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“Non è uno sport, è una guerra” / L’ ON. MICHELA BRAMBILLA SCATENATA CONTRO I CACCIATORI: “E’ ora di porre fine ad un’attività crudele e violenta che uccide gli animali e anche le persone”. E CINQUE ASSOCIAZIONI INCHIODANO CON RICHIESTE PRECISE I SENATORI CHE STANNO PER DISCUTERE IL DECRETO LEGGE ‘SICUREZZA’

| 29 ottobre 2018 | 0 Comments

(Rdl)_______Associazioni, cittadini e alcuni politici incalzano il governo sulla caccia. Cresce intanto di giorno in giorno nell’ opinione pubblica la sensazione di intolleranza nei confronti della situazione esistente.

Oggi Enpa, Lac, Lav, Lipu e Wwf hanno diramato un comunicato congiunto per esprimere “sgomente per l’ennesimo ‘incidente’ venatorio nell’anconetano di cui è rimasto vittima un bambino di dieci anni, ferito da numerosi pallini da caccia (è accaduto ieri a Osimo, ndr)”, e “lanciano un forte appello al Parlamento e al governo affinché intervengano tempestivamente” suggerendo una serie di interventi da inserire nel “Decreto Sicurezza”, in votazione il 5 novembre al Senato.

In particolare, chiedono che sia vietato “il coinvolgimento dei minori nell’attività venatoria; introducendo il divieto di sparare la domenica, giornata in cui famiglie e bambini frequentano campagne e boschi, ma anche prevedendo controlli adeguati sulle condizioni psico-fisiche dei cacciatori. I permessi per la detenzione di armi da caccia dovrebbero essere rinnovati non più ogni cinque anni – come stabilisce l’attuale normativa – ma ogni tre sino al compimento del 65mo anno d’età e con cadenza annuale fino al 75mo anno d’età. Al compimento del quale il cacciatore deve essere obbligato ad appendere la “doppietta” al chiodo”.

Chiedono inoltre “che siano aumentate le distanze di sparo da abitazioni, luoghi di lavoro, strade e ferrovie, minacciati da armi sempre più potenti; che le carabine non siano affidate a giovani sotto i 25 anni; che i turisti siano liberi di godere le vacanze e dunque che anche nella caccia di selezione i fucili tacciano nei mesi primaverili ed estivi; che il mese di settembre, ormai alta stagione per l’economia basata sul turismo rurale, sia esente da ogni forma di spari”.

 

Sempre oggi, l’on. Michele Brambilla di Forza Italia (nella foto) chiede che venga introdotto il reato di omicidio venatorio: “Dato che questo governo afferma di aver a cuore la sicurezza dei cittadini, mandiamo in carcere chi uccide o ferisce una persona mentre caccia per divertimento. Ho appena depositato una proposta di legge per introdurre, sul modello dell’omicidio stradale, il reato di omicidio venatorio, con la fattispecie collegata di lesioni gravi o gravissime procurate durante l’esercizio della caccia, anche in forma non consentita.

Quando si tratta di caccia certe forze politiche fanno sconti, anche in tema di sicurezza. Siamo stanchi della sostanziale indifferenza, quando non si tratta di vera e propria connivenza con cui le autorità competenti, dalle Regioni ai ministeri, assistono allo stillicidio di morti e feriti, anche persone di minore età, provocate dalle doppiette dei cacciatori. E’ ora di dire basta.

Allo scopo  non solo propongo di prevedere, a questo punto per legge, con un progetto che ho già scritto, il silenzio venatorio il sabato e la domenica, una stretta nelle concessioni delle licenze di porto d’armi per uso ‘sportivo’, o di caccia insieme a controlli medici annuali, ma anche i reati di omicidio venatorio, lesioni gravissime e gravi. Chi spara nelle campagne e nei boschi e colpisce una persona dev’essere punito più gravemente di chi commette un “normale” omicidio colposo, proprio perché il cacciatore tiene legittimamente in mano un’arma letale. In analogia con l’omicidio stradale, la pena base ipotizzata è fino a 7 anni di reclusione. In aggiunta, sono previste numerose circostanze aggravanti”.______

LA DOCUMENTAZIONE nei nostri articoli del 16 e 30 settembre, e del 21 ottobre scorsi

“Non è uno sport, ma una guerra”. SI’, E’ UNA INUTILE CRUDELTA’, UN CRIMINE CONTRO NOSTRA MADRE NATURA. L’ ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI CHIAMA ALLA MOBILITAZIONE, E IERI LA LEGA ANTI VIVISEZIONE E’ SCESA IN PIAZZA A FIRENZE CONTRO LA CACCIA E I CACCIATORI

“Non è uno sport, ma una guerra”. CACCIATORE MIRA AL CINGHIALE E UCCIDE CON UNA SCARICA DI PALLETTONI IN PANCIA UN POVERO RAGAZZO DI 19 ANNI CHE PORTAVA A PASSEGGIO IL CANE NEI BOSCHI DI APRICALE. DA TUTTA ITALIA PARTE L’ APPELLO URGENTE AL GOVERNO PER FERMARE SUBITO LA STAGIONE VENATORIA

“Non è uno sport, ma una guerra”. UN’ALTRA VITTIMA IERI A RIETI, E’ LA TERZA IN DUE SETTIMANE. INTANTO ANCHE NEL NOSTRO SALENTO I CACCIATORI SPARANO “come nel Kossovo in guerra”, RISCHI PER TUTTI, E INCIDENTE SFIORATO NELLE CAMPAGNE FRA TREPUZZI E SQUINZANO

Category: Costume e società

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