NUOVI MEDIA E VECCHIE ‘BUFALE’. VI RACCONTO L’ULTIMA CAZZATA SOCIAL DILAGANTE, “LA SFIDA DELLE SCOPE”

| 28 febbraio 2020 | 0 Comments

di Carmen Leo______

Si chiama #BroomstickChallenge l’hashtag con cui viene indicato l’ultimo, in ordine di comparizione, tormentone del web. La bufala mediatica di proporzioni bibliche dilagante in questi giorni su tutte, o quasi, le piattaforme social.

“La sfida delle scope” – letteralmente traduciamo per i non avvezzi all’idioma anglosassone – è così che viene definita la fake news legata ad un post apparso per la prima volta il 10 febbraio scorso su TIK TOK, il nuovo social network, che arriva dalla Cina ed è stato creato da Zhang Yiming nel settembre del 2016.

È nata, questa, come una piattaforma di video musicali amatoriali, ma ha poi allargato il suo bacino a tutti i tipi di video brevi.

“La nostra missione è far sì che chiunque nel mondo possa dare libera espressione della propria immaginazione e conoscenza nei modi e tempi ritenuti più opportuni. La piattaforma ospita lavori creativi in forma di video che contribuiscono a donare un’esperienza genuina, ispirante e divertente” –  dicono di sè quelli di TIKTOK.

L’App consente, infatti, agli utenti di guardare clip musicali, di crearne di brevi, fino a un massimo di sessanta secondi, ma soprattutto di modificare e aggiungere un gran numero di effetti speciali a piacere in modo molto semplice.

Per rendere il concetto in parole più comprensibili, possiamo dire che TIKTOK è una sorta di karaoke visivo, in cui montaggi al limite della fantascienza diventano alla portata di tutti, realizzabili direttamente con pochi tap sul proprio cellulare.

Il loro slogan è “Make Every Second Count” – dall’inglese: “Dai importanza a ogni secondo” – il che ha senso dato che i video durano solo una manciata di secondi. La nuova piattaforma sembra destinata a scalzare a breve la gettonatissima INSTAGRAM, il “pianeta” ora prescelto dai giovani, che si stanno allontanando da FACEBOOK, perché considerato ormai obsoleto e “invaso” dai MATUSA, come veniamo poco “simpaticamente” definiti, nel neonato gergo adolescenziale, noi  genitori.

A dare ragione a queste mie  sono i numeri: l’app, disponibile in trentaquattro lingue, ha ogni giorno centocinquanta milioni di utenti attivi ed è stata la più scaricata al mondo nel primo trimestre del 2018, con circa quarantasei milioni di download, tanto che ha quasi preso il controllo assoluto di Internet.

Ma veniamo alla quantomai singolare  “sfida delle scope”.

Poco più di due settimane fa appare sul nuovo pianeta virtuale la notizia, diffusa dall’anonimo buontempone di turno, che proprio il giorno 10 febbraio le scope, sì avete capito bene, il più antico e comune strumento per la pulizia dei pavimenti, diffuso in ogni casa italiana e del mondo, in vari modelli e materiali, possono reggersi in piedi da sole, senza alcun appoggio.

Questo presunto magico fenomeno avverrebbe per una particolare inclinazione dell’asse terrestre e per la forza gravitazionale, che lo avrebbe consentito solo in quel particolare giorno, o probabilmente anche durante l’equinozio di primavera, ossia il 21 marzo prossimo. La “fonte” attribuiva la paternità della notizia niente meno che alla NASA, (National Aeronautics and Space Administration), la arcinota Agenzia governativa civile responsabile del programma e della ricerca aerospaziale negli Stati Uniti d’America, e invitava i curiosi del WEB a sperimentare immediatamente con le scope in proprio possesso, poiché l’occasione non si sarebbe ripresentata prima di 3500 anni,  avendo poi premura di postare le foto proprio sulla piattaforma social dalla quale avevano appreso la strampalata notizia.

Come era auspicabile dall’artefice del misfatto e più che prevedibile, come consuetudine associata al passaparola  incontrollato tipicamente mediatico, e soprattutto perché la “curiosità è social”,  il WEB è stato subitaneamente inondato di foto e video  con  le scope magicamente in piedi,  in ogni dove: case, uffici, negozi, supermercati, strade, persino negli studi televisivi, preannunciate dal richiesto hashtag #BroomstickChallenge.

