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FRA PUGLIA E BASILICATA DOVREMO CONVIVERE CON LE SCORIE NUCLEARI. PER I PROSSIMI VENTIQUATTROMILA ANNI. SE SOPRAVVIVEREMO…E’ USCITO CON RIVELAZIONI INQUIETANTI IL LIBRO-INCHIESTA SUL ‘SUD ATOMICO’ DI MARISA INGROSSO, CHE NE HA PARLATO CON leccecronaca.it: “una mappa di silenzi e menzogne di Stato”

| 9 ottobre 2018 | 0 Comments

(g.p.)_______Molte volte per definire un libro, un’ inchiesta giornalistica, si usa l’ espressione “è una bomba”. Beh, mai come stavolta. E’  una bomba, nucleare, il libro-inchiesta di Marisa Ingrosso (nella foto), “Sud Atomico: gli esperimenti, gli incidenti, le contaminazioni appena uscito per le edizioni Radici Future (Bari, 144 pagg. 14 euro, in libreria, e su Amazon e Ibis).

Parla  delle “estrazione di plutonio puro, il migliore per le bombe, della ricerca in impianti ufficialmente chiusi, degli incidenti radioattivi che coinvolgono i lavoratori, degli esperimenti ch si svolgono a centinaia di metri di profondità.

Ma soprattutto è  “una mappa dei silenzi e delle menzogne di Stato”, frutto di un paziente e prezioso lavoro di ricerca sui documenti delle maggiori inchieste giudiziarie sui traffici di materiale radioattivo, ‘ndrangheta, mafia e omicidi irrisolti, come quello dell’ assassinio della giornalista Ilaria Alpi e  Miran Hrovatin, e dell’ avvocato catanese Enzo Fragalà.

Un lavoro quanto mai attuale, come i pericoli che derivano dalla presenza di materiale radioattivo, come le scorie radioattive, gli scarti delle lavorazioni, che devono essere smaltite, ed è sempre comunque un problema, nei terreni e nelle falde.

Radio attività che rimane con tutti i suoi effetti letali. Queste sostanze smettono di essere pericolose dopo diverse migliaia di anni, il plutonio dopo ventiquattromila anni” – ha detto Marisa Ingrosso a leccecronaca.it “e provocano vari tipi di tumore“.

E in Puglia, come siamo messi?

“Durante interventi di monitoraggio effettuati dal 1990 al 1993, l’unità ‘Amb. Mon. Matri’ del Centro Ricerche Enea di Basilicata ha rilevato anomalie radioattive a Punta di Rondinella, Taranto, dove si stava costruendo un piazzale di stoccaggio, con una colmata realizzata con loppa cementizia e scorie d’altoforno”.

Il punto critico è dunque Taranto, come se non bastassero l’ Eni e soprattutto l’ Ilva, anche perché è ancora tutto da definire il deposito ex Cemerad di Statte…

“Sì. Fra l’ altro, Vera Corbelli, dal 2014 Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, ha denunciato di essere stata minacciata da settori della massoneria. Ma non creiamo allarmismi…”

No, certo, stiamo ai fatti. E seguiamo la situazione dello smaltimento delle scorie nucleari, che ci interessa da vicino, da qui e nei prossimi ventiquattromila anni, cercando documenti, prove e analisi, su una situazione esplosiva.

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LA RICERCA nei nostri articoli del 10, 11 e 12 gennaio 2017, le tre puntate conclusive dell’inchiesta sulla morte di Peppino Basile

L’ INCHIESTA / CHI HA UCCISO PEPPINO BASILE? – 3 / “Un contatore Geiger, dove lo posso trovare?”

L’ INCHIESTA / CHI HA UCCISO PEPPINO BASILE? – 4 / ESISTONO RIFIUTI RADIOATTIVI NEL SALENTO?

L’ INCHIESTA / CHI HA UCCISO PEPPINO BASILE? – 5 / CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA

 

 

 

 

 

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura, Libri

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