NOVITA’ NEL TRASPORTO PUBBLICO A LECCE CITTA’

| 6 giugno 2022 | 5 Comments

(g.p.)  ______ I ritardi accumulati nella Città di Lecce dimostrano  un’arretratezza evidente del trasporto pubblico locale.

C’è stato un cumulo di errori, inadempienze e incapacità che si sono susseguiti negli ultimi decenni, quindi tutti responsabili, in un modo o nell’altro, nessuno escluso.

Ancora oggi Lecce è una città in cui chi voglia usare il mezzo pubblico, toh, per andare nelle marine, viene sistematicamente scoraggiato dal farlo, dall’inconsistenza delle fermate, dalla mancanza di informazioni, dalla indisponibilità dei biglietti.

Lecce città di serie A, che crediamo – correggeteci se sbagliamo – sia l’unica città d’Italia capoluogo di provincia in cui non ci sono indicazioni alle fermate dei pullman, non ci sono orari, non ci sono tragitti, e non ci sono panchine e pensiline per l’attesa.

 

Ora questa mattina il Comune di Lecce ha annunciato – con decorrenza da domenica  12 giugno –

“il nuovo programma di esercizio del servizio di Trasporto Pubblico Urbano della città di Lecce. che ridisegna interamente i percorsi delle linee degli autobus cittadini, garantendo in maniera più efficiente il collegamento tra quartieri, frazioni e marine con il centro città rendendoli meno contorti e più lineari, riorganizza gli orari del servizio, potenzia i collegamenti con i nodi di interscambio e le aree parcheggio Foro Boario, Settelacquare e Stazione Ferroviaria”.

 

Al netto di reboanti annunci e buone intenzioni, bisognerà aspettare, per capire.

Al momento non si può giudicare, sulla carta, su una mappa virtuale, e non è possibile valutare che cosa cambierà, e che cosa significherà, dalla riduzione dei chilometri della rete percorsa, all’aumento del numero delle fermate.

Bisognerà vedere inoltre come saranno realizzate queste fermate, che assistenza daranno, che servizi garantiranno.

Ah, e per i biglietti quanto costeranno, ma prima ancora come saranno resi disponibili.

 

Insomma, va bene la solita conferenza stampa spettacolo (nella foto), ma aspettiamo i fatti.

Del resto lo stesso sindaco Carlo Salvemini, lo ha detto questa mattina, sa che si tratta  solo di una fase di transizione, anzi, uno step, ha detto egli che parla bene l’italiano.

Step by step capiremo se converrà finalmente, come pure tanti vorrebbero  fare, lasciare a casa l’auto, oppure no, e capiremo se chi l’auto non ce l’ha, potendo fisicamente reggerli, dovrà fare molti, tanti passi a piedi.

Category: Cronaca, Politica

Comments (5)

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  1. Adriana Poli Bortone, Fiamma Tricolore - tramite mail ha detto:

    Più che una rivoluzione sulla mobilità urbana, c’è un ritorno alle origini del progetto per cui fu portato a Lecce il filobus, tanto contestato.

    Il progetto originario prevedeva infatti un centro storico libero dalle macchine e servito da mini bus elettrici (che attualmente sono scomparsi) e il filobus che dovesse seguire il percorso delle quattro porte del capoluogo con delle radiali in tutte le periferie. Al termine di ogni radiale un parcheggio di scambio. Questo il progetto semplice, ideale del filobus che fu tanto contestato e sulla cui inutilità sono state fatte intere campagne elettorale.

    Oggi l’amministrazione sostiene il filobus perché naturalmente e finalmente si è resa conto che è un sistema di trasporto ecologico. Dove sono adesso tutti quei cittadini e soprattutto dov’è quella sinistra così infastidita dai fili del filobus? Dove sono tutti quelli che lo contestavano strenuamente? Ora il filobus va bene?

    Allora cerchiamo di riconoscere a chi ebbe una visione della mobilità a Lecce, una mobilità rispettosa della città, dell’ambiente, della qualità della vita che il filobus non fu un disastro per la città, ma fu una visione dell’epoca che anticipava quanto accade oggi, cioè a venti anni dalla realizzazione del contestato filobus.

    Certo se l’intento è quello di togliere o far diminuire il numero di macchine dal centro storico della città e di incentivare il trasporto pubblico, c’è qualcosa di sbagliato nel piano traffico, perché invece sono aumentati i parcheggi, è aumentata la mobilità con le macchine e quindi il traffico che in alcune zone della città a tratti è quasi paralizzato. E allora se veramente si vuole fare un’operazione seria si cerchi di rivedere il piano traffico della città modellandolo alle esigenze di una Lecce realmente moderna.

