NOVITA’ EDITORIALI / IN “Passaggi di proprietà”, SALVATORE ENRICO ANSELMI RACCONTA LE STORIE DI UN QUADRO

| 30 Dicembre 2021 | 0 Comments

di Raffaele Polo______

Un quadro del Cinquecento racconta la sua storia…

Con  “Passaggi di proprietà” (Linea Edizioni, pagg. 256, 15 euro), l’autore  Salvatore Enrico Anselmi ci narra, semplicemente, la storia di un dipinto, un quadro che rappresenta una Natività. L’opera è stata realizzata nel Cinquecento da un bravo artista ma non è questo che interessa: piuttosto è la storia del quadro, che parla in prima persona, e che si dipana fino ai tempi nostri, ad essere il filo portante dello scritto. Anselmi, con una intuizione apprezzabile e molto ben gestita, comincia subito a far narrare al dipinto le sue vicissitudini, con un Incipit singolare ed affascinante, che ci immerge subito nella narrazione:

Ho vissuto come un essere umano.

Ho avuto una nascita, un’esistenza e una morte. Qualcuno mi ha creato e qualcosa ha deciso per me. Accade così anche per l’uomo.

Un evento ineludibile, a un certo tratto del suo cammino, che l’uomo stesso non può stabilire se non dandosi la morte, decide affinché il percorso si interrompa.

Ho avuto una lunga storia, una lunga vita delle quali vado fiero, perché ogni luogo che mi ha ospitato, ogni persona che ho incontrato, ha osservato la mia pelle, i miei tratti, e ne è rimasto segnato, come di fronte a una rivelazione ha intrattenuto con me un rapporto che non lo ha restituito alla sua più comune giornata nella stessa condizione antecedente all’incontro.

 

Dalla lettura sistematica e sequenziale dei capitoli è possibile ricondurre a unità l’articolata e appassionante vicenda costituita da un prologo, da uno svolgimento e da un epilogo secondo eventi caratterizzati da corrispondenze, rivolgimenti e colpi di scena inattesi.

 

Il contesto storico di riferimento costituisce lo scorcio, il profilo sociale sul quale si staglia l’azione di ogni capitolo. Al servizio dell’impostazione diacronica è stata scelta un’opzione stilistica di adeguamento della lingua e della forma al periodo nel quale si consuma l’azione interna alle diverse sezioni narrative, comunque nella coerenza complessiva che rimanda a un’iconografia scelta e tenuta costante. È stata compiuta pertanto una consapevole operazione meta-linguistica e meta-letteraria che costituisce uno dei collanti del testo.

Per ogni capitolo l’epilogo è repentino e rapido, e in questo senso, l’intento è stato quello di contemperare la tradizione novellistica con il ricorso all’atto conclusivo e fulmineo che caratterizza certa prosa del Novecento in Europa e in America. Il clima che qualifica Passaggi di proprietà, coniuga prospettive variate, atmosfere liriche e introspettive col cinismo ironico, partecipato e asettico, dell’io narrante.

Il raggiungimento ultimo potrebbe essere dunque quello, pur nell’originalità, di raccontare una storia che si compone di storie, un romanzo di romanzi caratterizzato da moventi, echi e memorie che sta al lettore scoprire e condividere.

Si muove a suo agio nei secoli di pittura, il bravo Anselmi: è la sua materia, del resto, sospesa tra storia e critica, ingentilita e irrobustita da un’ottima predisposizione per la narrativa.

Category: Cultura, Libri

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