DALLE BRIGATE NERE ALLE ALLEGRE BRIGATE DI AMICI MIEI

| 27 ottobre 2020 | 0 Comments

gm_______In tutte le televisioni italiane in questi giorni ci sono servizi su Ugo Tognazzi, interviste ai quattro figli, ai colleghi che lo hanno conosciuto, hanno mandato in onda centinaia di spezzoni dei suoi film, di lui hanno detto che era un grande attore, regista, e “mostro” della Commedia all’italiana.

Ora seguendo le trasmissioni mi ha sorpreso come si parlasse sempre dell’infanzia dei suoi figli, della giovinezza dei suoi  figli e si glissava sulla giovinezza dell’indiscusso protagonista.

Nato a Cremona il 23 marzo del 1922, con all’attivo 148 film di successo, tra cui Amici miei, Il vizietto, La stanza del vescovo, La tragedia di un uomo ridicolo, I mostri, o film in cui veste i panni più impegnati come, In nome del popolo italiano, o comico-drammatico come ne il Federale… un fascista che vede crollare intorno se il mondo in cui aveva fermamente creduto. Ma, Tognazzi quella “divisa nera” l’aveva indossata sul serio. Ed ecco svelato l’arcano ecco perché si sorvolava sui suoi primi trent’anni di vita.

Anzi è proprio nel periodo in cui viene chiamato alle armi  durante la Seconda Guerra Mondiale, che improvvisa spettacoli di varietà per i suoi commilitoni. Dopo la caduta del Fascismo nel 1943, e l’arresto di Mussolini,  l’8 settembre aderisce alle Brigate Nere. Il suo esordio ufficiale sarà nel 1950, nel film I cadetti di Guascogna, al fianco di Walter Chiari – altro grande della commedia italiana con il quale Tognazzi aveva già collaborato, durante il periodo di arruolamento di quest’ultimo nella Decima Mas, con trasmissioni radiofoniche destinata alle truppe della Repubblica Sociale Italiana. Walter Chiari sarà quello che pagherà un caro prezzo per non aver mai rinnegato il suo passato giovanile di fascista.

Il successo televisivo  arriverà più tardi, quando si unirà nel varietà Un due tre con l’altro “camerata ” della televisione italiana: Raimondo Vianello. Bersagliere volontario della Rsi, Vianello dichiarò durante un’intervista: “I giovani che sono andati a Salò dovrebbero essere più rispettati se non altro per i loro ideali ispiratori. Chi è andato su sapeva di finire male. Non va abiurato”.

Tutto il resto, le diverse farse televisive e cinematografiche, la commedia all’italiana, le collaborazioni con Alberto Bevilacqua, Bernardo Bertolucci, vincendo  Palma d’Oro al Festival di Cannes come miglior attore protagonista. I suoi indimenticabili  i personaggi de La marcia su Roma e del sopracitato Il Federale.

Così come indimenticabile è il personaggio da lui interpretato, il Conte Mascetti e le sue supercazzole nel film Amici Miei o l’onorevole Giuseppe Tritoni e della sua anti-storica uguaglianza de Vogliamo i colonnelli.  Tutte queste notizie potrete seguirle in dettagliate interviste giornalistiche o televisive, quelle che invece non troverete ve le abbiamo fornite noi. Ora capite anche perché qualcuno dei figli, che lavorano tutti nel mondo del cinema, oramai in mano alla sinistra,  gioca fare il radical chic.

Category: Costume e società, Cultura

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