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EMOZIONE CONTINUA / HOLLY E BENJI FANNO HARAKIRI

| 3 luglio 2018 | 0 Comments

(Rdl)______Che te lo dico a fare? Proprio vero, sono Mondiali bellissimi, forse i più belli di sempre. Ieri c’era di nuovo il Brasile, e va avanti. Anzi, fa meraviglie, e si accredita come la favorita, dopo la caduta di tutte le altre così dette grandi. Con un Neymar protagonista all’ altezza della sua fama, almeno lui, anche se fa una scena vergognosa, quanto inutile, a metà fra simulazione e provocazione, tutte e due insieme, per un gesto osceno, tanto più che questi calciatori simulatori e provocatori sono oltretutto idioti, perché dovrebbero sapere che le telecamere riprendono ogni minimo particolare, e che quindi è perfettamente inutile fare scenate.

E’ un bel Brasile, spumeggiante, solido, arrembante, che sembra aver voltato pagina dopo il tonfo casalingo di quattro anni fa e aver tutta l’ intenzione di scrivere risultati lusinghieri. Per giunta, appare pure solido in difesa, il reparto tradizionalmente punto debole della nazionale Verde Oro.

Il Messico, povero Messico, che più in là degli ottavi storicamente non riesce mai ad andare, se la gioca a viso aperto, il che gli fa onore, ma gioca alla pari solamente un quarto d’ ora – venti minuti, i primi, poi per oltre un’ ora in campo c’è solamente la voglia del Brasile, che ne fa due, e che mette il suo sponsor Cacao Meravigliao su questi campionati del Mondo, anche se il cammino è ancora lungo e, specie, come detto, in questa edizione, tutto può sempre succedere.

 

A sera, a Rostov, nel caldo estivo del clima continentale russo, va in scena un’ altra partita delle sorprese mozzafiato.

Il Belgio doveva timbrare il cartellino degli ottavi battendo il Giappone, tecnicamente modesto, e già miracolato abbastanza, per quanto sempre simpatico e tambureggiante, come nelle puntate di cartoni animati alla Holly e Benji.

Il Belgio, infatti, un tempo famoso solamente perché sia in Nazionale, sia con le sue squadre di club nelle coppe europee, faceva la tattica del fuorigioco, una roba cui negli anni Sessanta-Settanta nessuno era abituato, quindi, solo per questo, dava fastidio a tutti, negli ultimi anni è cresciuto molto, e adesso fra tecnici e scommettitori è molto quotato.

Sarà, ma ieri non è piaciuto affatto. Lento, deconcentrato, con i presunti ottimi giocatori più accreditati che paiono niente di più di calciatori decenti, e con un terminale offensivo imbarazzante, come il cognome, che sembra Hulk, a proposito di cartoni animati, per quanto un calciatore, anch’ egli attaccante, che si chiama Hulk, ci sia già, ed è pure buono.

Doveva fare la partita, e ci ha provato, il Belgio, per tutto il primo tempo, ma senza costrutto alcuno, anzi, è piaciuto più il fresco entusiasmo giapponese.

Dopo il riposo, succede di tutto.

Segna il Giappone, e ci sta tutto, per la dura legge del gol, così gli altri imparano a sprecare con supponenza.

Ma poi addirittura raddoppia, e sul 2 a 0 la partita sembra chiusa, tanto più che gli asiatici paiono volare, sulle ali dell’ entusiasmo, e gli europei paiono invece boccheggiare.

Più per non sapere ormai che fare, il mister Roberto Matinez prova a levarne un paio, e a metterne due freschi, ridisegnando la squadra. Mancano venti minuti.

Beh accade l’ impossibile. In venti minuti il Belgio fa la rimontona, e proprio all’ ultimo dei minuti di recupero segna il gol della vittoria, in contropiede.

Dai, i Giapponesi erano a battere un calcio d’ angolo sotto la porta degli avversari, quando mancavano pochi secondi ai tempi supplementari, e invece, tutti sbilanciati, riescono a concedere una ripartenza letale agli altri.

Come si dice suicidio in Giapponese?

Fanno una serie di ingenuità tattiche dettate dall’ inesperienza internazionale, ma inammissibili, pure a livello dilettantistico. Già, e comunque le partite dei mondiali non sono gli episodi di Holly e Benji.

 

Category: Costume e società

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