“Come un’ altra vita”…GIULIA SPEDICATO RACCONTA A leccecronaca.it COSA SIGNIFICHI PER LEI FARE TEATRO

| 25 novembre 2018 | 0 Comments

di Carlo Infante_______

Nel gruppo attori di Scena Muta sono l’unica passata dal gruppo piccoli al gruppi adulti!”. Così si presenta Giulia Spedicato (nella foto), 21 anni, di Copertino, e aggiunge: “Sono un tecnico di laboratorio chimico/ agroalimentare, ma nel temo libero mi piace occuparmi di tante cose tipo: nuoto, danza,mi pace ascoltare musica e vedere serie tv, sono una catechista e faccio parte dell’associazione AGESCI (associazione Guide e Scout Cattolici Italiani), ma la cosa più importante di tutte è il teatro”.

 

D.) – Ci spieghi pure…

R.) – Spesso nella quotidianità usiamo dire ‘la vita tanto mi ha dato quanto mi ha tolto’…Per me vi posso assicurare che il teatro non è cosi anzi, il teatro mi ha solo dato, per fortuna, senza togliermi niente… Mi ha ridato una seconda vita, sono otto anni che frequento il corso a Scena Muta e per me è una seconda famiglia, ho tanti “zii” “parenti e cugini”, ma anche la mia migliore amica che per me è una sorella, diciamo la sorella maggiore che non ho mai avuto… per lei io farei di tutto anche donare il mio cuore pur di vederla felice..Sono una persona molto timida non mi piace esternare molto le mie emozioni e i miei sentimenti ma questo i miei compagni lo sanno benissimo.

 

D.) – La prima volta su di un palcoscenico vero?

R.) – Ricordo ancora il mio primo spettacolo “San Giueppe bocca aperta”, il mio primo ruolo da attrice o forse è meglio dire da attore visto che interpretavo un uomo… Ma non mi sono spaventata a farlo, anzi, mi sono divertita tantissimo e ho imparato che nella vita ogni tanto è bello cambiare punti di vista… E fu così che per otto anni ho solo interpretato ruoli maschili!

 

D.) – Dai…Quello he Le è rimasto più impresso nella memoria?

R.) – ‘Vico Salento’, andato in onda anche su Viva la Puglia Channel, dove interpretavo il ruolo di Marco un ragazzo che non si ritrovava nel corpo in cui era nato e non veniva accettato dai suoi genitori per questo, ma che alla fine riesce a coronare il suo sogno e diventare una stupenda ragazza di nome Grazia. 

 

D.) – Quasi un anticipo, del prossimo, importantissimo spettacolo che L’ attende…

R.) – Sì, in La Dea Trans, in scena in anteprima nazionale al Teatro Apollo di Lecce il 4 dicembre. Finalmente, sono una donna, una ragazza che non ha mai conosciuto Carlotta Paiano, ma che in scena si domanda il perché nessuno l’abbia accolta o difesa.  Sono contentissima di esserci. Io devo molto al Teatro e devo molto anche al mio Maestro Ivan Raganato, che voglio ringraziare infinitamente perché in tutti questi anni mi ha sopportata supportata e consigliata meravigliosamente, custodendomi sotto la sua ‘campana di vetro’.

Category: Cultura

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