    Siamo contenti comunque che i fili non diano più fastidio a nessuno e che il filobus sia riconosciuto essenziale per garantire un traffico moderno. E infine non si continuino a propagandare i fantomatici 900 km che la regione dovrebbe riconoscere. Li abbiamo ascoltati nei comizi da campagna elettorale del sindaco e dopo 5 anni non c’è traccia dei 900 Km in più così come non c’è traccia della nuova società che viene rimandata da semestre a semestre.

  2. Ernesto Mola, Lista Civica con Salvemini - tramite mail ha detto:

    “Se fossi genitore di un alunno del Cesare Battisti sarei ben contento che autobus provenienti da tutti gli angoli della città fermino davanti alla scuola. Potrei accompagnare mio figlio con il bus invece che con l’automobile o potrei mandarlo da solo quando diventerà più grande”.

    È il commento di Ernesto Mola alle proteste di alcuni genitori degli alunni della Cesare Battisti.

    “Non mi meraviglio però delle proteste di alcuni genitori, perchè purtroppo la cultura dell’automobile è talmente radicata che non si pensa ai vantaggi dell’offerta di un trasporto pubblico efficiente. Certo, ogni cambiamento crea perplessità e incertezze ma basta organizzarsi per trovare alternative all’uso dell’automobile.

    Si pensi ai vantaggi: tante automobili davanti alla scuola inquinano sicuramente di più e sono certo più pericolose di tre autobus che spegneranno il motore se dovranno sostare a lungo.
    Poi ci sono coloro che si oppongono a prescindere a qualunque cambiamento verso una mobilità sostenibile, attaccati a una concezione arretrata che vede nell’automobile l’unico mezzo di trasporto da privilegiare, come in passato è stato fatto dalle amministrazioni di centrodestra di questa città”.

  3. Cgil - Uil - Ugl Lecce - tramite mail ha detto:

    “Una bella idea che però non tiene conto delle esigenze dei lavoratori”.

    Il sindacato bolla così il nuovo piano di mobilità urbana presentato lunedì scorso dall’amministrazione comunale e da Sgm, l’azienda municipalizzata che gestisce mezzi e personale addetto.

    Filt-Cgil, UilTrsporti e Ugl-Autoferro apprezzano il tentativo di incentivare l’uso del servizio di trasporto pubblico, ma dal punto di vista strettamente sindacale bocciano il piano:

    “L’entusiasmo che aleggia intorno al piano si scontra con il peggioramento delle condizioni di lavoro degli autisti e la riduzione, a conti fatti, del salario. Ci auguriamo di sbagliare, ma da domenica potrebbe crearsi un po’ di caos. Siamo delusi: i lavoratori dovrebbero essere centrali in un progetto di questo tipo, invece sono stati in realtà dimenticati”, dicono i segretari Fabrizio Giordano (Filt), Francesco Demarindis (Ultrasporti) e Dario Loporchio (Ugl-Autoferro). “Facciamo appello al sindaco ed alla giunta: intervengano per scongiurare conseguenze sui lavoratori e lo sciopero del 17 giugno”.

    Il piano

    Domenica entra in vigore il nuovo servizio di trasporto pubblico urbano. Nell’ambito del chilometraggio attualmente riconosciuto dalla Regione Puglia (1.560.000 chilometri), vengono ridisegnati i percorsi, potenziati i collegamenti con i nodi di interscambio, create nuove fermate e nuovi capolinea. Soprattutto, dal punto di vista delle organizzazioni sindacali, viene riorganizzato l’orario di servizio.

    “Apprezziamo lo sforzo dell’amministrazione, attraverso Sgm, di incentivare l’uso del trasporto pubblico locale. Il vecchio piano andava riaggiornato, ma ci aspettavamo più attenzione al personale. Il progetto appare quantomeno frettoloso, senza il coinvolgimento della Rappresentanza sindacale aziendale”, secondo sindacalisti.

