E COSI’ ADESSO IL LECCE SI GODE IL SUO NUOVO BOMBER: BREVE FOCUS SULL’ “HISPANICO” MASSIMO CODA

| 22 novembre 2020 | 0 Comments

di Mattia Ala______

Massimo Coda (nella foto con la casacca della sua ex squadra, il Benevento) ha ormai messo il piede sull’acceleratore, e il Lecce si gode il suo nuovo bomber.

L’ Hispanico, classe 1988, così come lo chiamavano i tifosi del Benevento per il suo carattere combattivo in campo, di un gladiatore praticamente, ricordando l’omonimo celeberrimo capolavoro della cinematografia mondiale di Russell Crowe,  è giunto nel Salento lo scorso agosto a parametro zero.

Nei progetti iniziali sarebbe dovuto essere il perno offensivo del 4-3-3 dei salentini, i quali però nelle prime partite, con questo schieramento e per altre difficoltà contingenti, non riescono a mettere a frutto l’enorme mole di gioco prodotta e ad incidere come vorrebbero. Anche l’inizio di Massimo non è proprio dei migliori.

Mister Eugenio Corini capisce così che la sua creatura necessita di un ritocco, e così, a partire dalla gara contro la Cremonese, propone il 4-3-1-2, decisamente più nelle corde di questi ragazzi.

La crescita progressiva  del Lecce da quel momento  è evidente, manovra più equilibrata, fluida e cinica,  complice anche i recuperi dei senatori che fino a poche settimane prima sembravano essere mentalmente fuori dal progetto Lecce, Mancosu e Tachtsidis su tutti,  e coincide anche con quella del bomber campano, il quale, con un altro attaccante in campo, e con ottimo assist-man dietro come Mancosu, da quel momento, comincia a macinare gol su gol, fino ad infrangere  il record personale di sette marcature messe a segno in cinque partite consecutive.

In particolare, come dicevamo prima,  è evidente la grande intesa che si respira  in campo tra Coda e Mancosu, ben quattro fino ad ora  gli assist di pregevole fattura forniti dal capitano all’ariete, tant’è vero che quest’ultimo, nell’intervista post partita di ieri, ha dichiarato simpaticamente di volergli fare un regalo.

Non solo,  andando a segno per quattro gare consecutive, ha  già eguagliato il record  di  Lapadula e Corvia, rispettivamente della scorsa stagione e di quella 2009-2010. Ora, qualora dovesse timbrare il cartellino venerdì prossimo in casa del Chievo, raggiungerebbe un certo Ernesto Chevanton, andato a segno per sei volte consecutive nelle prime gare del campionato cadetto 2002-2003.

Un bilancio niente male, ma del resto il direttore  Pantaleo Corvino lo aveva dichiarato: “Si può sbagliare la moglie, ma non l’attaccante ed il portiere di una squadra”. 

Raccontiamo ora anche qualche piccola chicca extra calcistica sul ragazzo.

Da quando aveva 17 anni è legato sentimentalmente a Gilda, anche lei nativa di Cava de’ Tirreni come lui, e ha un figlio di nome Saverio.

Sempre nel post gara di ieri, ha dichiarato simpaticamente di portare il pallone della gara (come è costume per colui che segna una tripletta) al figlio in modo tale da trasmettergli  piano piano  la sua  grande passione per il calcio, magari nel suo stesso ruolo. E, qualora fosse così, avrebbe certamente un ottimo insegnante.______

LA RICERCA nel nostro articolo di ieri

LECCE A VALANGA SULLA REGGIANA: AL VIA DEL MARE FINISCE 7-1! TRIPLETTA DI CODA, ORA CAPOCANNONIERE

 

 

Category: Sport

Lascia un commento