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IL NOSTRO ‘ROMANZO CRIMINALE’

| 14 febbraio 2019 | 0 Comments

(Rdl)______Resa nota la nuova “Relazione semestrale al Parlamento” della Direzione Investigativa Antimafia. Si riferisce ai primi sei mesi del 2018. Pubblichiamo qui di seguito la parte dedicata alla provincia di Lecce______

Lo scenario complessivo delle consorterie criminali mafiose, nel territorio leccese, appare frammentato, multiforme e fluido. Ormai privi di leader carismatici e ulteriormente indeboliti dalle collaborazioni di alcuni affiliati, i gruppi criminali della provincia stanno attraversando un periodo difficile, pur tentando di continuare ad esprimere una capacità criminale in nome e per conto dei capi della SCU reclusi.

Questi ultimi continuerebbero, dal carcere, a dettare le regole per il mantenimento dell’ordine mafioso, condividendo la gestione delle illecite attività attraverso una sorta di investitura nei confronti di parenti e luogotenenti liberi.

Tale assunto trova conferma nell’operazione “Orione”618 le cui evidenze investigative hanno confermato l’operatività “di frange organizzate di criminalità che continuano a rifarsi a schemi operativi tipici della nota associazione denominata sacra corona unita, dai cui capi storici – pienamente attivi anche se detenuti – ancora dipendono, modificando, sulla base di alleanze o contrasti, gli assetti soggettivi ma non le modalità, ormai consolidate, di controllo del territorio e di approvvigionamento di risorse, principalmente mediante il mercato degli stupefacenti e il fenomeno delle estorsioni (oltre la commissione di reati contro il patrimonio, la persona e, soprattutto, in materia di armi)”.

Nello specifico, peraltro, è emerso il ruolo di tre donne incensurate che collaboravano fattivamente nelle attività illecite del sodalizio, occupandosi anche degli aspetti organizzativi ed economici dell’associazione, dimostrando “una tale compromissione ed una tale piena compenetrazione nelle logiche e nelle attività del gruppo di appartenenza da rendere assolutamente necessaria l’adozione della misura cautelare più grave”.
Nel capoluogo si confermano le consorterie PEPE619, che avrebbe affiliato anche pregiudicati transitati da altri aggregati criminali, e BRIGANTI620, che ha trovato l’appoggio del gruppo dei TORNESE nella gestione del traffico di stupefacenti e nelle estorsioni.

618 Il 20 marzo 2018, nelle province di Lecce e Brindisi, i Carabinieri di Lecce hanno eseguito l’OCCC n. 2107/015 RGNR n. 48/017 DDA n. 6191/017 RG. GIP E n. 27/018 OCC emessa l’8 marzo 2018 dal GIP presso il Tribunale di Lecce nei confronti di tre gruppi criminali, presenti, rispettivamente a Scorrano (LE), a Martano (LE) ed a Torchiarolo (BR). Solo a quest’ultimo gruppo è stato riconosciuto il carattere mafioso, in quanto considerato inserito nella SACRA CORONA UNITA e facente capo al clan DE TOMMASI di Campi Salentina. L’indagine ha portato all’arresto di 37 persone, di cui 20 in carcere e 17 ai domiciliari, accusati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostante stupefacenti, danneggiamento, detenzione abusiva di armi e materie esplodenti, detenzione e spaccio di stupefacenti, estorsione, favoreggiamento personale, furto aggravato, minaccia aggravata, porto abusivo di armi, ricettazione, sequestro di persona e violenza privata. Le tre associazioni criminali avevano collegamenti importanti per l’approvvigionamento dello stupefacente ed il successivo
spaccio nella provincia di Bari, a Roma e Napoli, in Albania, in Spagna e in Marocco, nonché ampia diponibilità di armi (anche da guerra).

