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“Le occasioni di Mario”, OCCASIONE PER LINO MANCA DI SPERIMENTARE NUOVI MOTIVI LETTERARI

| 29 maggio 2019 | 0 Comments

di Raffaele Polo______

Si presenta venerdì 31 maggio, presso la Biblioteca Comunale di San Oietro in Lama, alle ore 19 il libro di Lino Manca (nella foto), edito da Luca Pensa, dal titolo ‘Le occasioni di Mario‘ (232 pagg. 16 euro).

Questo di Lino Manca è uno scritto veramente particolare: mescola, infatti, la sensibilità della poesia, il rigore della cronaca, il gusto per la Storia e, su tutto, un evidente panteismo che consente un vero e proprio excursus temporale, proprio come in un sogno dove persone, avvenimenti e luoghi si mescolano senza un’apparente logicità ma creando un misterioso crepuscolo che dice e non dice, ammiccando e sollecitando la curiosità del lettore.

In bilico fra la stesura tradizionale di un ‘romanzo’ (con i crismi legati alle unità di tempo luogo e via dicendo) e la libera frequentazione degli archetipi letterari contemporanei ( su tutti, l’esempio di Haruki Murakami), ecco che Manca si riscopre cantore della Natura e gestore di una minicronaca che riguarda il nucleo limitato del suo Paese.

San Pietro in Lama perde però la semplice connotazione geografica per ampliarsi e divenire uno scenario cosmico, senza tempo e senza confini, nel quale si dipanano vicende, pensieri, sentimenti che sono senza età proprio perché così ce li vuole presentare l’autore.

Rimane fermo solo nelle tangibili e immutabili presenze di quelle pecore che sono il leit moitiv che accompagna tutto il procedere della narrazione, scandita come nelle tragedie greche, da un immaginario Prologo che riassume i capitoli, elenca e presenta quello che stiamo per leggere, nell’evidente tentativo ben riuscito, peraltro di preparare all’esito finale, alla catarsi, all’epilogo che dimostri, ancora una volta, l’ineluttabilità del Fato che si stempera in una Provvidenza che pare, anch’essa, spesso asservita all’indifferenza e alla rassegnazione…

Manca, insomma, percorre il non facile cammino della elegia, mescolando abilmente le carte e spingendosi sino ad un ‘Appendice’ di storica importanza, ove i documenti risalenti al periodo fascista, potrebbero servire solo a distrarre il pensiero che si è perso, attraverso reminiscenze pirandelliane ovvero verghiane, sino a ridursi all’epopea di Mario e dei suoi non sempre facili asserti filosofici ed esistenziali, stemperatisi in un suggestivo, sintetico sottotitolo che parla di ‘Una storia d’amore tra i fiori ad ombrella delle carote selvatiche’.

Dunque, ci risiamo: la verve del nostro autore coinvolge e convince, trasportandoci nel poetico ‘mare d’erba’ dove tutto finisce per confluire e dove anche le vicende, le parole, i gesti dei personaggi sono in eterna alternanza con le idee del demiurgo che li ha creati, mettendoli su carta, ma lasciando loro una sfaccettatura ed una personalità che non si può definire ‘totale’.

Nei dialoghi (anch’essi retaggio dei filosofi dell’antica Grecia…) tra l’autore e le sue creature, emergono ulteriori aspetti del complicato discorso che Manca ha voluto sottoporci, consentendoci la scelta di interpretazione per questo testo che non è di facile assimilazione, proprio perché si distacca dalla corrente produzione letteraria.

Ciò nonostante, la lettura scorre piana ed agevole, coinvolgendo soprattutto con i frequenti , inaspettati cambi di passo e di tono, trascinandoci nel bel mezzo di azioni violente o di guerriglia, subito dopo averci fatto gustare l’idillio di una storia di pace e di amore.

Ci sono, però, le pecore: e il latte, il siero, le frise e l’olio, il fico offerto all’amata. Tutti simboli di una Natura prorompente ed invincibile, che si affranca dalle peripezie dei mortali che si arrabattano per sopravvivere alle angherie degli Dei, sempre negativi e terribili nel perseguitare i figli di questa Terra. Che è il Meridione, il Sud, ancora adesso croce e delizia di chi vive cercando di dare un perché a tante realtà crudeli ed ingiuste che sono, sempre, sotto i nostri occhi….

Lino Manca scrive, registra ed offre questa luce soffusa fatta di anni che passano, di echi e lamenti che si perdono al vento della campagna, di documenti ingialliti che dimostrano la nostra pochezza e l’inutilità del tutto…

Si, è triste.

Ma, nello stesso tempo, ha quella dolcezza che si ritrova solo nel sorriso di un bambino, stretto al petto della mamma che, a sua volta sorride.______

 

Category: Cronaca, Politica

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