ALLA SCOPERTA DELL’ ITALIA DI SERIE B – 1 / BENEVENTO “Una città dove la vita è ancora a misura d’uomo”

| 26 Agosto 2018 | 0 Comments

di Alfredo Pietronigro * ( direttore “Gazzetta di Benevento” – per leccecronaca.it)______

Il direttore del quotidiano on line leccecronaca.it, Giuseppe Puppo, ha avuto la splendida idea di presentare, ad ogni trasferta del suo Lecce, non la squadra avversaria, questa sarebbe stata idea senza grandi meriti, ma la città ospitante.
Lo scopo è quello di fornire alla gente di Lecce una informazione più vasta sulle bellezze dell’Italia a mano a mano che la squadra avanza nel campionato e chissà che queste informazioni non diventino poi elemento per decidere una “gita fuori porta” e visitare la città di cui si è solo letto o sentito parlare.

Ovviamente, accanto al grazie a Puppo per l’opportunità data a Benevento con cui comincia questa sua iniziativa, c’è la promessa da parte nostra di fare altrettanto con Lecce al girone di ritorno. Lo impegniamo da subito il collega su questo versante.

E veniamo alla città di Benevento.
Non molte battute e pochissime date che sanno solo di nozionismo.

Basti pensare, per descriverla con una frase, che “Nulla in Italia è più antico di Benevento”, come scrisse Edward Hutton e dobbiamo credere allo scrittore inglese perché in questa città sono affiorate negli ultimi decenni, soprattutto nell’incantevole ipogeo del Duomo, stratificazioni che ci riportano addirittura a duemila anni prima di Cristo.

Quando si giunge a Benevento si pensa di poter visitare la città ammirando solo il suo possente Arco di Traiano, un Arco di trionfo che è ritenuto essere il meglio conservato al mondo.

Non è così perché la città è uno scrigno pieno di gioielli che vanno ammirati e dunque un pernottamento non guasterebbe.

Forse la città è nota per averle date di santa ragione alle legioni romane alle Forche Caudine, una località ai confini dell’odierno Sannio.
I sanniti che malmenano un grande esercito non era cosa di tutti i gironi eppure questo avvenne e si dice che proprio qui a Benevento nacque la pernacchia, quello strano suono che esce dalla bocca dinanzi alla quale viene posto un pugno della mano più o meno chiuso, un suono, uno sberleffo che i Sanniti usarono contro gli ufficiali di Roma man mano che passavano sotto il giogo composto da lance posizionate a mo’ di arco abbastanza basso per superare il quale bisognava chinare la schiena.

Poi le cose andarono diversamente ed a buscarle furono i Sanniti, ovviamente, ma i Romani, di cui tutto si può dire tranne che non fossero strateghi della politica, non tentarono mai di sterminare o di annientare questo popolo dell’Italia meridionale, ma lo se lo fecero amico dandogli tutta la dignità che gli spettava.
Ed infatti, Benevento potè battere moneta ed aveva addirittura il suo Senato.