I “postatori seriali della ramazza” appartengono a tutte le fasce d’età. Prime tra tutte le arzille nonnine, che ostentano orgogliose la loro bacchetta magica della pulizia domestica quotidiana, rigorosamente in piedi in mezzo alla stanza. Foto e video delle scope autoreggenti hanno così   raggiunto una viralità tale da fare il giro del mondo in pochissime ore.  Tutti che si stupiscono del fenomeno, tutti che lo condividono come se fosse una cosa rara. Incuranti del fatto che, ormai, siamo al 27 febbraio, quando l’hashtag #scopa è in tendenza su Twitter anche in Italia,  e il 10 febbraio è già passato da tempo, con buona pace dell’inclinazione dell’asse terrestre.

Magia, illusione ottica o semplice legge della fisica? La risposta sta nella terza ipotesi. E dato il preoccupante diffondersi delle fake news, i cervelloni della NASA, agenzia sempre molto attenta alle dinamiche social, che in quel di  Washington DC non staranno certo mica a “pettinar le bambole”, si son  sentiti  in dovere di intervenire prontamente per una smentita ufficiale.

Sul profilo ufficiale di TWITTER, seguito da oltre trentacinque milioni di utenti, l’astronauta Alvin Drew e la scienziata Sarah Noble hanno dimostrato, in un curioso video  che la fisica di base e la forza di gravità funzionano tutti i giorni di ogni anno, facendo stare in piedi una scopa l’11 febbraio, spiegando, inoltre, che le scope riescono a stare in piedi da sole perché hanno il baricentro basso, vicino alle spazzole. Se queste ultime vengono posizionate in maniera giusta, quindi, restano in piedi da sole senza alcun aiuto. Le scope, però, non devono avere le setole rovinate, altrimenti l’esperimento non funziona.

 

“È solo una questione di fisica, non serve il 10 febbraio o un particolare allineamento dei pianeti”, concludono gli esperti della NASA nel video smaschera e spiega la ‘bufala’.

Non c’è, dunque, un giorno in cui la forza di gravità funzioni in modo diverso dagli altri. Ergo, se volete provare in questo momento stesso a far stare in piedi la vostra scopa, potete farlo e ci riuscirete. Diventerete anche voi parte della #BroomstickChallenge e magari vi sentirete anche un po’ “apprendisti stregoni”.

La tentazione di testare direttamente il semplice esperimento è stata fortissima anche in chi vi scrive, la quale,  dopo averne verificato personalmente l’efficacia,  ha messo in bella mostra la sua scopa rossa fiammante sulla propria bacheca Facebook, invitando gli amici a fare altrettanto. Le repliche, che qui ringrazio pubblicamente, non si sono fatte attendere, con commenti e immagini divertenti o sarcastici.

Un esperimento sociale il mio, per dimostrare quanto una notizia appresa dai canali di comunicazione su scala mondiale possano essere accettate come assolutamente veritiere, per poi essere condivise spasmodicamente, senza prima soffermarsi a verificarne la reale autenticità e, ancor più, la fonte di provenienza.

Prima di andare a prendere le scope dallo sgabuzzino e di metterle in piedi nel corridoio, o da qualunque altra parte, sarebbe stato opportuno informarsi sui siti specializzati in merito a questo presunto “fenomeno paranormale”.

Tra le bufale quotidianamente circolanti, siano esse  sul COVID 19 e/o il Broomstick Challenge, sembra davvero che l’unica cosa a essere in reale pericolo nei gloriosi ed evoluti tempi moderni di questo particolare periodo storico, in cui pare, però,  di essere ripiombati nell’abisso della creduloneria di stampo medievale,  sia proprio e pericolosamente la veridicità dei dogmi più che comprovati della scienza ufficiale.

Invitiamo, dunque, il Popolo del WEB a non dar troppo credito ai millantatori, incantatori di serpenti e profittatori che impazzano in lungo e in largo per le vie dell’etere mediatico, generando caos o psicosi che poi sono piuttosto difficili da eradicare, soprattutto dalle menti e dagli animi facilmente condizionabili e impressionabili.

 

 

Category: Cronaca, Cultura

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