LIBRI / IL SALENTO NELLA POESIA DI PIETRO ZAULI

| 16 gennaio 2020 | 0 Comments

di Raffaele Polo______

Sono sempre più frequenti gli scritti, dedicati al Salento, opera di autori che provengono da lontano, da altre, diverse realtà regionali. Eppure, conoscono la nostra terra ed hanno la fulminazione, decidono di ambientare i propri scritti proprio in questa penisola, facendosi carico soprattutto delle tradizioni più diffuse e, perché no, del dialetto (con tanto di traduzione in nota a piè di pagina).

Sono, spesso, commuoventi e un tantino anacronistici, riescono a vedere solo ciò che raffigurano le cartoline e, in via generale, finiscono per presentare una realtà ben diversa e stereotipata, che non convince più di tanto.

Pure, viene da pensare, che male c’è? Dopo tutto, è sempre pubblicità, pubblicità positiva e gratificante, c’è gente che si innamora dei nostri posti, dei profumi e dei colori salentini, e non riusciamo ad apprezzarlo?

É vero, tutto sommato. E, con un sorriso, ci rimettiamo a leggere la prefazione di Giovanna Ciracì a questo ‘L’ultima tarantata’ di Pietro Zauli (nella foto) che, apprendiamo, “…non è persona nata e cresciuta nel Salento, ma un autore romagnolo, che lo frequenta da ben vent’anni, e il suo fascino ha stuzzicato in lui l’interesse nel scoprirlo a fondo, girando in lungo e in largo e approfondendo parecchie tematiche, tra cui il tarantismo. Zauli conosce questa parte della Puglia anche attraverso ciò che gli viene narrato dalla moglie e dagli amici di origine salentina. Strano che l’autore non sia autoctono, perchè leggendo questo libro, ci si addentra in vicende nelle quali vengono descritte, con approfondita conoscenza e grande destrezza, usi e costumi di una comunità estremamente legata alla sua terra, alle sue radici, ma soprattutto alle sue credenze, (…) Nel romanzo di Pietro Zauli si in trecciano perfettamente antropologia, psicologia e sociologia, facendo immergere il lettore in una storia affascinante. Un libro che ci porta nella magia di usanze eterne, che comunque ancora oggi affascinano, sebbene le tarante sembrino non pungere più e ormai anche il rito per “l’urtima tarantata” si sia compiuto”.

Edito da ‘I libri di Icaro’ (euro 18),con foto di copertina a cura di Rossella De Giorgi e la piacevole grafica e impaginazione di Matteo Fecola, il libro si sviluppa in due parti: Il cordone, ovvero l’infanzia che è una sorta di diario che prende le mosse dal gennaio 1981, E la seconda  (L’adolescenza) che si svolge nell’arco temporale degli ultimi tre anni del secolo scorso.

Scritto con prosa accattivante e senza cadute disarmoniche ‘L’ultima tarantata’ si fa leggere piacevolmente e lascia un po’ di amaro in bocca; ah, viene da pensare, se il nostro Salento fosse ancora così…

Category: Cultura, Libri

Lascia un commento

banner ad
banner ad