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I MALINCONICI ‘Pensieri italo-romaneschi’ DI PAOLO EMILIANI, ROMANO TRAPIANTATO NEL SALENTO

| 6 agosto 2019 | 4 Comments

di Raffaele Polo_______

Anche se raffigurato, sin dalla copertina di Antonella Tamiano, come un ironico dissacratore dei malcostumi contemporanei, pronto a colpire tutto e tutti, moderno don Chisciotte vestito da poeta, scopriamo proprio in questa pubblicazione de ‘I libri di Icaro’ (Li versi mia pensieri italo-romaneschi, euro 18) un Paolo Emiliani diverso, intimista e, permettetecelo, malinconico e con un pizzico di nostalgia.

Cosa dire, ad esempio, della splendida ‘Una giornata al mare’, dove è riassunta un po’ tutta l’esistenza di chi oggi ha superato la sessantina e ricorda con nostalgia ‘quelle giornate der dopoguerra’? Niente di eccezionale, mi direte: ma è la chiusa della composizione che diventa il tocco da maestro del Poeta, quando scrive: “Arivati a Roma ognuna pija la propria direzione./ Er giorno dopo è ‘na giornata qualunque,/ se torna a faticà ognuno er suo./ Ma, nell’intimità dell’abitazione,/ dalla saccoccia caccia ‘na conchiglia er regazzino,/ se la mette su l’orecchia e ascorta er mare/ che je pare ancora lì vicino.

E il dialetto di Emiliani non è romanesco puro, alla Pascarella, per intenderci. La permanenza nel Salento, ad esempio, gli impone nella citata composizione, quasi senza parere, quel ‘caccia’ che sta per ‘tira fuori’ ed è vocabolo che un romano de Roma non avrebbe usato mai… Ma è proprio questo l’aspetto più piacevole di questi originali scritti di Paolo: confermati, inconsciamente, dall’ultima composizione presentata nel libro, che sintetizza lo spirito di un ‘figlio della Lupa’, affascinato dalla nostra realtà e che ci piace riportare per intero, come una sorta di omaggio a tutta la terra d’Otranto:

Salentinità

Gonfi er petto, te senti ‘n campione

solo perchè sei nato salentino.

Gnente hai fatto pe’ ave’st’occasione,

sta cosa poteva accadè a qualunque cretino.

Io so trasteverino, so’ romano,

tengo puro le palle sur blasone,

ma mica c’ho meriti o c’ho corpe

se so nato per caso sotto er Cuppolone.

Sarebbe bello potè decide ‘ndove nasce,

scejese er posto e la famija,

ma li poveri così nun c’avrebbero più fiji,

e in fondo nun so li sordi che ce fanno allegri,

ma li sorrisi de chi ce sta vicino,

povero o ricco poco importa,

puro se manca er magnà drento la sporta.

Io ho deciso de vive qua

per posto e pe la gente,

e nun me frega niente de quello che ho lasciato.

Quindi chi è più salentino?

Io che l’ho scelto o tu che ce sei nato?

 

Aggiungiamo che il volume è diviso in ‘Versi italiani’ e ‘Versi romaneschi’ ed impreziosito dalla prefazione di Pasquale G.Quaranta.

Category: Cultura, Libri

Comments (4)

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  1. Massimo Baldi de Roma.. ha detto:

    Grande Paolo
    er mejo amico mio

  2. Leggendoti abbiamo apprezzato il tuo spirito roman/salentino.
    Aspettiamo il tuo libro con dedica personale!

  3. Pietro Carattoli ha detto:

    duttile la sua penna sia su giornale che in poesia. Vera e verace l’emozione che sente e trasmette. Lho conosciuto piacevole compagno di golf e apprezzato per i suoi articoli. Ora ancora di più in questa nuova veste. Ad maiora.

  4. Franco ha detto:

    Lu meju amicu aRomaticu-Salentinu ca tanimu!

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