LA VERSIONE AGGIORNATA DI ‘Nomi Cose Città’

| 29 Marzo 2021 | 0 Comments

di Raffaele Polo______

Ricordate quando, a scuola, c’era  il buco di un’ora? Perché mancava un professore, oppure un impegno improvviso allontanava il docente, fatto sta che avevamo un’ora da occupare, facendo quello che si voleva. I più solerti (anzi, le più solerti perché sono le ragazze, da sempre, le più studiose e assennate…) ne approfittavano per ripassare qualcosa o ‘anticiparsi i compiti’. Altri, invece…

 

Cosa c’entra col Covid?

Me lo chiedono con insistenza e con una punta di fastidio quelli che sono là in fondo, sempre a contestare, non gliene scappa nessuna, ma ce l’avete con me? No? Va bene, il Covid c’entra, state tranquilli. Purtroppo, c’entra sempre…

 

Allora, questa quarantena prolungata è proprio come quando c’era quell’ora che avevamo forzatamente a disposizione e non sapevamo cosa fare. Dovevamo organizzarci con quello che avevamo, ovvero ben poco. Ecco, perciò, che i giochi più in voga, i sempiterni passatempo che ogni studente conosce, venivano rispolverati. Dalla Battaglia navale e Tris, passando per i più complicati quadretti da riempire fino al re dei giochi ‘da ora di supplenza’, ovvero ‘nomi, cose, città…’

Sembra incredibile, ma non mi risulta che questo gioco abbia un nome. Si dice proprio così: nomi, cose, città e subito si capisce che bisogna avere una penna, un foglio di carta e basta. Si segnano sul foglio tante righe verticali quanti sono gli argomenti del gioco e una riga orizzontale per separare ogni manche del gioco. E si scrive, in ogni rettangolo, in alto, l’argomento, concludendo con un vistoso ‘Totale’.

Perché sto a spiegare un gioco che tutti conoscono? Va bene, ho terminato, state calmi, la finite di interrompermi? Andiamo avanti.

 

Il bello di questo gioco è che si possono cambiare od aggiungere argomenti di ricerca: con i miei nipotini, costretti in tempo di Covid ad inventarcene qualcuna per ravvivare il tema, abbiamo aggiunto ‘calciatori’ e ‘principesse’ per venire incontro ai desiderata di Giulio ed Emma.

Si è aggiunto mio figlio che ha proposto ‘Uomini politici’ e mia nuora ha optato per ‘ricette’. Io, travolto dall’entusiasmo, non ho potuto fare a meno di indicare ‘Scrittori’.

Avrei voluto, in un empito di innovazione, indicare ‘Imprecazioni’: ma la presenza dei bambini mi ha trattenuto. Certo sarebbe stato bello poter scrivere; Affancapu, Nù capisci n’acca, Ci cu te ‘nfochi, E nù la spicci?, Fatte na cascia e via di seguito, ce n’è sempre una,e sono tutte comiche ma…

Va bene, ho capito, lasciamo le indicazioni proposte, anche se la sezione ‘principesse’ mi lascia impreparato. E ‘Uomini politici’? È compromettente, fa venir fuori subito la nostra faziosità, se capita la ‘S’ cosa scriviamo Stalin, Salvini, Sella, Sgarbi, Staller Ilona?

Insomma, il Covid, anche questa volta, senza parere, è entrato nella nostra quotidianità, costringendoci a fare cose che, normalmente, non ci saremmo mai sognati di fare.

Vuoi vedere che c’è anche qualche microscopico aspetto positivo nel ‘restate a casa’ che ormai è un diktat che dura da tempo, troppo tempo?

Category: Costume e società, Cronaca

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