L’INTERVENTO / I MITI BUGIARDI E I LUOGHI COMUNI SUL SUD ITALIA SONO DURI A MORIRE, ANZI, SONO DIVENTATI VERE E PROPRIE FAKE NEWS. ALLORA, DATI ALLA MANO, ORA VI SPIEGO IO COME STANNO VERAMENTE LE COSE

| 5 aprile 2020 | 1 Comment

di Crocifisso Aloisi ______

Parole sono spesso come pietre, a volte pesano più di macigni.

La scorsa settimana – e in questi ultimi giorni quanto accaduto sta continuando a viaggiare sui social –  durante la trasmissione televisiva di Rai Tre “Mezz’ora in più”  la conduttrice Lucia Annunziata ha formulato al suo ospite in studio, il giornalista Ferruccio De Bortoli, due domande che sono un mix di luoghi comuni e falsi miti, cioè una fake news, sul Mezzogiorno:

  • “Esiste (al Sud) un’emergenza sociale, o si tratta di semplice e pura delinquenza dietro a queste cose?” ed ha poi aggiunto
  • “comunque la soluzione non può essere solo soldi di nuovo (sempre al Sud)

 

Fatta salva la buona fede dell’Annunziata, probabilmente essa stessa vittima del pensiero unico foriero di luoghi comuni sui Meridionali, le sue parole indicano un atteggiamento mentale che è da stigmatizzare.

L’emergenza in atto sta facendo emergere il meglio in tante persone impegnate quotidianamente a dare una mano a tutti, a prescindere da residenza, posizione sociale e tutto il resto; però,   contemporaneamente, sta facendo pure emergere in altri, mossi da egoismo e cinismo, amplificati da questa situazione emergenziale, il peggio di sé.

In un clima di rinnovata solidarietà nazionale, purtroppo è in atto una vera e propria campagna mediatica, ma non solo, contro il Sud Italia.

Opinionisti e politici, spesso finanziati da potenti gruppi economico – finanziari del Nord che traggono beneficio dal Sud ridotto a colonia interna da sfruttare in tutti i modi, sembrano mossi da un unico perverso accanimento contro i Meridionali: ogni giorno colpiscono il Sud dai palcoscenici mediatici che hanno a disposizione.

È una vecchia storia nata prima dell’Unità d’Italia, che questo blocco di soggetti si tramanda di generazione in generazione fino ai nostri giorni senza soluzione di continuità: i meridionali devono apparire per come vengono da loro descritti,  e il Sud diventa così luogo di malaffare, di popolazione restia nel rispetto delle regole, un paradiso trasformato in inferno dai diavoli che lo abitano.

 

C’e un libro che illumina tali tematiche in modo molto efficace: “La parte cattiva dell’Italia. Sud, media e immaginario collettivo”, scritto da due docenti della nostra Università del Salento, Stefano Cristante e Valentina Cremonesini.

Perché tutto questo? Perché, come notano i due professori, in trentacinque anni di tg nazionali sul primo canale Rai, del 100% di notizie passate in onda nel tg da sempre più seguito a livello nazionale, solo il 9% del tempo è stato dedicato al Sud e di questo 9% oltre il 90% per parlare soltanto di notizie di cronaca nera?

Come diceva un politico molto famoso, che mai nessuno si è azzardato a catalogare tra i complottisti, “a pensar male si fa peccato però ci si azzecca”.

Qui entriamo in un terreno molto scivoloso, ma non abbiamo alternativa: rappresentare i meridionali in questo modo produce molti vantaggi per una parte del Paese che si è arricchita e consolida i suoi privilegi ai danni del Sud.

Da un lato si giustifica ogni porcheria giuridica messa in piedi trasversalmente dal governo nazionale di turno per privare il Sud degli investimenti pubblici dovuti, Costituzione alla mano, ma spesi in più al Nord.

Dall’altro va a colpire milioni di meridionali (e di riflesso, ma con risultati specularmente opposti, anche milioni di settentrionali che sono stati manovrati intellettualmente e convinti che i meridionali sono proprio come vengono rappresentati) nelle profondità dell’inconscio facendogli credere che, se al Sud le cose sono come sono, se va tutto male, la colpa è esclusivamente degli stessi meridionali (che in modo molto sbrigativo accettano questa soluzione come una specie di castigo divino e non vanno a cercare le vere cause del loro disagio).

È una tecnica ben collaudata, una perfetta macchina da guerra che è stato possibile realizzare grazie al fondamentale contributo di tantissimi meridionali traditori della propria gente, autentici ‘collaborazionisti’ con questo blocco di soggetti che sinteticamente vengono catalogati in quello che ormai molti altri commentatori considerano il ‘Partito Unico del Nord’.

