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HANNO FATTO UN DESERTO, E LO CHIAMANO ‘CANOPY’. TAP SI PORTA AVANTI COL LAVORO E AMMAZZA DICIASSETTE NOSTRI FRATELLI ULIVI, CON PRETESTO DELLA ‘XYLELLA’. NE DEPORTA ALTRE DECINE, PER FAR POSTO AL MAFIODOTTO. CLAMOROSA PRESA DI POSIZIONE DEL COMITATO NO TAP CONTRO I POLITICI CHE AVEVANO PROMESSO E NON HANNO MANTENUTO: “Siete dei pagliacci”

| 20 dicembre 2018 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo______

Di notte, al solito, fino alle prime luci dell’ alba, con imponente protezione delle Forze dell’ Ordine dello Stato Italiano, che l’hanno isolata.

Ma quella zona oramai, da quando quelli del Pd del vecchio governo definirono l’opera “strategica” senza convincere nessuno, se non i loro referenti, pare a sovranità delle multinazionali, dell’ Azerbaigian, degli affaristi dell’ alta finanza internazionale, degli speculatori e dei lobbysti.

Dello Stato Italiano, rimane il potere indipendente della magistratura, che sta indagando.

Ma alla Tap se ne fregano, vanno avanti, lo stesso, da quando quelli del M5S, ma pure della Lega, del nuovo governo, contrariamente a quanto avevano promesso, per prendere i voti, poi se ne sono lavate le mani, e anziché fermare l’opera inutile, dannosa, devastatrice del territorio, pericolosa per la salute pubblica e per l’incolumità dei cittadini, hanno dato il via libera ad essa.

 

Di notte, al solito, fino alle prime luci dell’ alba, oggi la Tap è andata avanti. Hanno fatto un deserto, e lo hanno chiamato “canopy”. Chiedete a cento persone a caso cosa sia ‘sto “canopy’ e vediamo chi lo sa, alzi la mano chi lo sa, cosa diamine sia questo “canopy”. Hanno fatto una strage.

 

 

Ecco come la racconta la multinazionale, nella narrazione confezionata ad arte per i mass media, e inviata ai giornali questa mattina:

“Sono in corso le attività di espianto e trasferimento degli ulivi presenti all’interno dell’area di cantiere nei pressi del Terminale di ricezione del gasdotto, in coordinamento con gli enti competenti e nel pieno rispetto della normativa che ne disciplina la gestione.
L’espianto riguarda un totale di 35 delle 42 piante originariamente previste grazie alle ottimizzazioni che TAP ha svolto riducendo ulteriormente le dimensioni delle aree di lavoro.
A fronte delle analisi effettuate in precedenza su tutte le piante e in coerenza con le indicazioni delle autorità fitosanitarie, sono inoltre assicurati gli adempimenti per alcuni ulivi che sono risultati affetti da Xylella fastidiosa.
Le piante risultate in salute vengono trasportate al vivaio di Masseria del Capitano e saranno alloggiate nei canopy predisposti da TAP, che a questo punto ospitano circa 700 ulivi curati con le migliori tecniche agronomiche in attesa del loro reimpianto nella posizione originaria”.

 

 

Quello che Tap non dice – e maschera dietro formule fumose, parlando di ‘adempimenti’ che nessuno le ha chiesto – è che oggi sono stati abbattuti, eradicati, distrutti insomma diciassette nostri fratelli ulivi, di cui otto monumentali, con il pretesto, oramai ampiamente sbugiardato, in quanto inutile e dannoso, funzionale solamente a precisi interessi economici, della così detta ‘Xylella fastidiosa’.

Gli alberi colpiti da disseccamento non si devono abbattere, si posso curare e rifioriscono come prima. Dall’ altro lato, non c’è nessuna evidenza scientifica che gli abbattimenti fermino la così detta Xylella.