    Il lavoro

    Le criticità sottolineate da Filt, Uiltrasporti e Ugl-Autoferro sono precise: “I lavoratori rischiano di diventare il parafulmine di un progetto presentato in pompa magna, ma che per ‘quadrare’ sacrifica diritti e salari dei lavoratori. Innanzitutto gli autisti di Sgm, quando mancano poche ore dall’entrata in vigore del nuovo piano di esercizio, non hanno ancora contezza dei percorsi da seguire”, spiegano Giordano, Demarindis e Loporchio “È facile prevedere un sicuro peggioramento delle condizioni di lavoro, che già si svolge su mezzi a volte non dotati di aria condizionata. Avrà sicuramente un peso l’incremento del turno di lavoro spezzato, che sempre complica la vita ai lavoratori. E poi proprio lo ‘spezzato’ costringerà molti dei circa 70 autisti Sgm a sostare per diverso tempo in aree non attrezzate con sala-sosta e servizi igienici. Infine Sgm, attraverso una nuova turnistica, intende disattendere una parte importante dell’accordo di secondo livello che ha fin qui garantito ai lavoratori di ottenere il pagamento del lavoro straordinario: ciò comporterà una sensibile riduzione della retribuzione mensile. Una beffa se si considera che nelle tasche dei lavoratori manca ancora il premio di risultato saltato negli ultimi anni a causa della pandemia. Infine anche la conciliazione dei tempi di lavoro con quelli di vita privata subirà un contraccolpo, atteso che il piano non prevede più la riduzione delle corse di domenica, parificando di fatto il festivo al giorno feriale”.

    Relazioni tese

    Dall’inizio di maggio tra il management di Sgm e i sindacati le relazioni sono abbastanza “elettriche”. In Prefettura le procedure di raffreddamento dello stato di agitazione sono fallite e per il 17 giugno è previsto uno sciopero, proclamato prima dell’entrata in vigore del piano. Ad alzare la temperatura è il colpo di mano sulla contrattazione aziendale: “Nei prossimi giorni è previsto un incontro”, concludono i sindacalisti. L’augurio è che stavolta al tavolo della trattativa ci sia la volontà di andare incontro ai lavoratori, altrimenti confermeremo lo sciopero. Con il nuovo piano di esercizio la situazione dei lavoratori si complica, perché gli operatori saranno sottoposti ad una maggiore forma di stress”.

  4. Francesco Cantobelli, Sgm - tramite mail ha detto:

    Apprendo con stupore che le OO.SS hanno manifestato la loro preoccupazione per l’avvio del nuovo piano di esercizio che, a loro dire, da un lato determinerebbe un peggioramento delle condizioni di lavoro degli autisti e un alleggerimento della busta paga, dall’altro non sarebbe stato condiviso con le RSA aziendali.

    Vorrei tranquillizzare i sindacati, ma soprattutto i dipendenti di SGM, rassicurandoli del fatto che il nuovo servizio non comporterà alcun disagio per gli autisti e neanche comporterà una diminuzione dei loro salari.

    Così come vorrei tranquillizzarli del fatto che il nuovo piano è stato condiviso con le RSA aziendali nei termini previsti dalla contrattazione collettiva nazionale. RSA con le quali è anche stato stabilito di avviare un percorso informativo del personale viaggiante, che è stato in effetti avviato e durante il quale lo stesso personale ha mostrato di accogliere favorevolmente il nuovo servizio.

    Fatte le dovute rassicurazioni, devo anche ricordare alle OO.SS. che in tutti i tavoli nei quali ci siamo seduti a trattare ho assunto l’impegno, di cui vi è evidenza nei relativi verbali, a verificare in autunno e cioè in una fase del servizio in cui eventuali criticità saranno emerse nella loro reale consistenza, a studiare insieme a loro, nell’ambito di una contrattazione di secondo livello, tutte le soluzioni compensative degli eventuali disagi del personale dipendente.

    In questa prospettiva tengo a precisare che, come ho avuto modo di esporre al personale viaggiante nel corso degli incontri informativi, loro saranno, per i cittadini leccesi che saliranno sugli autobus, la faccia dell’azienda e, dunque, sulla loro soddisfazione si costruirà gran parte del successo del nuovo servizio, come la loro insoddisfazione sarà il primo passo per il fallimento.

    Lecce, 10/06/2022

    S.G.M. SpA

    Il Presidente del CdA

    Avv. Francesco Cantobelli

  5. Adriana Poli Bortone, Fiamma Tricolore - tramite mail ha detto:

    L’ennesima proroga questa volta al 31 dicembre 2022 per la trasformazione di Sgm Spa in società in house induce ad una riflessione sulla composizione della nuova società che come prevede la norma vigente deve avere almeno il 10% dei servizi conferiti a soggetti diversi dall’amministrazione comunale che deterrà quindi il 90%. Perché non pensare allora di affidare quel 105 ai lavoratori di Sgm? Si attuerebbe una forma moderna di partecipazione dei lavoratori alla gestione e agli utili dell’azienda come già si fa da tempo in altre nazioni europee a partire dalla Germania.

    I lavoratori devono esser messi nelle condizioni di sentirsi non parte avversa rispetto al datore di lavoro, ma compartecipi del buon andamento dell’azienda. La trasformazione da Spa in società in house consentirebbe all’amministrazione di stabilire un rapporto non più conflittuale che gioverebbe enormemente anche al miglioramento del servizio stesso.

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