INTERVISTA ESCLUSIVA DI leccecronaca.it A LUCA TORACCA, FONDATORE DEL TEATRO DELL’ELFO DI MILANO, IN PUGLIA PER PREPARARE “LUSTRINI” INSIEME A IVAN RAGANATO

| 29 agosto 2020 | 0 Comments

(Rdl)_______ Succede che, dopo la chiusura forzata e le restrizioni agli spostamenti, due attori come Luca Toracca e Ivan Raganato decidano di portare a termine un progetto nato in una sera di mezza estate di una estate fa…

E succede che leccecronaca.it intercetti queste prove, giunte ormai alla fine e riesca ad avere una intervista esclusiva con Luca Toracca (nella foto).

Fondatore del Teatro dell’Elfo di Milano e interprete di quasi tutti i lavori teatrali della Compagnia, ha la suo attivo anche tante esperienze esterne al gruppo, in particolare con Mario Missiroli per I giganti della montagna di Pirandello e con Enrico Maria Salerno.

Diretto da Elio Capitani, racconta attraverso una seria infinita di commedie, monologhi, spettacoli la sua idea di approccio alla vita da una finestra densa di sensibilità e privilegiate angolature e interessanti spigolature.

 

D.) – Si trova da alcuni giorni in Puglia per le prove di “Lustrini” con Ivan Raganato. Ci può raccontare di questo lavoro e, soprattutto, spiegare perché lo ha fortemente voluto?

R.) – Sono molto affezionato a questo testo, mi era stato proposto all’incirca dodici anni fa dal un mio regista storico Ferdinando Bruni, del teatro dell’Elfo. Venne  purtroppo a mancare il mio compagno di scena, quindi il progetto momentaneamente naufragò. Ma il forte legame a questo mio compagno e la consapevolezza del valore del testo mi hanno sempre spinto a trovare il modo di realizzarlo. Il testo, appunto, è di una attualità straordinaria. Parla di immigrati, parla di Chiesa, male devo dire, parla di integrazione. Elementi questi che mi hanno sempre fatto amare questo progetto.

La fortuna ha voluto che incontrassi Ivan Raganato, con il quale devo dire ho una conoscenza ormai trentennale, ma occasionalmente durante una chiacchierata, l’estate scorsa, ho pensato che sarebbe stato un perfetto Cavagna, ovvero l’altro personaggio dello spettacolo oltre a Lustrini.

 

D.) – E allora?

R.) – E’ così che ho fatto la proposta a Ivan, che l’ha subito accolto. Certo, i tempi non ci hanno consentito di realizzare nell’immediato il nostro progetto, ma appena è stato possibile lo abbiamo ripreso e fatto nostro. Ecco, dopo un primo spavento iniziale dovuto soprattutto ad una oggettiva difficoltà di linguaggio, Ivan ha trovato il suo personaggio e abbiano cominciato a lavorare adagio ma con metodo, approfondendo anche la nostra conoscenza umana e professionale. Ed ora siamo pronti. Con fatica ma con grande entusiasmo, e, soprattutto col grande impegno profuso da entrambi.

Abbiamo sviscerato grazie a questo testo le crudezze del nostro carattere, Ivan in particolare ha dovuto fare i conti con un linguaggio particolare, difficile, ostico da urlare e fare proprio. Il testo è di Antonio Tarantino, nato a Bolzano ma  vissuto a Torino, borderline prima come pittore e poi come scrittore. Ce lo ha fatto conoscere Franco Quadri che ha pubblicato i suoi scritti. Quattro lavori il cui sottotesto è ”Atti profani”, che sono stati tutti premiati. Storico la Stabat Mater con Piera degli Esposti e il Vespro per la beata Vergine Maria. Speriamo anche noi di ricevere qualche premio con questo lavoro di Tarantino.

 

D.) – Ricordiamo che l’autore è mancato di recente proprio mentre voi progettavate di portare in scena Lustrini…

R.) – Esatto, pochi mesi fa, proprio il Covid ha portato via questo autore, ad aprile scorso. E questa è stata per noi una ulteriore spinta motivazionale con l’intento e il desiderio di rendere onore ad Antonio Tarantino.

 

D.) – A proposito di Covid, qual è la Sua personale percezione di questo tempo nuovo e inatteso per chiunque, ma soprattutto, il Suo pensiero contestualizzato nell’ambiente del teatro e delle arti in genere.

R.) – Avrei dovuto debuttare a Milano il 25 febbraio, il 23 è arrivata l’ordinanza. Una ordinanza che si è abbattuta come una mannaia su ognuno di noi e in particolare su chi fa il mio lavoro che certo non poteva scegliere di fare il lavoro agile da casa. Personalmente ho “usato” quel tempo per leggere, studiare, approfondire: in modo produttivo dunque. L’ho fatto per sostenermi.

Credo convintamente che questo tempo però non ci abbia reso migliori, tutt’altro! Io e mia moglie, alla quale devo tutto, viviamo in palazzo nel quale siamo i più “grandi”, a Milano in tre mesi di pandemia potevi solo contare su te stesso, nessuno si sarebbe mai sognato di bussare alla tua porta per sapere come stavi.

Io però in questo periodo annovero una grande vittoria. Ho uno spettacolo “Aspettando il telegramma” che narra di una vecchina che vive in una casa di riposo. Ecco, Violet poteva tranquillamente essere una di quelle vittime portata via dai carri militari.  Questo spettacolo per mia volontà è divenuto un manifesto: sarà in scena per 20 giorni a Milano ed io sono particolarmente orgogliosi di questo: l’ho voluto con tutte le mie forze.

Ecco dunque la mia percezione anti-covid e la mia ricetta per il teatro: fare, fare, fare!

Approfitto di questa intervista per ringraziare pubblicamente Ivan Raganato che con grande impegno e passione mi ha aiutato a realizzare questo mio progetto.

 

D.) – E noi di leccecronaca.it ringraziamo Lei per questa intervista esclusiva, e anticipiamo ai nostri lettori che avremo l’onore di assistere alla prova generale di Lustrini in programma per il 31 agosto, della quale daremo un ampio resoconto sul giornale.

 

 

 

 

Category: Cultura

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