A Benevento, all’Anfiteatro Romano (oggi ancora sepolto e con uno dei suoi lati ellittici sotto la stazione ferroviaria della Valle Caudina) e poi al Teatro Romano (meravigliosamente in piedi in tutta la sua maestosità e bellezza) giunse anche Nerone per assistere ai riti gladiatori.
La Benevento romana è ancora ben conservata ed è concentrata essenzialmente nel Rione Triggio.
Saltando di qualche secolo arriviamo alla grande dominazione Longobarda. Questi uomini di grande stazza, definiti barbari, hanno dominato la città per circa cinquecento anni, una eternità ed è stato questo il periodo forse di maggiore splendore per Benevento, altro che barbari.
Il Ducato di Benevento, nella cosiddetta Longobardia Minore, dominava in pratica su quasi tutta l’Italia meridionale giungendo in Calabria ed a nord fino ai confini dell’altro grande Ducato, prima che iniziasse il regno di Pavia della Longobardia Maggiore, che era quello di Spoleto.
Qui, illuminata fu anche la figura del duca Arechi II sotto il cui regno ebbero grande impulso la nascita di monasteri in cui si praticava la grande cultura.
A Benevento nasce la Scrittura Beneventana ed addirittura il Canto Beneventano ascrivibile addirittura a prima di quello Gregoriano.
Il monastero più importante fu quello del complesso abbaziale della chiesa di Santa Sofia, qualche anno fa dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità.
La città in quel periodo era cinta da possenti mura, dette Longobarde ma che in realtà appartenevamo al IV secolo, dunque a prima dell’arrivo di questi guerrieri del nord dell’Europa.
Carteggi, volumi, codici miniati si possono ammirare nella importante Biblioteca Capitolare e nel Museo Diocesano.
Stiamo camminando a grandi passi, come promesso e giungiamo quindi al terzo periodo storico importante per la città di Benevento (dopo quello romano e longobardo), quello della dominazione pontificia che comincia in pratica con la caduta del regno longobardo nell’anno Mille e va avanti, saltando piccoli altri periodi come quello napoleonico, fino all’Unità d’Italia.
Benevento è una enclave dello Stato Pontificio, circondata dal Regno di Napoli.
Il periodo più luminoso di questa altra lunga dominazione è quello dell’arcivescovo Francesco Maria Orsini che divenne poi papa con il nome di Benedetto XIII, un titolo, quello di arcivescovo di Benevento, che non volle lasciare nemmeno da pontefice.
Subì, la sua smisurata arcidiocesi, il devastante terremoto del 1688 a cui fece seguito quello del 1702. La città fu quasi totalmente distrutta ma negli anni si rialzò ed Orsini diede vita ai Monti Frumentari per sostenere l’economia locale. Venivano cioè elargiti dei prestiti avendo come pegno i futuri raccolti agricoli. Poi questa grande intuizione si trasformò in Monte dei Pegni dove ad essere momentaneamente ceduti dalla povera gente erano solo i preziosi mentre a Napoli, dove si impegnava di tutto, anche le lenzuola, nacquero ed ancora esistono, i Monti di Pietà.
Dall’Unità d’Italia a venire avanti Benevento non ha avuto più grandi periodi illuminati se si eccettua, negli anni Ottanta e Novanta, la istituzione del Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala” e l’Università degli Studi del Sannio.
Avrebbe dovuto essere, Benevento, capitale della Regione Sannio composta da Benevento, Avellino e Campobasso, territori omogenei e di origini simili.
Ma non se ne fece nulla e la Carta costituzionale del 1948 non ne fa menzione mentre è in piedi il Palazzo della Regione Sannio oggi sede della Prefettura.

Ovviamente un racconto, questo a volo d’uccello con lo scopo che il lettore possa leggerlo e farsi solo una idea di questa città dove la vita è ancora a misura d’uomo e dove di sera è ancora possibile farsi una passeggiata lungo il suo lunghissimo e bellissimo corso Garibaldi sul quale affacciano il Museo del Sannio, l’Hortus Conclusus di Mimmo Paladino, la Basilica di San Bartolomeo dove è contenuto il corpo dell’apostolo da cui prende il nome e poi il Duomo, il Museo Diocesano e via dicendo. Molto importanti i reperti del culto di Iside.
Certamente da visitare la meravigliosa Villa Comunale “Umberto I” che in una graduatoria dell’inizio del secolo scorso venne definita come seconda più bella villa comunale d’Italia.
Non si dimentichi poi che Benevento è città delle Streghe o Janare. Qui, sotto il famoso noce, poi estirpato da San Barbato, celebravano le loro orge, il cosiddetto Sabba.
Sempre velocemente si ricorda anche la famosa battaglia di Benevento del 1266 in cui perse la vita Manfredi di Svevia che Dante ricorda nella Divina Commedia descrivendo l’improbabile luogo della sua sepoltura: “In co’ del ponte presso Benevento…”.
Benevento è una città di circa 60mila abitanti ed è a 135 metri sul livello del mare.
Cibo ottimo e vino altrettanto con addirittura tre Dogc. Il territorio sannita è il più vitato d’Italia.
A pochi chilometri da Benevento, una quindicina, c’è il paese di padre Pio, Pietrelcina.
Benevento ha dato i natali anche a San Giuseppe Moscati, il grande medico che riposa a Napoli ed a San Gennaro, di cui c’è quella che viene attribuita come essere la sua casa natale. Se la disputa con Napoli, circa i natali del santo, è tutta ancora da giocare, certamente San Gennaro è stato vescovo della locale arcidiocesi.
Non è facile riassumere duemila e passa anni di storia in così poco spazio.
Mi auguro solo di aver dato almeno l’idea della mia città ed aver sollecitato l’interesse a visitarla.
Se questo è: Scopo raggiunto.

Category: Cronaca, Cultura, Eventi

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