LECCECRONACHE / QUEL MOSTRICIATTOLO VERDE

| 4 aprile 2020 | 0 Comments

di Raffaele Polo______

Le comunicazioni sono decisamente cambiate. Già lo avvertimmo quando, praticamente all’unisono, sparirono le buche per le lettere (quelle rosse, rassicuranti, con una o più fessure per  introdurre lettere destinata ‘alla città’ o ‘ per tutte le destinazioni’) e le cabine telefoniche.

È vero, sono sparite anche le macchine da scrivere e le penne ‘biro’ si usano sempre meno, i gettoni del telefono si vedono solo nei mercatini dell’antiquariato, affianco ai foglietti da cinquanta e cento lire (i mini assegni…) e alle schede telefoniche, che qualcuno continua a collezionare.  Sulle bancarelle degli stessi mercatini appaiono anche i primi computer (Vic 20 e Commodore 64) e i telefonini della prima ora, ingombranti e con antenne allungabili.

 

Con un po’ di nostalgia, abbiamo sostituito questi oggetti con un unico utensile che è un computer vero e proprio e ci mantiene in comunicazione col mondo.  E questo ha fatto cambiare anche le nostre abitudini, magari senza che ce accorgiamo.

‘Ti faccio una videochiamata’ diciamo con indifferenza. Oppure’ Mandamelo con Whatsapp’. O, più sbrigativamente ‘C’è Skype, no?’. Per non voler elencare anche SMS e Messenger….

 

Tutto racchiuso in quell’oggettino che teniamo in mano e del quale non possiamo proprio fare a meno.  Con aspetti positivi e negativi, che è appena il caso di riassumere: crea dipendenza, non fa pensare, inibisce la scrittura, limita i contatti umani, ci rimpinza di notizie e sollecitazioni pilotate, non riusciamo più a distinguere la realtà da una finzione molto ben orchestrata, sta soppiantando tutta la ‘manualità’ cui eravamo abituati…

 

Non solo. Dobbiamo imparare a usare nel miglior modo questi apparecchi, che sono spesso complicati e misteriosi. L’allarme dell’altra sera è ancora nelle mie orecchie: “E’ apparso un omino verde, improvvisamente. E non funziona più nulla…” mi rivela, agitata, mia moglie.  E allora, eccoci a prendere coscienza che dobbiamo chiedere ad un’altra macchina pensante la soluzione.

Digitiamo sul computer ‘omino verde sul telefonino’ e subito appaiono varie soluzioni, tutte complicatissime e vere e proprie dissertazioni sull’argomento. Poi, improvvisa, la salvezza: nascosta in fondo alle altre notizie, ecco ‘come eliminare l’immagine del mostriciattolo verde’. E non ci vuole molto. Riconsegniamo al coniuge il telefonino ripristinato e, con sussiego ‘Tieni’, le diciamo. ‘E non combinare altri guai’.  E’ stato facile, stavolta…

Ma tutto, tutto è diventato più difficile: anche per una videochiamata, siamo ancora in difficoltà con inquadrature e sfondi, col sonoro e con i rumori di fondo…

Insomma, in questo periodo di forzata residenza presso la propria dimora, comprendiamo l’importanza dei tanto vituperati telefonini, proprio quelli che ‘bisogna spegnere quando si è a tavola’, che danno fastidio con il loro squillare nel bel mezzo di una cerimonia o, addirittura, a messa.

Pensate: come faremmo adesso senza?  Con i telefoni grigi di una volta, certo. Ma vuoi mettere poter vedere ‘di persona personalmente’ i nostri familiari, i nipotini, l’amato bene?

 

Category: Cronaca, Cultura

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