NEL RICORDO DEL MITICO ‘RIVOLTOSO SCONOSCIUTO’ LA PROTESTA POPOLARE DAGLI USA STA ARRIVANDO FINO IN CINA. NUOVA REPRESSIONE DEL REGIME COMUNISTA A HONG KONG. IL LUNGO FILO ROSSO CHE LE UNISCE

| 4 giugno 2020 | 1 Comment

(g.p.)_____E’ una delle foto più famose al mondo, e ormai dalla cronaca di quel 5 giugno dell’ anno fatidico in tutto il pianeta 1989, è passata alla Storia.

Il fotografo Jeff Widener dell’ Associated Press immortala dall’alto di un vicino hotel “Il Rivoltoso Sconosciuto”, diventato emblema di Pace, Libertà, lotta non violenta ai poteri dittatoriali politici, economici e finanziari.

Quel giorno a Pechino, nella  grande arteria di Chang’an, vicinissima a piazza Tienanmen, dopo che il governo cinese aveva incominciato a reprimere brutalmente la protesta popolare, egli si mise in mezzo alla strada davanti ai carri armati. Teneva una busta in una mano e la giacca nell’altra.

Fu risparmiato, il carrista solidarizzò con lui. Ma non si sa che fine abbiano fatto. Certo è che la protesta venne repressa con inaudita violenza dal regime.

Oggi è tornata di attualità, la Storia si ripete, perché a Hong Kong nel giorno dell’anniversario del massacro di Tienanmen, la polizia ha arrestato decine di persone e disperso con la forza  a più riprese negli ultimi giorni le cerimonie organizzate in memoria, cui, nonostante i divieti, hanno partecipato migliaia di persone.

Cerimonie che si saldano alle proteste contro la repressione che il regime sta attuando nell’ex colonia britannica.

“Uno Stato assassino puzza per sempre. Quello che abbiamo fatto oggi è stato ricordare al mondo che non dovremmo mai perdonare il Partito comunista cinese per aver ucciso il suo stesso popolo 31 anni fa”, la sintesi diffusa fra i manifestanti.

Ma c’è dell’altro. Anche in Cina soprattutto fra i giovani c’è un diffuso malcontento sociale, emarginazione e insoddisfazione per un modello neo capitalistico, che, al di là del nome, il regime comunista del partito unico ha selvaggiamente attuato negli ultimi decenni, soprattutto con effetti disastrosi per l’ambiente dell’intera pianeta Terra.

 

Donald Trump, lo conosciamo.

Conosciamo meno il presidente cinese Xi Jinping.E vorremmo tanto conoscerlo meglio, soprattutto a proposito della recente pandemia di Coronavirus.

Ma da quel po’ che sappiamo, certo che fra i due è una bella gara…

Il brutto è che pochi giorni fa la Cina ha protestato ufficialmente con le autorità americane per la repressione delle manifestazioni di piazza che stanno dilagando negli Usa e la scarsa attenzione ai diritti democratici, va beh, il bue che dice cornuto all’asino, insomma, secondo il popolare proverbio italiano.

Oggi, sempre ufficialmente, ha accusato l’America di fomentare i disordini in Cina, non si capisce a che titolo.

In realtà mi pare che un sottile, ma fortissimo filo rosso si stia dipanando dagli Usa alla Cina, passando per il Medio Oriente, nei principali Stati, da dove le notizie delle proteste, che pure si susseguono e nemmeno arrivano qui da noi, e fino a – notizie di oggi – Brasile e Colombia in Sud America: lega strettamente, sia pur idealmente, tutti questi fatti che stanno già dando una nuova connotazione alla nostra identità di contemporanei.______

LA RICERCA nel nostro ultimo articolo sulle proteste negli Usa del 1. giugno scorso, ma poi aggiornato nei commenti della redazione con le notizie fino a questa notte

IL MALE AMERICANO / LA SESTA NOTTE DI VIOLENZA

 

 

Category: Cronaca, Politica

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