LECCECRONACHE / LO SPREAD DI CASA NOSTRA

| 2 giugno 2018 | 0 Comments

di Raffaele Polo______

Rimaniamo sempre un po’ sorpresi perché, pure che i tempi cambiano e si evolvono, l’anima popolare (che poi è la cartina di tornasole della nostra Umanità) non muta granché. Anzi, se possibile, si affina e vince sicuramente la sua impari gara con il tempo, la cultura, la tecnologia…

Siamo al mercato, in un non meglio specificato mercato del nostro Salento: sono tutti simili, tanto che se comprate, chessò, un paio di pantaloni, il venditore ti snocciola la sua litania:

‘Se cumandi cu lli cangi, crai stau a Galatina, buscrai a Matino, poi domineca a San Foca e lunedia a Lecce…’ praticamente scoprite l’universalità del Mercato nel Salento, che offre articoli, bancarelle e venditori a rotazione, è un sistema commerciale avanzatissimo che gli stessi cinesi ci invidiano….

Dicevamo: siamo al mercato e siamo circondati dalle urla dei venditori che, da sempre, cercano di sovrastarsi l’un l’altro, per proporre affari relativi alla propria merce. E agganciano, con immediata fantasia, le offerte ai fatti del giorno. Cosicché, ecco che sentiamo, dietro di noi, qualcuno che grida, infervorato: ‘Sconti, sconti, alla faccia dello spred!!!’

Ora, questa cosa dello spread non l’avevamo mai sentita. E il fenomeno è rafforzato anche dalle scritte col pennarello che, appese in mezzo ai jeans, pubblicizzano la merce ‘a 10 euro, prezzo Spread’.

Mentre ci lambicchiamo il cervello per comprendere meglio cosa possa accomunare la fantasia commerciale nostrana con gli eventi economici internazionali, una stentorea voce grida da lontano: ‘Mattarella nù bole, ma nui lu facimu lu stessu lu scontu. Tutto a 5 euro!!!’

Questo è più comprensibile e adesso aspettiamo il grido di soddisfazione che non tarda a venire, anch’esso da lontano, in una sorta di armonica alternanza: ‘Hannu fattu lu governu! Donne cattati, tutto a saldo, tutti felici, tenimu ‘ntorna lu governu!!!’

Ricordiamo, ma senza nostalgia, le grida degli anni Cinquanta (‘Lu Sindacu Massari stà passa, svendiamo tutto!!!) dei successivi anni Sessanta (‘donne, tenimu lu prendisole della Lollo, della Pampanini, della Lorenne!!) degli anni di piombo (‘Cattati, ca sta rriane le Brigate Rosse!!) e dei tempi più moderni (‘la robba noscia nù ttene la xilella!!).

Sorridiamo in silenzio. Ci mancava lo spread al nostro mercato, a rinvigorire le offerte… Tra poco, chissà cosa dovremo sentire…

Crollando il capo, con convinzione, paghiamo 10 euro per i jeans taglia xxxxl. E se non vanno bene?

‘Se cumandi cu lli cangi, crai stau a Trepuzze, poi me ttocca a Nardò e lunedia ntorna stau ccquai…’

Questo rassicurante calendario non è cambiato, meno male.

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura

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