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SIGNIFICATIVA, DRAMMATICA, PESANTISSIMA CONTESTAZIONE ALLA BELLANOVA, IERI SERA A TARANTO PER UN CONVEGNO SINDACALE. LA MAMMA DI GIORGIO DI PONZIO: “Sono arrabbiata per i dodici decreti salva Ilva che avete fatto, mi domando quale sia stato il vostro decreto che ha firmato la condanna a morte a mio figlio”

| 28 settembre 2019 | 0 Comments
(g.p.)______Contestazione, nuova, questa volta andata direttamente a segno, pacifica, ma pesantissima, a Teresa Bellanova, del Pd, ora confluita nel gruppo parlamentare Italia Viva di Matteo Renzi, ministro dell’agricoltura, e già sottosegretario e viceministro al Lavoro e allo Sviluppo economico, che ieri sera era a Taranto, ad un’ assemblea sindacale della Fiom/Cgil.
Ieri, giornata mondiale per il clima, benedetta dal Mostro da un’emissione straordinaria di veleno.
A Taranto, con il segretario nazionale de sindacato di categoria della Cgil, Francesca Re David, per parlare di ‘acciaio pulito’, di impianto strategico e indispensabile.
Ma tutto l’acciaio del mondo non vale la vita di un solo bambino, e le vittime innocenti, giovani, lavoratori, cittadini, dentro e fuori la fabbrica, sono già tantissime, troppe, a Taranto e dintorni, visto che le polveri letali arrivano nell’aria fino a ottanta chilometri di distanza.
Ad un certo punto della serata, è salita sul palco Carla Lucarelli, che in mattinata aveva portato la sua testimonianza al corteo locale dei ragazzi dei Fridays For Future, con sulla maglietta stampato il volto di sua figlio Giorgio Di Ponzio morto lo scorso mese di gennaio a 15 anni, stroncato da un tumore provocato dalla diossina.
Porta in dono al ministro un’opera raffigurante un teschio realizzata utilizzando minerale raccolto nelle case del quartiere Tamburi, con le polveri velenose portate dentro dal vento, incollate su quel quadro: “quello che è uscito fuori è questo, quello che noi viviamo ogni giorno a Taranto, l’inesistenza dei diritti, lo spettro della morte”, dirà.
Poi dice ancora poche parole, ma pesanti come macigni, rivolgendosi direttamente ai relatori sul palco che affiancano la Bellanova: “Giratevi, alle vostre spalle, giratevi, si vede una cappa su Taranto, è quella l’aria che ha ucciso mio figlio!
Sono arrabbiata per i dodici decreti salva Ilva che avete fatto,  sono arrabbiata e ancora non ci dormo la notte, mi domando quale sia stato il vostro decreto che ha firmato la condanna a morte a mio figlio, se il primo, se si fossero fermati al secondo, o al terzo, non lo so…Ho altri due figli da difendere, e tanti altri bambini che non voglio facciano la fine che ha fatto mio figlio Giorgio, le sofferenze che ha subito”.
La Bellanova replica, prende il microfono e dice: Bisogna rispettare il dolore, noi, io, mi sento impegnata a fare fino in fondo il mio dovere, non credo di aver fatto delle scelte che hanno procurato danno alle persone, le scelte che abbiamo fatto sono state quelle per dare risposte a drammi che c’erano, ci si rispetta nella chiarezza, nella trasparenza. Lei può pensare tutto quello che crede, quello che non può pensare è che Mittal corrompe una persona come me”.
 
Mittal no,  non lo sappiamo e non possiamo dire, però possiamo dire altre tante cose, dell’ Ilva, dei 98.000 euro regalati e accettati da Pier Luigi Bersani, per esempio.
Quando la Bellanova si tace, in sala cominciano a levarsi grida delle altre mamme.
Allora il presentatore dichiara chiusa la serata, i relatori scendono dal palco e scompaiono rapidamente. ______
LA RICERCA nel nostro articolo di ieri

Category: Cronaca, Politica

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