IL NUOVO ROBERTO CARIFI DI ‘Ablativo assoluto”, PUBBLICATO DALLA CASA EDITRICE SALENTINA AnimaMundi

| 12 aprile 2021 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo______

Il Salento sta crescendo culturalmente e si sta imponendo all’attenzione nazionale e anche internazionale grazie all’attività di alcune case editrici meritorie, capaci, in virtù di scelte coraggiose quanto oculate, di venir fuori dal Sud del Sud dei Santi e di proiettarsi in nuove importanti  dimensioni.

Giusto due giorni fa ho scritto con piacere di iQdB, i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno, che negli ultimi anni ha fatto rapidamente un notevole salto di qualità ed è ormai diventata una realtà consolidata.

Con altrettanto piacere, quasi in concomitanza, per una coincidenza significativa dettata dall’attualità, scrivo oggi di AnimaMundi Edizioni.

Dicono di sé: “AnimaMundi nasce nel 2002 come casa editrice ed etichetta discografica, a cui si affianca una piccola e tenace libreria affacciata sul mare Adriatico nel cuore di Otranto. Sin dagli esordi dimostra una forte vocazione verso la dimensione del sacro, e della cura intesa non tanto in senso strettamente medico, ma piuttosto poetico.

Cerca di dare voce all’anima del mondo attraverso la voce dei poeti”.

Bellissimo.

L’attualità sta in questo fatto.

Questa casa editrice di Otranto inaugura una nuova collana di poesia, ‘Cantus Firmus’, a cura di Franca Mancinelli e di Rossana Abis.

Lo fa col botto.

La prima uscita, annunciata con legittimo orgoglio,  è infatti “Ablativo assoluto” (a cura di Domenico Pelini, postfazione di Benedetta Silj, 120 pagg. 13 euro), il nuovo libro di poesie di Roberto Carifi (nella foto, frame dal video di Filippo Basetti), 73 anni, di Pistoia, poeta appunto nonché filosofo, critico letterario, traduttore, e una delle voci più autorevoli, affermate ed originali del panorama della letteratura contemporanea.

 

A distanza di quattro anni dalla sua ultima raccolta, di quelle via via pubblicate – così, per dire, con Guanda, Crocetti, Mondadori – un lungo silenzio, interrotto solo dall’antologia di testi già editi “Amorosa sempre” pubblicata da La Nave di Teseo due anni fa, abbiamo dunque un nuovo Carifi.

Il nuovo Carifi, farei meglio a dire, capace di reinventarsi e di attualizzare il miracolo della Bellezza e della Poesia, una delle ultime cose rimaste capaci di prendere la mente e di far fremere il cuore.

Un poeta, Roberto Carifi, al di là dell’indiscutibile pregio letterario, particolarmente amato da tutti coloro i quali ne hanno seguito le tracce lasciate in questi ultimi decenni, fin dai tempi del nuovo ‘ermetismo fiorentino’, di Piero Bigongiari; del ‘mitomodernismo ‘di Giuseppe Jusuf Conte,; della dimensione intimista dall’esito preziosissimo della memorabile raccolta “Amore d’autunno” del 1998; dell’ “incidente”, come egli definisce l’ictus che lo colpì nel 2004; e il conseguente percorso di ricerca del significato del dolore, e del senso dell’esistenza, mediati attraverso la filosofia di Heidegger  e di quella buddista.

Insomma, non vorrei insistere, di una siffatta personalità, giovava ricordarlo, stiamo parlando.

 

L’ablativo assoluto, come sanno i cultori, volenti e più spesso da studenti nolenti della classicità, è una figura grammaticale della lingua latina, che indica una struttura quasi a sé, sciolta da legami, almeno morfologici, con il resto della frase in cui è posta, eppure ad essa logicamente legata.

Simbolicamente, in quest’ultimissimo Carifi di attualità, una cesura, quindi, marcata del passato, che però si proietta con i suoi significati nel presente, nella prosaica realtà dell’esistenza quotidiana.

Ora però, la poesia non va spiegata, penso io: la poesia si sente, quando si sente, se c’è, e basta, magari la si ascolta, interpretata, declamata, oppure anche solo semplicemente ribaltata nel proprio animo, in cui ognuno coglie i propri segni e i propri suoni.

Non voglio levare a nessuno dei futuri lettori di questa raccolta il piacere dell’ascolto nella dimensione del loro intimo profondo.

Per il resto, c’è, in coda ai testi poetici, per le interpretazioni e rimandi, anche multidisciplinari, l’esauriente quanto acuta postfazione di Benedetta Silj, la quale racconta anche di un suo recente incontro di persona con il poeta, sempre costretto su di una sedia a rotelle.

Io, posso dirvi solo la mia impressione.

Il  nuovo Roberto Carifi di “Ablativo assoluto” è un uomo ormai anziano e sofferente che rovista sempre più a fatica e con sempre maggiore strazio

nel gelo, in preghiera abissale
nel letamaio d’angoscia

in cui affondano i suoi giorni.

I dialoghi silenti con gli animali, le proiezioni delle cose, i tarli della mente, la figura materna che ritorna, ritorna sempre e ogni volta con un nuovo motivo di dolorosa riflessione – che poi è quanto viene poeticamente raccontato in questa raccolta – sono altrettanti momenti di ulteriori motivi di altissima, autentica poesia.

Mi permetto di sottolineare: una riflessione che dal ‘privato’, diventa ‘pubblica’, dal ‘personale’ diventa ‘politico’, come sempre accade per la grande letteratura, e coinvolge, spingendo chi legge ad una propria autonoma elaborazione, esercizio forse doloroso, ma che magari può essere salvifico.

Può la Poesia essere una consolazione?

Forse, ma certo non lo è qui.

Qui c’è solo uno straziante accanimento nel cercare risposte che non ci sono, un profondissimo ripiego di ricerca, di un senso a tutto quanto, impossibile da trovare.

Ma proprio in tutto ciò sta la grandezza memorabile di questi versi.

 

https://www.animamundiedizioni.com/prodotto/ablativo-assoluto-2/

 

 

 

 

 

 

Category: Cultura, Libri

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