619 Che estende le sue ramificazioni anche in alcuni territori della provincia.

620 Clan radicato nella “zona 167” del capoluogo.

5. CRIMINALITÀ ORGANIZZATA PUGLIESE E I TORNESE appaiono ancora l’organizzazione più strutturata dell’intero circondario salentino. Da Monteroni di Lecce risulta egemone, tramite propri fiduciari, anche nei territori di Guagnano, Carmiano621, Veglie, Leverano, Arnesano, Porto Cesareo e Sant’Isidoro, ed esercita la sua influenza criminale fino alla zona jonica di Gallipoli.
L’attuale reggente del gruppo criminale, attivo nel traffico delle sostanze stupefacenti e nelle estorsioni, appare fortemente interessato ad infiltrare i circuiti dell’economia legale attraverso l’acquisizione di strutture turistiche, in particolare bar, ristoranti e attività ricettive in genere.
Nella zona di Gallipoli, a seguito dell’incisiva azione giudiziaria a discapito del clan PADOVANO, si sono rivolte le mire di vari gruppi criminali, anche da fuori provincia, attirati dai notevoli flussi di danaro prodotti, specie nel periodo estivo, dall’indotto del turismo (strutture balneari e connessi servizi di security, guardiania e parcheggi auto) 622.
In provincia si rileva la presenza di vari sodalizi, alcuni dei quali notevolmente ridimensionati rispetto al passato623. Altri hanno invece dimostrato capacità di infiltrarsi nel circuito dell’economia legale, come il clan PELLEGRINO ed il clan DE TOMMASI624, la cui operatività è stata messa in evidenza, nel periodo in esame, dalla già citata operazione “Orione” che, peraltro, ha disarticolato una rete criminale che consentiva una gestione autonoma dei canali di approvvigionamento di sostanze stupefacenti non solo dall’Albania, ma anche dal Marocco.
In continuità con il passato, un’altra consorteria particolarmente radicata e strutturata nei territori salentini è quella dei COLUCCIA625, la cui capacità criminale, evidenziata nell’ambito dell’operazione “Off Side”626, si è esplicitata…

621 Il 21 marzo 2018, a Lecce, Carmiano e Monteroni di Lecce, nell’ambito dell’operazione “Cerchio”, i Carabinieri di Lecce hanno notificatol’avviso di conclusione indagini nei confronti di soggetti affiliati e vicini al clan TORNESE ed amministratori pubblici, ritenuti responsabili
di più condotte intimidatorie, alcune delle quali aggravate dal metodo mafioso, realizzate in occasione delle elezioni del maggio 2014 per il rinnovo del C.d.A. della Banca di Credito Cooperativo di Terra d’Otranto.

622 Di recente si starebbe inserendo negli interessi illeciti locali connessi al remunerativo mercato delle sostanze stupefacenti ed al settore delle estorsioni all’imprenditoria anche un soggetto da poco scarcerato e contiguo ai monteronesi.

623 Come il clan LEO che, benché ripetutamente disarticolato dalle attività di indagine degli ultimi anni, delinque, attraverso familiari e sodali in libertà, principalmente nei comuni di Vernole, Melendugno, Lizzanello, Cavallino, Caprarica di Lecce e Calimera; il clan RIZZO che, presente
nel capoluogo, in particolare nel rione “Castromediano”, estende la propria influenza anche nei Comuni di Cavallino, Lizzanello, Melendugno, Merine, Vernole, Caprarica, Calimera e Martano. Il clan GIANNELLI, che operava a Parabita, destrutturato a seguito dell’importante operazione “Coltura” (dicembre 2016).

624 Presente nei comuni di Campi Salentina, Trepuzzi, Squinzano e Surbo.

625 Tale gruppo, con una salda organizzazione familiare, è attivo in Noha di Galatina (LE). Originariamente dedito all’abigeato, ai furti ed alle rapine, analogamente ad altri gruppi criminali salentini, ha esteso la sua operatività criminale nei comuni limitrofi, soprattutto per il traffico
e lo spaccio di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti.

626 Il 15 maggio 2018 la Polizia di Stato di Lecce ha eseguito l’OCCC n.3704/15 RGNR-3242/16 RGIP-52/18OCC., emessa, il 14 maggio precedente dal GIP presso il Tribunale di Lecce nei confronti di due soggetti, indagati anche per associazione di tipo mafioso.

(esplicitata)…non solo nel lucroso settore degli stupefacenti ma anche nel controllo del territorio, assurgendo ad organo giurisdizionale chiamato a dirimere controversie.

