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IL SABATO SERA HARD DI TELEDUE

| 20 ottobre 2019 | 0 Comments

(g.p.)______Quello che avevamo imparato a chiamare “il comune senso del pudore” è cambiato molto negli ultimi tempi, lo so, ne avevo già preso atto, né con piacere, né con dispiacere: un segno dei tempi.

Quello che non sapevo è che non esistono proprio più regole e confini, che le direttive a tutela dei minori impartite a suo tempo a tutti i mass media da autorità varie non hanno evidentemente più valore, che siamo andati oltre, e questo l’ho appreso ieri sera, devo dire con un certo sconcerto.

Ieri sera ho fatto un icastico ripassino di tante situazioni che credevo dimenticate e che in fondo mi hanno fatto sorridere, ai miei occhi smaliziati di sessantenne che, insomma, un po’ di cose di tutti i tipi hanno già visto, anche perché il film era alquanto sgangherato.

Poi però mi sono chiesto quale effetto quelle immagini, nelle esplicite scene hard insistite e lascivamente presentate,  potessero avere agli occhi innocenti di qualche bambino, che come me, per puro caso, facendo, come dicono quelli che parlano bene l’italiano, zapping, fosse capitato su uno dei primi canali presenti sul digitale terrestre del telecomando.

Gli occhi innocenti dei bambini, ho pensato, con tristezza, hanno diritto a fare certe scoperte a suo tempo, non disgiunte dalla tenerezza degli anni verdi, non disgiunte dai sentimenti e dall’amore, quando subentra, non certo da bambini, bensì più avanti negli anni, la consapevolezza di una sia pur ancora acerba maturità, e magari fosse introdotta nelle scuole, fin dalle elementari, oltre che l’educazione civica, anche l’educazione sessuale!

Erano le 20.30, l’ora di cena, dei telegiornali, dei documentari, dei cartoni animati. Cercavo di vedere da qualche parte i gol delle partite di serie A e B, e mi sono imbattuto in una scena di lesbo multiplo.

Giacché c’ero, è subentrata in me la curiosità di vedere dove quel film, di cui non veniva indicato in nessun modo il titolo, e per cui non c’erano nemmeno avvisi di nessun tipo, andasse a parare: così sono rimasto fino alla fine, verso le 22.00, prima serata, quella che un tempo si chiamava ‘fascia protetta’.

Beh, a parte il confezionamento dozzinale dell’insieme, in cui il filo conduttore era una procace tassista orientale che portava in giro un turista per caso occidentale, un medico capitato credo in Thailandia, o nelle Filippine, qualcosa del genere, per un congresso, ho visto un po’ di tutto.

Capitava sempre lei, a prenderlo dall’albergo, ho apprezzato pure la citazione cinematografica da ‘Donne sull’orlo di una crisi di nervi’ di Pedro Almodovar, solo che nel film all’ora di cena di ieri sera su Teledue le donne erano sull’orlo di una crisi di altro tipo.

Mi sono stropicciato gli occhi, e anche altro.

Sballottato di giorno e di notte dalla procace guida nei luoghi più peccaminosi, diventato completamente suo succube,  il tutto sottratto povero medico, turista per caso, ha potuto provare praticamente ogni cosa, visto che nel film dell’ora di cena non si sono fatti mancare niente, ma proprio niente: rapporti etero completi di nudo integrale in diverse posizioni, sesso orale descritto nei minimi dettagli, ammucchiate, rapporti omosessuali, fetish, sadomaso, sex drug and rock’n’roll.

Così, esausto, come lui, alla fine me ne sono andato a dormire, e, addormentandomi, al buio di quanto avevo appena finito di vedere, ho provveduto ad aggiornare quello che avevamo imparato a chiamare “il comune senso del pudore”.

 

 

 

 

 

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura

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