LA RILEVAZIONE / GLI EFFETTI ECONOMICI DELLA PANDEMIA

| 2 Aprile 2022 | 0 Comments

(g.p.) ______

Si accentua il divario sociale e si allarga la forbice tra ricchi e poveri in provincia di Lecce. Ci sono più risparmi e più imprese, dopo due anni di pandemia, ma l’andamento ha favorito le classi più agiate.

La nuova rilevazione dell’Osservatorio Economico Aforisma, diretto da Davide Stasi, resa nota questa mattina, presenta un’ampia documentazione di cifre e dati a supporto di questa tesi in un vero e proprio, particolareggiato, rapporto economico.

In particolare, il direttore così lo sintetizza e lo spiega: «Il 2020 è stato altalenante, in quanto si sono alternati mesi di lockdown con periodi di rapida ripresa, mentre il 2021 è stato così positivo da poter compensare il calo del prodotto interno lordo (Pil) registrato nell’anno precedente. La diffusione del Covid-19 ha cambiato gli stili di vita, con ripercussioni sulla produzione e sui consumi, sull’economia e sulla finanza. Alcuni settori, infatti, sono stati colpiti più di altri, come il turismo e il commercio di vicinato, ma anche l’industria automobilistica o dei macchinari è stata penalizzata. Altri settori, invece, hanno registrato una sorprendente crescita, come ad esempio l’e-commerce, l’agroalimentare, la sanità e l’assistenza sociale».

 

In provincia di Lecce, le imprese attive sono aumentate di 1.817 unità: sono 65.760 (erano 63.943 il 29 febbraio 2020). La crescita è stata del 2,8 per cento. Ci sono anche 7.374 addetti in più: sono 186.502 (erano 179.128 il 31 dicembre 2019). L’incremento è stato del 4,1 per cento.

I risparmi custoditi negli sportelli bancari e postali sono saliti di 2,7 miliardi di euro: da 12,5 miliardi a 15,2. La crescita è stata del 21,3 per cento, perché il futuro è apparso sempre incerto e, per lungo tempo, c’è stato lo stop alle rate di pagamento dovute per le cartelle fiscali.

Gli investimenti finanziari sono aumentati di 193 milioni di euro: da tre miliardi 684 milioni di euro a tre miliardi 877 milioni. L’incremento è stato del 5,2 per cento.

I prestiti sono stati incoraggiati dai decreti che si sono susseguiti durante la pandemia. I finanziamenti sono aumentati di circa mezzo miliardo di euro: da 8,1 miliardi a 8,6 (vale a dire, +6,1 per cento). L’ammontare delle sofferenze bancarie, invece, risulta in calo, soprattutto grazie alle misure di sostegno alle imprese.

 

Ancora Stasi: «Sotto la lente di ingrandimento, oltre alla raccolta diretta che comprende i depositi bancari e postali, c’è anche la raccolta indiretta, rappresentata dalle attività di investimento e di distribuzione di titoli, fondi comuni, prodotti assicurativi, svolta dalle banche locali e nazionali per conto terzi. Tale raccolta si suddivide in raccolta amministrata (custodia ed amministrazione dei titoli) e in raccolta gestita (gestioni patrimoniali e fondi comuni). Complessivamente, la raccolta indiretta è aumentata di 193 milioni di euro, considerati in base al «fair value», cioè al valore equivalente al prezzo di mercato».

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LA RICERCA nel nostro articolo di ieri

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Category: Costume e società, Cronaca, Politica

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