RIVIVONO L’UOMO E L’OPERA NEL CORPOSO SAGGIO SCRITTO DA DONATO DI POCE E PUBBLICATO DA I QUADERNI DEL BARDO EDIZIONI. PIER PAOLO PASOLINI, ‘ossimoro vivente’ PER SEMPRE, NON SMETTE MAI DI STUPIRE

| 18 settembre 2021 | 0 Comments

di Raffaele Polo______

Con un articolato saggio di oltre 170 pagine, Donato di Poce (nella foto sotto) ci offre uno studio particolareggiato e intrigante su Pier Paolo Pasolini (nella foto di copertina in una posa emblematica), anticipando, sin dal titolo, quale sia l’obiettivo che intende raggiungere: ‘P.P. Pasolini: l’ossimoro vivente’ (I Quaderni del Bardo, 176 pagine, 15,60 euro, con disegni di Max Marra), aggiungendo anche, nella prefazione, l’appellativo di ‘corsaro del nostro tempo’.

Questo testo, ricchissimo di citazioni e partecipe di una vera e propria antologia sui testi pasoliniani, mostra tutto il valore che le ricerche e l’amore per il Poeta hanno suscitato nell’autore che spiega, con commozione, come il ‘mito’ di Pasolini sia, da sempre, ben radicato nel proprio animo e meriti una divulgazione scevra da facili critiche qualunquiste, ma legata a ciò di cui Pasolini si è occupato in vita.

Cioè, un po’ di tutto: particolarmente interessante, a questo proposito, il saggio su ‘Pasolini critico d’arte e pittore ‘mancato’, dove non mancano azzeccati confronti con Caravaggio e Leopardi.

La ricerca spazia inoltre sulla Narrativa, sul Cinema, sulla Poesia su Officina (che merita un capitolo a parte).

Il procedere di Di Poce è decisamente finalizzato a creare un saggio esaustivo su Pasolini, rimarcando la sua duttilità e il suo genio che i contemporanei e gran parte dei posteri, hanno trascurato o misconosciuto. E crediamo che questa meticolosa ricerca (corroborata da lunga e precisa bibliografia e rimandi a citazioni e saggi sulle varie questioni ‘pasoliniane’) sia decisamente un corollario positivo e più che necessario per avere un panorama quanto più preciso e sentito su tutta la produzione del Poeta che, ce ne accorgiamo proprio procedendo nella lettura del testo di Di Poce, conosciamo ancora molto superficialmente.

Abbiamo scritto ‘la lettura del testo’ e non ‘lo studio del testo’ perché uno dei pregi più evidenti di questo scritto è proprio quello di essere leggibile e comprensibile, non indugiando più di tanto in quella terminologia accademica così comune nei ‘saggi’ e che lo stesso Pasolini evitava accuratamente…

Di Poce non manca, naturalmente, di sintetizzare il suo punto di vista su Pasolini, quando scrive:  “Pasolini è stato a mio avviso un ossimoro vivente e la sua più grande lezione è forse proprio questa… cercare la verità e la vita negli opposti,  contemplare tutti i mondi, accogliere e accettare gli opposti,  infatti adorava Ungaretti e Sandro Penna ma apprezzava anche un certo Montale, scriveva poesie ma faceva anche film, adorava viaggiare ma anche starsene per giorni in un mutismo creativo, era marxista ma inseguiva la religione”

E ricordiamo, en passant, l’incredibile e coraggiosa lezione di critica che ci regala nella sua famosa ‘Pasolini recensisce Pasolini’.

Di Poce, insomma, realizza e concretizza un forte e motivato omaggio a quello che molti considerano ‘il più importante poeta del Novecento’.

Un poeta, un uomo sul quale le polemiche e i contrastanti giudizi non si spegneranno mai.

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Category: Cultura, Libri

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