banner ad

IL SIT IN INFORMATIVO DEL POPOLO DEGLI ULIVI. ECCO LE RAGIONI VECCHIE E NUOVE, CHI C’ERA, E COSA HANNO DETTO: “Dove si devasta il paesaggio lì c’è mafia”

| 31 marzo 2019 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo______

Chissà chi avrà ragione, penso, arrivando alle 15.00 in punto in piazza Sant’Oronzo orgogliosa del primo vero sole primaverile, assistito da un vento non violento, ma fresco e persistente. Chi di loro abbia ragione, mi chiedo guardando i presenti, fra gli organizzatori che dispiegano l’ambaradan, le famiglie di passaggio e le prime piccole comitive di turisti: chi se ne sta beato in maglietta, una semplice t shirt, o chi se ne sta altrettanto beato in camicia pesante, maglione pesante e giaccone o cappottone altrettanto pesante?

Sit in formativo del Popolo degli Ulivi, che ritorna così in piazza, con rinnovato slancio ideale e vecchie e nuove ragioni. Difficile quantificare le presenze, trattandosi appunto non di una manifestazione stanziale, ma aperta e dinamica, e protrattasi per ore. Saranno passati in molti, ancora di più quelli che ne saranno coinvolti dall’eco mediatica.

Quando lo lascio, finito il giro per raccogliere opinioni di cui ora darò conto, verso le 17.00, sono in circa 250 ad ascoltare gli interventi appena cominciati dal palco improvvisato di spalle all’anfiteatro, baciati dal sole tiepido, cullati dal vento fresco: nel sole, nel vento, nel sorriso e nel pianto, sì…Anche se la canzone leitmotiv di giornata è stata – in una superba esecuzione acustica live, che ha preceduto i discorsi dei vari relatori, fatta da Sergio Starace– la riproposizione di “Eppure soffia” del compianto Pierangelo Bertoli, 1976, ma una rivelazione, più che una riproposizione, perchè sembra scritta oggi e qui per il nostro martoriato Salento, incredibile, mette i brividi.

 

Trovo subito fra i primi ad essere arrivati, un attivista “storico” come Crocifisso Aloisi, al quale sollecito un contributo per leccecronaca.it: “Dopo sei anni, siamo ancora qua con il problema ancora in piedi e anzi aggravato dalla situazione di stallo. Se oggi un ministro (all’Agricoltura e Turismo, quota Lega, Gian Marco Centinaio, n.d.r.) continua ad emanare decreti che sono scatole vuote e non contribuiscono alla soluzione del problema, vuol dire che c’è una scarsa credibilità degli attori che fino ad oggi si sono occupati della questione a livello istituzionale. Questo perché in questi anni è stato detto tutto e il contrario di tutto…L’unico discorso lineare di cui sono stati capaci, quello di offendere i cittadini, i piccoli agricoltori, i braccianti e tutto il nostro territorio“.

Una sintesi delle nuove richieste del Popolo degli Ulivi, la chiedo invece ad un altro attivista storico come Ivano Gioffreda: “Chiediamo un’apertura alla ricerca a trecentosessanta gradi. Chiediamo che i finanziamenti non vadano solamente alle aziende agricole, ma anche ai piccoli produttori, che con i loro ulivi rappresentano l’ 80% del patrimonio boschivo salentino. Chiediamo che questi fondi vengano gestiti dai Comuni, che sono l’ Istituzione più vicina ai cittadini, e non dalle associazioni di categoria”.

Due i politici presenti, almeno nelle prime due ore di cui sono stato testimone.

 

C’era l’on. Veronica Giannone, del Movimento 5 Stelle, che ha leccecronaca.it ha dichiarato: “A mio parere, andare ad eradicare le piante ad oggi non è la soluzione più adatta. Sono invece per la ricerca, per le cure. Questo anche partendo da una mia esperienza famigliare relativa a malattie così dette incurabili. Attendo la discussione alla Camera dei Deputati sulla relazione presentata dalla Commissione Agricoltura”.

  • Scusi, onorevole, e la “rivoluzione copernicana” annunciata e attuata la scorsa estate dal M5S, passato, mi perdoni la sintesi, da Movimento di denuncia della frode Xylella, a partito di governo al servizio della Confagricoltura e simili?
  • “Diciamo che io sono rimasta alla fase pre rivoluzione copernicana”.

 

C’era il senatore Maurizio Buccarella, del Gruppo Misto: “Bisogna essere pronti ora che questo decreto arriverà in Senato, il 15 di aprile, e modificarlo nettamente nelle parti più impresentabili, ingiuste e pericolose”.

  • Scusi, senatore, tipo?
  • “Tipo l’utilizzo sconsiderato della chimica in agricoltura e l’ eradicazione immotivata delle piante”.

 

Ci sono tante associazioni. Per esempio, “Malachianta” di Squinzano con tutto il suo consiglio direttivo, presidente Giuliana Mastroleo ovviamente in primis, che continua a organizzare e a fare tante cose belle in agricoltura.