Corruzione e malaffare solo una caratteristica dei meridionali? In realtà le cose stanno diversamente, e ce lo dicono i vari report di Corte dei Conti e Guardia di Finanza: corrotti e corruttori stanno ovunque. Anzi, i maggiori danni all’Erario e alle casse pubbliche i termini di evasione, corruzione e spreco di risorse pubbliche provengono proprio dal Nord.

La favola dei soldi, “ancora tanti soldi” di cui il Sud sarebbe destinatario, non trova fondamento se non attraverso i pregiudizi di chi ciclicamente la formula.
Ormai è stata smontata da tanti studi e da commentatori ed economisti di rilievo.

Se gli scritti di Pino Aprile non vanno bene, allora si potrebbero leggere i numerosi report di Istat, Banca d’Italia, Censis, articoli e libri di economisti e docenti universitari come Gianfranco Viesti, Guglielmo Forges D’Avanzati, Luigi Zingales, Vito Tanzi (pugliese, economista, dirigente del Fondo monetario internazionale che ha scritto il libro ‘Italica’), Vittorio Daniele e Paolo Malanima, Roberto Napoletano (“al Sud vengono SOTTRATTI almeno 60 miliardi di euro l’anno”), Marco Esposito (col libro ‘Zero al Sud’), Svimez e, soprattutto, l’ultimo rapporto EURISPES 2020 che ha dedicato un capitolo al Sud.

 

Storici, economisti, analisti, sia italiani che stranieri, autorevoli agenzie e Istituti di ricerca nazionali e internazionali convergono nella stessa direzione che smentisce i soliti luoghi comuni e pregiudizi a danno dei meridionali.

Ma, malgrado questi autorevoli analisti e commentatori, malgrado siano cambiate le tecniche di comunicazione tra i cittadini (non più soltanto quella verticale, dal potere al popolo e che purtroppo incide ancora molto nell’orientamento dell’opinione pubblica, ma anche orizzontale, quella delle reti social tra cittadini) che oggi sono pronti a smontare questi luoghi comuni, i soggetti come Annunziata continuano imperterriti a proporre lo stesso schema con gli stessi luoghi comuni.

 

Segnalo due importanti studi prodotti da due prestigiosi istituti/associazioni: il già citato EURISPES e l’Associazione Amici di Marco Biagi, che non possono assolutamente essere catalogati come Neoborbonici, tanto per intenderci.

Nell’ultimo rapporto EURISPES è stato calcolato che il Sud Italia ha subito, dal 2000 al 2017, una sottrazione di risorse pubbliche di almeno 840 MILIARDI di euro che sono stati invece investiti al Nord, altro che chiacchiere e fake news.

Mentre in uno studio prodotto nel 2018, l’Associazione Amici di Marco Biagi ha testualmente scritto che “la riforma del V della Costituzione ha contribuito drammaticamente ad estendere il divario Nord Sud, fino a un livello che ormai, come detto, non ha alcun equivalente all’interno dei paesi OCSE”.

 

Vorrei approfondire i vari temi toccati in queste poche righe, ma è impossibile, in questa sede di articolo giornalistico, richiestomi da leccecronaca.it che ringrazio per l’invito.

 

Mi sia concesso solo un ultimo pensiero rivolto soprattutto a milioni di meridionali senza alcuna distinzione di censo o attività, perché la questione trattata riguarda tutti indistintamente.

L’attuale situazione di degrado e desertificazione in atto sociale ed economica che riguarda il Sud Italia non è affatto dovuta ad un castigo divino. Essa è il risultato di determinate politiche economiche trasversali messe in atto attraverso i vari periodi di vita di questa specie di Nazione ed approvate grazie all’appoggio determinante di tanti politici, lobbisti ed opinionisti locali, come dicevamo veri collaborazionisti, che hanno da sempre ricevuto favori e potere per essere sempre più forti nella loro azione di ricatto delle popolazioni locali e di supporto a queste politiche nazionali.______

Crocifisso Aloisi è il referente regionale per la Puglia del Movimento  24 Agosto Equità Territoriale. Grazie per aver accettato l’invito di leccecronaca.it

 

Category: Cronaca, Cultura, Politica

Comments (1)

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  1. Elena Vada - tramite mail ha detto:

    Leggo e rileggo, da due giorni, l’intervento di Crocifisso Aloisi.
    Condivido ogni parola ed ogni riga dello scritto così chiaro, lucido e preciso.

    Spero di leggerla ancora, dott.Aloisi, su questo quotidiano.
    Grazie.

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