L’organizzazione favoriva l’assunzione di lavoratori, controllando la gestione dei servizi cimiteriali, l’aggiudicazione di appalti pubblici, nonché l’apertura di nuove attività commerciali legate alla fornitura di gas ed energia elettrica.

In particolare, il clan commetteva anche reati di frode sportiva avendo garantito la promozione nel campionato regionale della locale squadra di calcio, utilizzata anche per giustificare una pressante richiesta di contributi economici a commercianti e imprenditori a titolo di sponsorizzazione e per acquisire un diffuso consenso sociale.

Elementi di instabilità criminale si continuano a registrare nel sud della fascia ionica, dove il 21 marzo 2018 è stato consumato l’omicidio di un pluripregiudicato di Melissano a capo di un gruppo criminale composto da giovani spacciatori (già vittima di un precedente attentato). L’evento sarebbe riconducibile a scontri tra gruppi criminali locali per il controllo del traffico e dello spaccio degli stupefacenti che, a Casarano, sul finire del 2016 627, avevano già determinato altri gravi fatti di sangue.
Anche nel semestre in esame si è avuto modo di verificare che, per la criminalità organizzata e per quella comune, il volano di tutte le economie illegali è rappresentato dagli enormi profitti derivanti dal traffico di stupefacenti 628.
Tale settore, peraltro, risulta particolarmente florido grazie alla presenza, ormai permanente, sul territorio salentino di molti soggetti di origine albanese che sistematicamente importano dalla loro terra d’origine, attraverso il Canale d’Otranto e con l’uso di potenti natanti, significativi carichi di droga, in particolare marijuana.

Assidue appaiono le interazioni con soggetti criminali leccesi e brindisini soprattutto quelli operanti nella fascia di confine delle due provincie salentine, oltre che con fornitori baresi e napoletani.
Per quanto riguarda il racket estorsivo e l’usura, le denunce presentate dalle vittime non rispecchiano la reale incidenza del fenomeno che trova comunque un maggiore riscontro nel reato di estorsione esercitato, principalmente con l’arrivo della stagione primaverile, in danno dei titolari delle imprese turistiche stagionali 629.

627 Tali eventi, già oggetto dell’indagine “Diarchia” (maggio 2017), avevano confermato i contrastanti interessi dei gruppi CESARI, MONTEDORO, DE PAOLA e CERA (quest’ultimi due vicini ai TORNESE) rispetto ai quali proprio lo spessore criminale della vittima sembrava determinante negli equilibri della fiorente attività di spaccio nelle località marine joniche della provincia.

628 Nel semestre in esame sono stati numerosi gli arresti, in flagranza di reato, per detenzione ai fini di spaccio prevalentemente di marijuana, ma anche hashish, cocaina ed eroina, con contestuali sequestri, spesso anche per ingenti quantitativi. Da rilevare che tra gli arrestati figurano
anche soggetti albanesi ed un 29enne di origine polacca trovato in possesso di 1253 piante di marijuana già essiccate ed altre centinaia piantate nel suo giardino.

629 Il 18 aprile 2018, a Gallipoli (LE), un ordigno ha danneggiato il pianterreno di un edificio in ristrutturazione; il 9 maggio 2018, a Melendugno (LE), un incendio ha lievemente danneggiato un lido balneare; il 17 maggio 2018, a Lecce, un incendio ha danneggiato un’attività commerciale;
il 22 maggio 2018, a Casarano (LE), ignoti hanno incendiato con liquido infiammabile un esercizio commerciale.

Nel semestre in questione, l’intera provincia di Lecce è stata interessata da numerosi reati contro il patrimonio 630, in particolare rapine in danno di banche ed uffici postali, furti “con spaccata” di sportelli ATM bancomat/postamat, non necessariamente ascrivibili all’azione della criminalità organizzata.
A conferma delle potenzialità offensive della criminalità salentina, numerosi anche i sequestri di armi 631.
Non da ultimo, l’interesse della criminalità organizzata salentina si manifesta anche nella gestione delle attività commerciali di giochi e scommesse anche clandestine. Emblematico, in proposito, il sequestro 632 di beni mobili e immobili e di quote societarie del valore complessivo stimato in 15 milioni di euro, eseguito nei confronti di un’organizzazione con base a Racale, dedita al controllo del gioco d’azzardo mediante la manomissione delle slot machine.

