comparto agricolo meridionale è la prova che si tratta di parole), di clausole di salvaguardia che per alcuni prodotti come ad esempio il riso (guarda caso) si chiedono e si ottengono dall’UE, per arance o pomodoro invece si chiedono soltanto. Dovremmo parlare dei recenti accordi commerciali col Canada, in cui, sempre a proposito di olio, sono stati inseriti SOLO 4 oli da tutelare, TUTTI VENETI. Poi dovremmo anche parlare delle varie eccellenze produttive che sono state letteralmente sradicate dal nostro territorio negli ultimi decenni, e che rappresentavano una fonte di reddito, come la coltivazione e prima trasformazione del tabacco, e soprattutto dei vigneti, le cui quote di produzione sradicate al Sud, in Salento, sono state trasferite tutte al Nord!
    Dov’ erano le associazioni di categoria locali mentre accadeva tutto ciò ? Per caso ‘aiutavano’ gli agricoltori a disfarsi delle loro quote perché ormai non c’era più futuro per vigneti, tabacco ?? E lo stesso dilemma si ripropone anche in questi anni, con il colpo grosso, i nostri olivi ??

    Oggi, nel 2018, questi personaggi ripropongono la PAC che ha iniziato a dare i suoi frutti però nel 2014 !!
    Troppo tardi cari signori e troppo sospetto questo richiamo alla PAC.
    Come si fa a dare credito a questo modo di fare associazione ?
    La maggioranza delle aziende agricole meridionali e degli agricoltori dovrebbero sapere tutto ciò.

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