ESCONO DUE PIACEVOLI MINI RACCOLTE POETICHE, DI ADRIANA PULITI’ E GIUSEPPE GRECO

| 28 luglio 2019 | 0 Comments

di Raffaele Polo______

Due testi di piccole dimensioni (circa cm 10 x 7) con mini raccolte di poesie, diversissime tra loro ma sicuramente piacevoli e interessanti, sono meritevoli di essere citati e ‘svelati’ ad un pubblico che, probabilmente, poco o nulla potrà ricevere da parte di questi poeti ‘intimistici’ che si cimentano con forme grafiche fuori dalla norma ma di indiscutibile efficacia,

Poesie in italiano per Adriana Pulitì (proprio così, con l’accento sulla vocale finale, alla francese…) con il suo ‘Il ribelle lungo fiore dell’agave’, 32 pagine con introduzione di Giovanni Capodicasa, stampato dalle Grafiche Chiriatti di Martano, 15 componimenti intimistici e apprezzabili per la forma e il costrutto. Con una costruzione linguistica che non disdegna il dialetto, mischiandolo ad echi di lontane cantilene e ricordi appassiti (St’addha matina), la poetica di Adriana affronta temi tradizionali, intrisi di un evidente, orgoglioso pessimismo che, comunque, non indugia più di tanto in lamentazioni o piagnisdei. Ma è la voce sicura, forte di una donna che verifica come i sogni restino sogni e la realtà ci circondi con le sue ambigue sollecitazioni…

 

 

Per Giuseppe Greco abbiamo invece nu sciocu te culuri – 19 poisie una meju te l’addhra’ in dialetto di Parabita (Lecce, Puglia viene specificato in copertina…) che sono godibilissime soprattutto per il bel dialetto salentino che impreziosisce la scelta poetica personalissima ed efficace che propone iterazioni e ripetizioni che danno un particolare suono poetico alle composizioni (Nc’è ‘nu celu ‘cqua’ nnui/ pròpiu celeste celeste.. oppure Himu vistu ulare tante cumete/ culori culori/ cumete t’ogni giurnu..). Il bravo poeta, con freschezza e spigliatezza, offre quadretti e situazioni piacevolissime, quasi fosse un pittore che vuole fermare sulla tela gli attimi più significativi della nostra esistenza, non disdegnando considerazioni intimistiche e filosofiche di buon spessore, inserite intelligentemente nel contesto di versi ben strutturati…

 

Insomma, due singolari pubblicazioni che sono di piacevole lettura e di buona consistenza, nonostante il loro esile sembiante. In un contesto contemporaneo che ci inonda di pubblicazioni sempre più corpose e pretenziose, queste due gocce nel mare magnum della poesia fanno sorridere con simpatia e meritano tutto il plauso verso queste nuove sperimentazioni editoriali che, intuibilmente, potranno avere un solido futuro. Ora, siamo ai primordi….

 

Category: Cultura, Libri

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