Questo gigantesco ‘affaire’, che risponde a sua volta ad altri precisi interessi economici, e che a molti affaristi e speculatori di altra risma fa comodo assai.

Certo, fa comodo pure alla Tap.

Anche sulla così detta Xylella, sulle sue cause e sui suoi pretesti. sta indagando la magistratura. Quella magistratura che il ministro Gian Marco Centinaio considera un intralcio e, alla faccia della Costituzione, che le assegna indipendenza dal potere politico, vuole condizionare preventivamente, mentre (e ancora? sono mesi…E quando lo fa?) annuncia per l’ennesima volta un suo decreto legge d’urgenza (d’urgenza?) che evidentemente prevede abbattimenti degli ulivi (potremo essere più precisi, quando finalmente se ne conoscerà il testo): “si deve fare un decreto che sia il più efficiente possibile”, perché qualsiasi decreto un magistrato ce lo può bloccare domani, ma questo é il Paese. Per evitare cose del genere“io vorrei condividere testo con l’organo giudiziario competente per non andare incontro a sorprese, quindi mi recherò personalmente a parlare con chi di dovere per evitare sorprese”. 

Intanto, come abbiamo visto, Tap si è portata avanti col lavoro…

Durissima la reazione del Comitato No Tap, che nel pomeriggio ha diffuso via social il seguente comunicato:

“+++ALLA DERIVA DELLA GIUSTIZIA, ALL’ASSASSINIO DELLA DEMOCRAZIA+++
Mentre tre giorni fa la procura di Lecce chiudeva le indagini preliminari e denunciava 15 persone (più la società Tap) per reati che vanno dal DISASTRO AMBIENTALE all’inquinamento della falda, alla violazione delle norme vincolistiche, oggi, di tutta risposta, chi lavora per Tap ha iniziato ad ESPIANTARE ULIVI MONUMENTALI!
Tutto questo con l’ausilio e il supporto di un governo complice e asservito alla multinazionale, silenzioso e vigliacco contro la sua popolazione, traditore di diritti calpestati e derisi.

Decine di ulivi monumentali vengono ammazzati, una storia millenaria svanita in un attimo. Per compiere questo scempio, lo Stato mette a disposizione di Tap centinaia di forze dell’ordine rivolte contro la popolazione; per mano del prefetto, ordina la chiusura temporanea delle vie di accesso al cantiere, istituendo una pseudo-zona rossa che limita il traffico e che possa nascondere ogni tipo di malefatta; la Regione, nel suo continuo doppiogiochismo, autorizza l’abbattimento di 19 ulivi “affetti da xylella” (che casualmente ricadono tutti nella zona del PRT…).

Dove è finito quel senso di giustizia sul quale si basava quella Costituzione che oggi sembra divenuta carta straccia? Come si può autorizzare la devastazione a chi è indagato per disastro ambientale? Dove sono quei fantocci in doppio petto che “… mai nessuna opera si costruirà con l’ausilio delle forze dell’ordine…” o che “…se la giustizia interverrà, noi non faremo nessun favore a TAP…”? Dove sono quei pagliacci che urlavano in difesa del territorio ma che hanno barattato la loro dignità con un posto in prima fila?
E quelle forze dell’ordine che, davanti ai cantieri, ci dicevano che si sarebbero tirate indietro qualora i magistrati avessero messo nero su bianco, oggi dove sono?

Quello che sta accadendo è vergognoso. Tutti si stanno rendendo complici di un abominio senza precedenti, del quale dovranno necessariamente dare conto! Non esistono più parole per definire lo schifo che ci sta distruggendo”.______

LA RICERCA nel nostro articolo di lunedì scorso

TAP / LA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI LECCE NOTIFICA A DICIASSETTE PERSONE LA CONCLUSIONE DELLE INDAGINI PRELIMINARI, IPOTIZZANDO PESANTI REATI AMBIENTALI PER LA COSTRUZIONE DEL GASDOTTO

 

Category: Cronaca, Politica

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