…MA IL GOVERNO ITALIANO SE NE FREGA DELLE CONDANNE INTERNAZIONALI, IL MOSTRO CONTINUA AD AVVELENARE

| 5 Maggio 2022 | 2 Comments

(Rdl) ______  Questa mattina a Strasburgo la Cedu, la Corte europea dei diritti umani, ha emesso quattro nuove condanne contro lo Stato italiano, a causa delle emissioni dell’Ilva che attentano alla salute dei cittadini.

Queste nuove condanne – che si aggiungono a una nutrita schiera di decisioni analoghe, di altri organismi internazionali – riguardano i ricorsi presentati tra il 2016 e il 2019 da alcuni dipendenti me da duecento abitanti di Taranto e di alcuni comuni vicini.

A loro nome, la professoressa Lina Ambrogi Melle, presidente del comitato donne e futuro per Taranto libera, aveva sottolineato il grave e persistente inquinamento dell’aria, del suolo e delle acque da parte del complesso siderurgico  ex-Ilva.

 

Si tratta di un secondo ricorso contro lo Stato italiano  presentato dagli avvocati dello studio legale internazionale Saccucci di Roma, che già ci hanno rappresentato nel precedente ricorso conclusosi con la sentenza del 24 gennaio 2019, divenuta definitiva in data 24 giugno 2019, di  condanna dello Stato italiano per non aver protetto la salute della popolazione.

 

Con questo secondo ricorso sono stati portati a conoscenza della Corte tutti gli avvenimenti verificatisi successivamente alla precedente sentenza  di condanna e veniva chiesto di accertare anche la violazione  del diritto alla vita.

Volevano e hanno ottenuto i ricorrenti l’adozione di  una sentenza pilota da adottare al fine di porre termine alle violazioni entro un arco temporale definito.  ______

L’APPROFONDIMENTO nei nostro ultimi tre articoli dei mesi scorsi dedicati alla questione

 

TARANTO SOTTO ATTACCO CON ARMI CHIMICHE, IL MOSTRO CONTINUA AD AVVELENARE E UCCIDERE

IL MOSTRO CHE AVVELENA E UCCIDE TARANTO

 

IL MOSTRO AVVELENA E UCCIDE, ORA LO DICE PURE L’ONU IN UN RAPPORTO CHOC CHE ACCUSA IL GOVERNO ITALIANO DI CRIMINI CONTRO L’ UMANITA’. CHISSA’ SE A BEPPE GRILLO E A LUIGI DI MAIO FISCHIANO LE ORECCHIE…

Category: Cronaca, Politica

Comments (2)

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  1. Lina Ambrogi Melle - tramite mail ha detto:

    …Quindi in data odierna lo Stato italiano ha ricevuto altre 4 condanne.

    Continuerà a far finta di niente?

    Noi cittadini auspichiamo che si ponga fine al più presto all’agonia di una vecchia e anacronistica fabbrica a carbone, che crea tanti problemi sia ambientali che sociali , con impianti sotto sequestro penale da 10 anni “ perché causano malattie e morti.
    I cittadini di Taranto hanno diritto a respirare aria pulita e ad avere un futuro diverso previa una vera bonifica di tutto un territorio così selvaggiamente ed irresponsabilmente avvelenato.

  2. Davide Bellomo, Lega - tramite mail ha detto:

    “Le 4 condanne che la Corte europea dei diritti umani ha inflitto all’Italia sui rischi sanitari prodotti dall’ex Ilva a Taranto si combinano oggi con la protesta degli operai che chiedono garanzie sul piano industriale e sull’occupazione, denunciando la mancanza di sicurezza degli impianti.

    Una situazione deflagrante, che impone al governo e alla Giunta regionale di imprimere finalmente una svolta green. Si investano i soldi che lo Stato ha sequestrato ai Riva, che ammontano a più di un miliardo, per finanziare, con il sostegno concreto del ministero competente, il progetto e gli studi di fattibilità sugli altoforni a idrogeno, già avviati in Paesi europei come l’Austria.

    Mi auguro che si abbia il coraggio di anticipare il futuro, garantendo e ampliando gli attuali livelli occupazionali e facendo in modo che Taranto non sia più considerata, come da recente rapporto Onu, zona di sacrificio dei diritti umani. Lo dobbiamo ai cittadini tarantini, e non solo perché ce lo impongono le 4 condanne che arrivano da Strasburgo. Altrimenti, tra pochi anni, avremo una cattedrale nel deserto e una devastazione sociale del territorio per i licenziamenti che ne deriveranno.

    Troppo denaro pubblico è stato sprecato, troppe parole si sono perse nel fumo delle ciminiere, troppe soluzioni sbandierate hanno dimostrato tutta la loro inconsistenza e fragilità. Diamo oggi una vera speranza ai lavoratori, fondata sulla scienza, su dati concreti e non su un ambientalismo di facciata che nulla ha prodotto in questi anni”.

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