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NOTE D’ARTE / LE SCULTURE DELL’ECLETTICO ALFREDO SFILIO, SUGGESTIVA RASSEGNA DI CORPI FEMMINILI, IN MOSTRA A LECCE DA DOMENICA 3

| 25 febbraio 2019 | 0 Comments

di Raffaele Polo______

Alfredo Sfilio (nella foto), questa volta, diventa scultore.

E, dedicando quasi esclusivamente alle sue composizioni di vari materiali la mostra che si inaugura domenica 3 marzo 2019 presso la Fondazione Palmieri di Lecce, in Vicolo Sotterranei, ci racconta il suo viaggio che si svolge per vent’anni, dal 1998 al 2018.

Un viaggio, una mostra, un sentimento costante che il bravo Alfredo dedica alla Donna, ovvero al suo ideale femminile che, tra alti e bassi, solo adesso, quasi con pudore, viene fuori in tutta la sua importante connotazione.

Sfilio è artista poliedrico, maturato nelle varie sfaccettature dell’Arte attraverso un laborioso e difficile lavoro di ricerca, di studio, di sperimentazioni. Sovente, una naturale ritrosia ed un accentuato stimolo al perfezionismo gli hanno impedito di proseguire per cammini intrapresi, ancorchè ricchi di soddisfazione…

Lo ricordiamo come capacissimo e meticoloso scenografo, come ricercatore della ‘cristianità artistica’ attraverso la produzione di splendide icone, ovvero grandi dipinti che esaltano questa sua predisposizione al ‘sacro’, addirittura dall’altare principale di quelle chiese contemporanee che sono fatte, essenzialmente, di spazi incolori e luci abbaglianti… Sfilio no, è per il colore, per la forma.

Ora, anche per i volumi e i coinvolgimenti della figura femminile che rispecchia la sublimazione del fare scultura, nel vasto credo artistico del nostro artista.

Quale è il significato di questa nuova ricerca che ci viene sottoposta, a distanza di quattro lustri dai primi lavori che, solo ora, trovano un completamento ricco di suggestione?

Ce lo spiega lo stesso autore, evidenziando la storia racchiusa in queste sue opere: “E’ un’indagine introspettiva sulla donna nel suo complesso, che sottolinea il profondo amore e rispetto che io ho avuto e che ho nei suoi confronti.

Devo riconoscere che talvolta, nell’operare, un certo fascino e seduzione mi hanno spinto a plasmare le crete, quasi fossero le sue carni, quasi a toccarle, lisciarle, accarezzarle, ma con equilibrio e saggezza, pudicamente.

Ho messo da parte il disagio della vecchiaia che incombe, per calarmi verso visioni che mi hanno concesso profonde emozioni e nuovi momenti di felicità. Il desiderio di creare una donna tutta per me, un sacrosanto diritto al desiderio, dove sentimenti e sensazioni mi coinvolgessero sorprendendomi nonostante la mia età.

Un’esperienza ricca di nuove letture del mio animo e del mio essere tutto, senza nessuna pulsione, senza fremiti della carne, ma con la voglia di operare in maniera seria, immediata, estemporanea. Tale da dare significato alle emozioni che via via maturavano in me. T

utte figure femminili quindi create in due momenti distinti: 1998 il primo, 2018 il secondo ma con lo stesso filo conduttore. Venti anni di un apparente distacco provocato dal vuoto emozionale che mi indusse a sospendere la creazione e la continuazione dell’opera intrapresa.

Nel 2018 un felice esperimento carta pesta e argilla fredda mi ha spinto a terminare l’incompiuto del 1998.

Una suggestiva rassegna di corpi femminili (nella foto), opera di Alfredo Sfilio, in mostra per far conoscere, ancora una volta, la bravura e l’ecletticità di questo artista di grande spessore e dalla complessa introspezione.

 

Category: Cultura, Eventi

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