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L’INTERVENTO / IL FALLIMENTO DEL MERCATONE UNO

| 1 giugno 2019 | 0 Comments

di Paola Scialpi_______

Mille e ottocento dipendenti licenziati. Certo, purtroppo negli ultimi anni stiamo assistendo a chiusure di stabilimenti storici con moltissime persone senza più lavoro.  Mentre scrivevo mi sono resa conto che stavo usando il termine “dipendente”, che pur esatto non mi piaceva proprio per quello che in questa vicenda mi ha colpito maggiormente. Mi piace parlare di persone.

I milleottocento lavoratori del Mercatone uno non sono stati trattati da persone, ma come semplici numeri o codici che forse rende meglio l’idea.

Sono stati licenziati con un’email o un messaggino su WhatsApp come si fa di solito per confermare una cena o inviare ad un’amica una ricetta.

In questo caso il messaggio era una pugnalata alle spalle, un modo vigliacco di dire ” non mi servi più″! Quante volte molti di noi si sono seduti insieme all’incaricata o incaricato che ti dava dei consigli o apriva la tua pratica o per il matrimonio di tuo figlio, o perché dopo molti anni volevi cambiare la cucina o rinnovare un po’ la tua casa….

Quelle signore sorridenti, gentili, disponibili e professionali ti hanno ascoltata e per un po’ hanno fatto parte della tua quotidianità, della tua vita. Persone che mentre parlavano con te pensavano probabilmente ai propri figli lasciati dai nonni, o al figlio all’università che sarebbe tornato per le feste. Tutti momenti di vita normale, di condivisioni di consigli.

Dove sono andati a finire imprenditori come Olivetti che trattava i suoi operai come fossero figli? Imprenditori che sapevano riconoscere che la fortuna della propria azienda era merito dei suoi eccellenti lavoratori. Oggi anche per le persone vale l'” usa e getta “.

Questa vicenda non deve e non può passare sotto silenzio. Non possiamo accettare che famiglie vengano messe allo sbaraglio perché qualcuno ha sbagliato.

Io spero che la questione in qualche modo venga sistemata ma se facciamo finta di niente vuol dire che drammaticamente ci stiamo rassegnando a vivere in una società dove l’uomo è solo un numero o una pedina in mano a chi ha il potere economico…

Vuol dire che ci stiamo abituando a dimenticare che quando ad un uomo comprometti la sua dignità quell’uomo lo hai già distrutto. Una società in veloce e costante declino morale non potrà essere in alcun modo una solida base per le future generazioni. Facciamo qualcosa!

Category: Cronaca

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