Sul fronte del contrasto all’infiltrazione criminale nell’economia legale e negli apparati della pubblica amministrazione, risulta di particolare significato l’emissione, da parte del Prefetto di Lecce, di diversi provvedimenti interdittivi antimafia, ai sensi del D.Lgs. n.159/2011, nei confronti di imprese contigue alla Sacra Corona Unita, nonché il già segnalato scioglimento dei Comuni di Surbo e Sogliano Cavour, rispettivamente dell’11 maggio e del 29 giugno 2018.

630 Il 20 febbraio 2018, in provincia di Lecce, nell’ambito dell’operazione “Alibabà”, i Carabinieri, in esecuzione dell’OCC n. 1814/16RGNR8072/17RGGIP, emessa il 19 febbraio precedente dal GIP presso il Tribunale di Lecce, hanno tratto in arresto 8 soggetti indagati per essersi associati tra loro allo scopo di commettere più delitti contro il patrimonio ed, in particolare, furti in danno di esercizi commerciali. Il 5 marzo 2018, in provincia di Lecce, nell’ambito dell’operazione “Santi Medici” ed in esecuzione dell’OCC n. 9287/15 RGNR e n. 3701/16 RG GIP emessa il 28 febbraio 2018 dal GIP presso il locale Tribunale, i Carabinieri hanno tratto in arresto 9 soggetti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più reati contro il patrimonio ed, in particolare, furti in danno di chiese e sale da gioco, furti e ricettazioni di autovetture nonché reati concernenti le armi.

631 Il 30 gennaio 2018, in una zona agricola di Melendugno (LE), sono state rinvenute e sequestrate una pistola Beretta, un fucile, 150 proiettili e 97 cartucce cal. 12; il 2 febbraio 2018, a Leverano (LE), è stato tratto in arresto un 54enne del posto con l’accusa di detenzione illegale di un
fucile a canne mozze; il 22 febbraio 2018, a Lecce, è stato arrestato un 26enne albanese in possesso di 48 cartucce cal. 12 detenute illegalmente e cocaina; il 25 febbraio 2018, ad Alezio (LE), è stato tratto in arresto un 43enne del posto trovato in possesso di munizioni e cocaina; il 7 marzo 2018, a Lecce, è stato arrestato un 33enne trovato in possesso di proiettili cal. 380 ed eroina; il 9 marzo 2018, a Maglie (LE), è stato arrestato un 38enne con l’accusa di detenzione illegale di tre fucili a canne mozze, una pistola, senza matricola, centinaia di proiettili e marijuana; il 29 marzo 2018, a Copertino (LE), è stato arrestato un 36enne in possesso di un fucile sovrapposto cal. 12 con 5 cartucce; il 27 aprile 2018, a Lizzanello (LE), è stato arrestato un pluripregiudicato 63enne in possesso di due ordigni esplosivi; il 30 aprile 2018, a Scorrano (LE), è stato arrestato un 21enne con l’accusa di detenzione illegale di un fucile, quattro mazze ferrate e marijuana; il 21 maggio 2018, a Melendugno (LE), sono state denunciate due persone del posto e sequestrato un fucile cal. 20 e oltre 120 cartucce illegalmente detenute; l’11 giugno 2018, a Leverano (LE), è stato arrestato un 38enne trovato in possesso di un fucile cal.12, un fucile semiautomatico e 160 cartucce.

632 L’8 maggio 2018 la Guardia di finanza di Lecce ha eseguito il decreto di sequestro n. 20/2017SS, emesso il 6 aprile precedente dal Tribunale di Lecce, che ha riguardato società attive nel settore del commercio all’ingrosso di videogames ed apparecchi da intrattenimento, nel settore
della compravendita immobiliare, nella gestione di attività turistico alloggiative e nel commercio all’ingrosso di alimentari, nonché immobili di pregio (tra cui una struttura alberghiera ed un castello) e terreni agricoli ubicati nei comuni salentini di Ugento, Racale, Taviano, Gallipoli
e Melissano, autovetture e disponibilità finanziarie, per un valore complessivo pari a 15 milioni di euro. Nel dettaglio sono stati sequestrati 93 fabbricati (abitazioni, locali commerciali e garage), 33 terreni, 9 società di capitali ed una ditta individuale, 20 automezzi, saldi attivi riferiti a 40 fra depositi bancari e rapporti assicurativi, nonché quote societarie del valore di 450 mila euro.

