SVILUPPO SENZA PROGRESSO

| 28 giugno 2018 | 0 Comments

di Fabio Coppola______

Prendo in prestito la definizione di Pierpaolo Pasolini per commentare il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica del Comune di Veglie per la realizzazione di un insediamento produttivo in contrada “Lupomonaco” (nella foto). Su un’area compresa tra la macchia mediterranea e la circonvallazione, di fatto una strada paesaggistica con visuale panoramica su uno degli ultimi ambienti naturali del territorio vegliese.

 

Il Comune di Veglie, avrebbe potuto adeguarsi al piano paesaggistico della Puglia, strumento urbanistico tra i primi in Italia; avrebbe potuto acquisire i nove ettari di macchia mediterranea ancora di proprietà privata, per istituire un unico parco naturale. Il Comune, potrebbe concretizzare il regolamento di fruizione del parco, mediante semplici azioni. Invece di perseguire obiettivi al passo coi tempi, solo edilizia decontestualizzata, che condizionerebbe per sempre il paesaggio dell’area.

 

Nel 1964 a causa della costruzione della diga di Assuan, si decise di delocalizzare il tempio egizio di Abu Simbel, per impedire che fosse sommerso dalle acque. Per sezionare in blocchi il monumento, fu impiegato il personale più qualificato ed esperto al mondo, i cavamonti di marmo di Carrara.

Possibile che a Veglie non sia possibile “spostare” una stazione di servizio prima ancora che venga realizzata? E’ davvero di vitale importanza tale collocazione? O forse sarebbe più opportuno “spostare” la macchia mediterranea?

Ai più giovani consiglierei la visione del filmato “La forma della città”, comodamente su “Youtube.com”, affinché in futuro possano essere forse urbanisti migliori.

 

Category: Cronaca, Politica

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