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LO SQUALLORE DELLA CAMPAGNA ELETTORALE: GLI INSULTI AI DISABILI. MENO MALE CHE A MEZZANOTTE FINIRA’

| 24 maggio 2019 | 0 Comments

di Francesco Buja______

Finalmente questa sera le voci della campagna elettorale taceranno. E non saremo inondati dalle proposte dei candidati sindaci, che, bisogna riconoscerlo, ne hanno pensate tante per rivitalizzare questa Lecce ormai asfittica, imbellettata di cultura che spesso non è che mero spettacolo o uno stagnante passatismo, talvolta militanza politica.

Molte idee in pentola, ma la differenza tra i cinque aspiranti alla poltrona di primo cittadino sta nella capacità di fare. Lo si scoprirà solo eleggendo, sicché non è eresia pensare che si sarebbe potuto votare già a fine marzo, quando il “risiko” delle fazioni in campo era delineato. Si può infatti scommettere che i fiumi d’inchiostro fatti versare negli ultimi mesi per raccontare proprie buone intenzioni e difetti altrui non abbiano scalfito gli orientamenti della stragrande maggioranza degli elettori. I quali votano con la pancia per l’idea che un partito più o meno incarna, e con il cuore, soprattutto alle elezioni amministrative, per la persona. Il cervello, organo che svolge il calcolo, è impiegato per il suffragio di convenienza.

 

Silenzio, anche se domani e domenica, come al solito, qualcuno invierà il classico messaggio telefonico per assicurarsi di ricevere il voto già chiesto a suo tempo oppure contribuirà ancora all’arricchimento delle caffetterie, che in questi ultimi mesi, grazie alla campagna elettorale, probabilmente hanno registrato un incremento dei profitti.

L’obbligo di non avvalorare pubblicamente le proprie aspirazioni di primo cittadino o di consigliere comunale servirà magari a fugare il rischio di azioni vergognose, come l’attacco portato alle forze dell’ordine ieri pomeriggio a Genova da parte di chi pretendeva la sospensione di un comizio. Inutile sottolineare chi svolgeva il comizio e chi, in uno slancio di passione per il pluralismo delle idee e di pacifica convivenza con chi la pensa diversamente, ne esigeva l’interdizione. Ma nomi non si possono omettere riferendo del fumetto pubblicato da tale Loris Novellli, area Arci, su Facebook, in cui si accenna all’assalto al gazebo leghista perpetrato demonica scorsa a Lecce. Nel disegno Clara, ragazzina costretta sulla sedia a rotelle, amica di quella Heidi indimenticata protagonista di un vecchio cartone animato, si preoccupa per “la violenza di questi ragazzi di sinistra che non conoscono il dialogo e il confronto civile”; Haidi per tutta risposta spinge l’amica  in un burrone.

Un gesto che ferisce l’anima, come avrebbe colpito un corpo il proiettile inviato martedì pomeriggio al leader della Lega, Matteo Salvini.

Ha irritato Serena Grasso, responsabile nazionale di “Impavidi destini Italia”, associazione che tutela gli interessi dei disbaili, e candidata al Consiglio comunale di Lecce (nella foto).

La sua risposta, su Facebook:“Visto che sono disabile e di Casapound, se hai coraggio vieni tu a gettarmi dalla carrozzina, sempre se ci riesci!”.  Già due anni fa, in prossimità delle elezioni amministrative leccesi, la ragazza ricevette un’offesa tramite il famoso social network (che non è brilla per imparzialità nelle censure): un superuomo infierì:“Casapound in carrozzella: coerenza e mentalità”. E immancabile il riferimento a piazzale Loreto:“Poi magari penzoli…”, ma precisando:“Alle elezioni volevo naturalmente dire”.
Uno schifo.

Category: Cronaca, Politica

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