In particolare, per quanto riguarda il Comune di Surbo, già sciolto per infiltrazioni mafiose nel 1991, la relazione del Prefetto ha rilevato “una sostanziale continuità amministrativa, atteso che buona parte degli amministratori hanno già fatto parte, con incarichi diversi, di precedenti consiliature e che uno di essi è legato da rapporti di stretta parentela con un componente della menzionata compagine sciolta nel 1991”.

Nella Relazione del Ministro dell’Interno è, inoltre, precisato che concreti elementi attestanti il condizionamento dell’attività amministrativa “emergono dall’analisi di due
appalti di lavori pubblici ” 633 a carico di un funzionario comunale indagato per frode nelle pubbliche forniture e falso in atti pubblici.
L’indagine ispettiva condotta nel Comune di Sogliano Cavour ha posto in evidenza, tra l’altro, una gestione non trasparente di contributi e sussidi socio-assistenziali, in ordine alla quale sono emerse responsabilità penali a carico di un amministratore locale, imputato per associazione di tipo mafioso “per aver collaborato nel corso della precedente consiliatura alla realizzazione dei fini dell’associazione mafiosa, pur non facendone parte 634”.

Ulteriori vicende che attestano il quadro di un’amministrazione pervicacemente gestita nel mancato rispetto del principio di legalità riguardano la gestione del servizio civico e degli immobili di proprietà comunale, la mancanza di controlli sulle dichiarazioni DIA/SCIA delle attività commerciali istruite dall’ufficio attività produttive, ed, infine, le concessioni di beni comunali:

“è evidente come l’utilizzo di beni comunali, peraltro posizionati in zone ben visibili e centrali del territorio, in violazione dei principi di legalità e con benefici diretti o indiretti per le locali consorterie, assume un valore altamente simbolico in quella realtà territoriale, traducendosi, inevitabilmente, in una consacrazione ufficiale del metodo mafioso al cospetto della collettività” 635.

In relazione al Comune di Parabita, sciolto già il 15 marzo 2017636, il TAR del Lazio, con sentenza del 28 febbraio 2018, ha annullato il provvedimento di scioglimento. Tuttavia, il Consiglio di Stato, il successivo 21 giugno, ha accolto l’istanza cautelare di sospensiva dell’Avvocatura Generale, disponendo il re-insediamento della Commissione Straordinaria “considerata la prevalente esigenza di prevenzione da situazioni di condizionamento e di ingerenza nella gestione dell’ente…”

633 “La relazione del prefetto con riferimento al primo dei due appalti, concernente i lavori di urbanizzazione primaria, pone in rilievo i profili di responsabilità penale del menzionato funzionario comunale, rinviato a giudizio per i reati sopra indicati in quanto più specificamente ha computato lavori di sbancamento mai effettuati nonché redatto false attestazioni concernenti la redazione del certificato di regolare esecuzione dei lavori. Condotte penali in parte analoghe
emergono anche dall’analisi del secondo appalto relativo a lavori di riqualificazione di una piazza del centro storico caratterizzato da numerose illiceità e difformità per il quale il menzionato dirigente è stato rinviato a giudizio per frode nelle pubbliche forniture.”

634 “Fornendo un contributo significativo consistente nella corresponsione di somme di denaro per il sostentamento dei capi detenuti, nel procurare posti di lavoro ad affiliati dal gruppo di Sogliano Cavour ed impegnandosi infine affinché contributi economici…. fossero assegnati ad affiliati dell’associazione con priorità rispetto ad altri”.

635 Stralcio della Relazione del Ministro dell’Interno al Presidente della Repubblica.

636 A seguito dell’operazione “Coltura”, conclusa a dicembre del 2016.

Category: Cronaca

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