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FERNANDO VERGINE, DEL SINDACATO AUTONOMO CISAL, CONTRO LE CASSE EDILI: “Bisogna eliminarle subito”

| 12 giugno 2019 | 0 Comments

di Francesco Buja______

“Bisogna sopprimere gli enti come le Casse edili: la riforma del lavoro deve partire da lì”.

Perentoria la misura che indica Fernando Vergine (nella foto), segretario nazionale della Cisal metalmeccanici, per salvare la produttività dell’Italia.

Non l’unica, è chiaro, ma inutile girare intorno ai problemi creando leggi che ingarbugliano la vita delle aziende: questa la premessa del sindacalista salentino. Il quale affonda il bisturi nel paziente nel punto in cui raramente si concentra l’attenzione delle cronache. “Si devono eliminare questi enti – spiega Vergine – perché sono preposti a fornire dei servizi che invece possono essere assegnati ai lavoratori. Le Casse edili sono deputate al controllo e all’applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro e autorizzano gli enti a rilasciare il documento unico di regolarità contributiva, poiché confermano la corretta applicazione del contratto collettivo nazionale de lavoro”.

Tali enti sono costituiti per raccogliere mensilmente e distribuire ogni sei mesi parte del risparmio delle imprese del settore. Il datore di lavoro versa mensilmente i soldi, che vengono raccolti e indirizzati agli operai ogni sei mesi. Quei danari servono a pagare ferie e tredicesima mensilità. “Quando le aziende – sottolinea il sindacalista – non possono adempiere al pagamento della cassa edile, non ricevono il danaro accantonato. Ma soprattutto non possono avvalersi del documento che certifichi la regolarità contributiva. Dunque patiscono disagi notevoli. Se l’azienda non paga la cassa edile, il lavoratore perde i soldi per le festività, per le ferie e per la tredicesima mensilità“.

Non solo. Vergine si chiede: “Se azienda e lavoratori non vogliono associarsi, rispettivamente, all’associazione datoriale o a quella sindacale, devono pagare comunque il contributo di quell’adesione? E quindi viene meno un principio costituzionale di libertà?” E ancora: “Se un’azienda decide di applicare un contratto collettivo nazionale di lavoro che sia stato sottoscritto da altre associazioni datoriali e sindacali, dovrà pagare il contributo per il rilascio del documento di regolarità contributiva a un ente non legittimato a trattenerlo?».

 

Dunque, conclude Vergine, “le casse edili sono dannose”. Sicché conviene, ragiona il sindacalista della Cisal, che i servizi in capo a questi enti bilaterali siano svolti dagli stessi lavoratori: “La Cassa edile serve solo per il rilascio del documento unico di regolarità contributiva, a erogare la tredicesima mensilità e a garantire qualche corso di formazione? Possono farlo altri? Sì. E allora perché c’è un ente che costa il 9-10 per cento della retribuzione lorda mensile del lavoratore?”.

 

Il discorso, ovviamente, è esteso anche ad altri enti bilaterali previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro per fornire servizi ai dipendenti. “Sono una cassa di mantenimento di organizzazioni datoriali e sindacali – lamenta Vergine – non danno servizi ai lavoratori”.

Ergo: “Una riforma seria – indica l’esponente della Cisal – è quella incentrata sulla eliminazione di enti inutili. I politici, se vogliono capire qualcosa dei riforma del lavoro, chiamatemi per qualche delucidazione e non parlate di misure che poi puntualmente si rivelano inutili”.

Category: Cronaca, Politica

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