LECCECRONACHE / FORTEZZA BASTIANI VS POSITANO

| 18 giugno 2018 | 0 Comments

di Raffaele Polo______

Stiamo così, davanti al televisore, e ci capita una partita dei mondiali di calcio. Si, proprio quelli di Russia, dove l’Italia non c’è, eliminata a favore della Svezia e simbolo di una cronica crisi che investe la politica, la cultura, lo sport…

Guardiamo con supponenza quei giocatori con maglie dagli inusuali colori, dai nomi strani, paladini di realtà nazionali che poco o nulla ci dicono… L’Iran, l’Arabia, l’Australia, Panama… Ma veramente questi giocatori sono più forti e meritevoli degli italiani?

Nulla da eccepire, siamo stati eliminati e allora ci tocca il giochino che facevamo da piccoli, magari a Giochi Senza Frontiere, quando l’Italia arrivava sempre ultima, e allora ci toccava spostare la nostra attenzione sulla nazione più ‘simpatica’: gli arbitri degli stupidissimi giochi erano Gennaro Olivieri e Guido Pancaldi, chi se li ricorda ancora? Ci sono rimasti nell’immaginario intimo più recondito questi due nomi. Ce ne sono anche altri. Ad esempio, la brillantina Linetti, chi si ricorda la pubblicità con l’Infallibile Ispettore Rock? Gli attori erano Cesare Polacco e Giuliano Isidori. Non ricordiamo la data di nascita di Garibaldi ma questi due nomi, a distanza di sessant’anni, ci sono rimasti dentro. Che strano, ci sarà un perché? Mah!!!

Torniamo a noi: che ci arrabattiamo a trovare un minimo di interesse anche per queste partite che oppongono nazioni improbabili, almeno per la nostra limitata geografia: la Costa Rica, ad esempio, dove si trova esattamente? E l’Iran non finiamo per confonderlo con l’Iraq?

Sta di fatto che, a tutti, piace l’Islanda. L’idea che i quattro gatti che la popolano siano in grado di far tremare i grandi e conclamati campioni, piace e solletica. Finiamo per guardare con piacere questa nazionale che, sul campo, è cosa ben diversa dal clima freddo e i geygers, ovvero gli unici aspetti che abbiamo a portata di mano, così, su due piedi. Ah, i vulcani. Non dimentichiamo che abbiamo perso l’aereo per il vulcano dell’Islanda…

Torniamo fanciulli. Quando facevamo i tornei, ogni squadra si sceglieva il nome una nazione. E non ci accorgevamo che c’era il Brasile, l’Argentina, l’Uruguay ma anche l’America… Così denominata perché, per noi, l’America erano solo gli Usa, e chi sarebbe venuto a pignoleggiare, affermando che tutte le nazioni succitate facevano parte dell’America?

Sottigliezze, direte voi. E’ vero. Infatti, nel torneo successivo, a Fantacalcio, uno scelse per la sua squadra il nome di ‘Positano in fiamme’, non si è mai capito perché… E noi? Avevamo appena letto ‘Il deserto dei tartari’ e chiamammo la squadra ‘Fortezza Bastiani’.

Ecco, la partita di ieri era probabilmente fra queste due squadre, i nomi non vogliono dire nulla, purtroppo se manca l’Italia, l’inno nazionale, il commento di Carosio o di Pizzul… Si, lo sappiamo che non ci sono più: ma, onestamente, non sembra anche a voi di risentire le loro voci, se chiudete gli occhi, e avvicinate la radiolina Sony all’orecchio, si sente perfettamente la radiocronaca, e di là c’è la mamma che sta cucinando, e papà è appena tornato dal lavoro e ci chiede se abbiamo fatto i compiti…

Niente. Bisogna svegliarsi e, con un moto di insofferenza, cambiare canale.

Il calcio non ci piace, se non c’è l’Italia…

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura

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