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IL LECCE COME L’ARABA FENICE, DA 2-0 A 2-2 NELLA MALEDIZIONE “ZACCHERIA”

| 27 ottobre 2018 | 0 Comments

di Annibale Gagliani_____

Finalmente si gioca e lo si farà almeno fino a mercoledì prossimo. Il Consiglio di Stato dà ragione al presidente della Lega B, Maurizio Balata, e alle diciannove società sul piede di guerra dopo la querelle dei ripescaggi con la Figc.

Allo stadio Zaccheria di Foggia non solo si alza il sipario sul derby delle Puglie tra satenelli e lupi, ma si gode di uno spettacolo che onora tutta la cadetteria. Le squadre non rinunciano a pretendere il pallino del gioco, con il Foggia di Grassadonia a fare la voce grossa attraverso un 3-5-2 che esalta la coppia d’attacco Galano-Mazzeo e mette nelle migliori condizioni Kragl di spingere sulla sinistra e le mezzali Agnelli e Deli di assaltare la difesa giallorossa a fari spenti.

Il Lecce risponde con la sua identità, riversata in un 4-3-1-2 che vede come novità rispetto alla gara col Palermo gli innesti di Lepore a destra, Arrigoni davanti la difesa e Pettinari ad affincare La Mantia. Nel catino foggiano, autentica maledizione per i giallorossi, si assiste a un primo tempo tattico, nel quale Grassadonia e Liverani giocano le proprie carte a ritmi alti, limitando gli spazi reciproci.

Poche occasioni degne di nota, le squadre sono corte e si annullano nello spazio di trenta metri. Per rompere l’equilibrio serve un episodio: all’ultimo minuto del primo tempo da una palla in uscita giocata sulla trequarti sinistra da Calderoni il Foggia costruisce il vantaggio: pressing letale di Agnelli che soffia la sfera al terzino leccese in scivolata e offre una giocata illuminante per Deli che al limite dell’area infila la palla in buca d’angolo alla destra di Vigorito con un interno collo destro da applausi.

Il secondo tempo si apre al cinquantaduesimo con un eurogoal di Tonucci: bomba da fuori area a trafiggere per la seconda volta Vigorito a mezza altezza. Il derby sembra aver emesso la sua sentenza, ma guai a fare i conti in anticipo quando in campo vi è il Lecce di quest’anno. Soltanto tre minuti dopo Mancosu si procura un calcio di punizione dal limite con un’irresestibile azione personale. Batte lui con la cattiveria dei grandi: il pallone aggira la barriera e gela il sangue di Bizzarri: 2-1 improvviso.

L’inersia del match cambia grazie alla mossa di Liverani che scaglia sul terreno di gioco la velocità supersonica di Palombi. Da una sua azione bruciante in contropiede arriva un cross mortifero per la difesa del Foggia: Tonucci sbaglia il disimpegno, La Mantia – il più criticato dopo la sfida col Palermo – propone una stoccata da bomber di razza: 2-2 clamoroso al settantacinquesimo. Poco dopo lo stesso numero 19 licantropo rischia di mandare in estasi i poco più di mille tifosi ospiti: colpo di testa in area da rapace e miracolo sensazionale di Bizarri, che non dimentica di aver difeso i pali di un Real Madrid da Champions.

Il campo dice 2-2, primo pareggio stagionale per gli uomini di Grassadonia, carattere da vendere per i guerrieri salentini. I rossoneri occupano l’ultima posizione in graduatoria (con cinque punti) dopo la vittoria del Livorno con l’Ascoli, i giallorossi sono settimi a soli tre punti dalla promozione diretta (con tredici lunghezze). A sorprendere più di tutti nel pomeriggio cadetto è il capitombolo in casa del Pescara contro il Cittadella, che dimostra tutte le insidie di un Campionato che si preannuncia al cardiopalma fino all’ultimo minuto.

Prossimo appuntamento per le pugliesi il turno infrasettimanale di martedì e mercoledì venturi: il Foggia va in casa della sorpresa Cittadella, il Lecce accoglie un Crotone che vuole tornare a respirare aria di Serie A.

Il Lupo è vivo, non rompe la maledizione garganica, ma si conferma una delle formazioni più battagliere dell’intero torneo.

Category: Sport

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