UNA…SCIA…DI POLEMICHE. LA P.R.A. SRL CI RIPROVA

| 12 luglio 2019 | 1 Comment

di Serena Fiorentino_______

Nella zona PIP di Cavallino potrebbe sorgere un impianto per lo stoccaggio ed il trattamento dell’amianto a pochi metri da uno dei centri commerciali più affollati del Salento e da un caseificio; poco distante da due discariche, un impianto di trattamento rifiuti e un impianto di combustibile derivato da rifiuto (CDR); a un chilometro e mezzo dal centro abitato dello stesso comune, due chilometri da quello di Lizzanello, due e mezzo da San Donato e tre da San Cesario. 

La proposta è quella di un prototipo sperimentale dimostrativo di un impianto di trattamento per manufatti in cemento amianto attraverso il siero del latte della durata di due anni, in una zona già ad altissima pressione ambientale.

Pesano come macigni le parole dell’oncologo Giuseppe Serravezza che da anni ormai  sostiene che “il Salento non può permettersi di accendere nemmeno un cerino perché è una terra che ha già dato”

Ma la P.R.A. Srl, Project Resources Abestos, si dice portatrice di un’iniziativa del tutto innocua che sottende importanti opportunità di innovazione e sviluppo e parla del suo progetto definendolo “un impianto sperimentale che è poco più di un laboratorio e che, una volta finiti i test della durata massima di 24 mesi sotto lo stretto controllo di ARPA, verrà smantellato e rimosso”.

Ora, sorvolando su quanto in Italia sembri non esserci nulla di più definitivo del “provvisorio” e sul numero di impianti ormai dismessi ma mai smantellati e bonificati, resta da porsi una domanda: perché, se l’impianto in oggetto non è né pericoloso né impattante, lo stesso progetto è già naufragato per ben due volte?

Ricordiamo infatti che la P.R.A. Srl aveva già, qualche anno fa, presentato istanza di realizzazione di un impianto di trattamento ed inertizzazione amianto a Melpignano.

Successivamente, lo stesso impianto, lo aveva proposto al comune di Andria.

In entrambi i casi, la dura ed argomentata opposizione di associazioni e cittadini, aveva portato allo stop del progetto.

Già un anno fa, i comuni di San Cesario, Lequile, Lizzanello, San Donato, e Rosa Fanizzi per il Comune di San Donato hanno impugnato innanzi al Tar Lazio il decreto del Ministero dell’Ambiente che ha escluso il progetto dalla Valutazione di Impatto Ambientale.

Tar Lazio che, proprio pochi giorni fa, ha rimesso gli atti al TAR di Lecce, ritenuto competente per gli effetti nocivi che l’impianto determinerebbe al territorio.

Però, gli stessi suddetti sindaci sono venuti a conoscenza che, in questi anni di causa, la stessa società aveva presentato una SCIA, vale a dire una segnalazione certificata di inizio attività, al Comune di Cavallino che non aveva avuto nulla da obiettare.

Ecco che allora i primi cittadini contestano al Comune di Cavallino la legittimità della SCIA.

 

Oltre a contestare la correttezza “istituzionale” della PRA S.r.l. e del Comune di Cavallino che non hanno inteso attendere l’esito della pronuncia del TAR sulla sottoesposizione a VIA del progetto, Fernando Coppola, Vincenzo Carlà, Fulvio Pedone e Alessandro Quarta sostengono che un impianto del genere non possa essere assentito con una mera comunicazione come la SCIA, ma che necessiti della autorizzazione unica ambientale. Questa è la ragione del resto per la quale i comitati cittadini stanno valutando anche di presentare un esposto alla Procura della Repubblica.

Anche il consigliere regionale Antonio Trevisi del M5S, assieme ai portavoce locali di Cavallino e Lizzanello, Giampaolo Falco e Antonio Parlangeli, sostiene le comunità che dicono no all’impianto di trattamento dell’amianto in un territorio già troppo stressato e manifesta vicinanza ai sindaci dei comuni coinvolti nella battaglia contro la sua realizzazione.

Category: Cronaca, Politica

Comments (1)

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  1. Gruppo Consiliare M5S Regione Puglia - tramite mail ha detto:

    È stata sospesa la conferenza dei servizi, convocata questa mattina in merito all’impianto sperimentale di trattamento dell’amianto proposto dalla Pra s.r.l. nel comune di Cavallino.
    Prima sarà necessario che il giudice del Tar si pronunci in merito al ricorso degli stessi Comuni contro la mancata assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale decisa dal Ministero ad aprile del 2018.
    Alla riunione erano presenti anche il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Antonio Trevisi e i consiglieri comunali di Cavallino e Lizzanello, Giampaolo Falco e Antonio Parlangeli.

    “Continuiamo a ribadire il nostro NO all’ennesimo impianto proposto laddove esistono già due discariche – dichiarano i pentastellati – un impianto di trattamento meccanico – biologico e uno di produzione di combustibile da rifiuto. È impensabile un altro impianto di trattamento dell’amianto così vicino ai centri abitati e ai siti sensibili, e in un territorio già eccessivamente stressato dal punto di vista ambientale.
    Riteniamo assolutamente inconcepibile e intollerabile, la posizione del Comune di Cavallino che ancora oggi continua a sostenere progetti di nuovi impianti nella zona, come quello di compostaggio industriale a ridosso della prima discarica e questo sperimentale per il trattamento dell’amianto.
    Un silenzio assenso visto che – incalzano i pentastellati – dal Comune di Cavallino non è mai stata espressa una posizione chiara in merito.
    Un silenzio vergognoso, su questo progetto che fa il paio con un ufficio tecnico che invece di respingere la SCIA presentata dai proponenti in Comune, indicando il corretto iter autorizzato successivamente avviato, ha lasciato trascorrere i 30 giorni utili alle eventuali osservazioni sull’opera”.

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