 

Come “Valori e Rinnovamento” di Lecce, il presidente  Wojtek Pankiewicz: “Non è solo il disseccamento degli ulivi salentini e pugliesi che sta minando economia, ambiente paesaggio, cultura ed identità, di un’intera regione, a questo si aggiungono le scelte scellerate di chi vuole speculare, invece di fare il possibile per salvare i nostri preziosi patriarchi verdi”.

 

Come  le Mamme No Tap. Serena Fiorentino, che spiega così il nesso fra la questione Xylella e gasdotto Tap: “I decreti e gli interventi normativi che si sono succeduti negli anni sono insostenibili e stravolgono il patrimonio olivicolo pugliese con estirpazioni indiscriminate e reimpianti delle uniche due cultivar ritenute, senza alcun fondamento scientifico, resistenti al batterio Xylella, muovendo richieste milionarie alla Comunità Europea per ridisegnare l’economia e la vocazione del territorio, il tutto in una precisa ottica di riconversione agricola verso il superintensivo.

Di contro sono state ignorate le evidenze scaturite da numerose sperimentazioni, portate avanti in questi anni sia attraverso le ricerche scientifiche finanziate pure dalla Regione Puglia, che dalle buone pratiche agricole messe in atto da semplici contadini con risultati incoraggianti, portando piante disseccate a rivegetare e a produrre nuovamente…
Per poter andare avanti con i lavori del gasdotto, la società Tap ha ripreso in questi giorni le operazioni di espianto degli ulivi e di smantellamento dei muretti a secco.
Nell’utimo mese, più di cento ulivi sono stati abbattuti perchè presunti infetti. Sembra che il batterio si stia diffondendo maggiormente giusto sul tracciato del gasdotto!
Leciti a questo punto risultano i dubbi e i sospetti che l’eradicazione degli ulivi nel Salento fosse funzionale ad altre operazioni economiche e commerciali. 
Gps e cartine geografiche alla mano, ognuno di noi può evidenziare come il percorso dei tubi attraversi proprio zone di uliveti dove sono stati rivenuti i maggiori focolai di Xylella. Parliamo in particolare dell’aera sottostante le zone di Veglie e Oria, e poi Trepuzzi, Squinzano e Torchiarolo.
Nei cantieri del Tap gli ulivi, secondo un primo progetto, verrebbero espiantati e ripiantati nell’arco di cento metri, come prevede una recente normativa europea, adottata per evitare eventuali contagi da Xylella fastidiosa nelle zone vergini. Al termine dei lavori, ogni ulivo tornerebbe al proprio posto.

E se gli alberi da espiantare venissero già dichiarati “malati”? Si potrebbero forse superare tutte queste operazioni con grande vantaggio in termini di costi e impegno da parte di chi sta costruendo il gasdotto?
Contano di far sparire milioni di alberi, anche sani, e vengono proposte persino centrali a biomasse per bruciarli tutti!”.

 

Il primo oratore ufficiale dal palco improvvisato è Luigi Russo. Che è proprio vicino all’ ulivo secolare ‘capitozzato’ ancora da capire perché (qualcuno ha sistemato su un significativo cartello), e non può fare a meno di esprimere le proprie, chiamiamole così, perplessità, sull’operazione, poi rilancia forte le ragioni del suo popolo e conclude gridando: “Siamo tutti volontari…La nostra comunità è forte e determinata, a difendere il nostro territorio, la nostra terra, la democrazia stessa…Non ci faremo imporre il superintensivo…Hanno inventato porcherie per poterlo imporre…”.

Ma è già tardi, almeno per il cronista, che deve andare a scrivere e a mettere on line il pezzo.

In piazza arrivano ancora a sentire chi parla, e chi parlerà. Qualcuno intanto ha messo un prudente maglioncino sopra la maglietta. Qualche altro, ha levato il giaccone pesante. Meraviglie del Popolo degli Ulivi, che è riuscito a trovare una magica sintesi.______

LA RICERCA______ SUI DUE PASSAGGI PIU’ RECENTI QUI CITATI, IN DUE DEI NOSTRI ARTICOLI DEI GIORNI SCORSI______

L’ULIVO CAPITOZZATO

LA TRISTE STORIA DELL’ ULIVO ‘CAPITOZZATO’ NEL CUORE DI LECCE / ”MO CHE TORNA SANT’ ORONZO…

 

LE PROPOSTE DEL POPOLO DEGLI ULIVI

QUESTIONE XYLELLA / IL POPOLO DEGLI ULIVI SCENDE DI NUOVO IN PIAZZA A LECCE DOMENICA 31: “ecco perché abbiamo il diritto e il dovere di provare a curarli”

 

 

 

 

 

 

 

Category: Cronaca, Politica

Lascia un commento

banner ad
banner ad