ELEZIONI 2022: CHI HA VINTO E CHI HA PERSO

| 26 Settembre 2022 | 13 Comments

di Giuseppe Puppo ______ 

Sono passate dodici ore, mentre scriviamo, dalla chiusura delle urne, e non ci sono ancora i risultati definitivi, men che meno la ripartizione ufficiale dei seggi del nuovo Parlamento. Ciò nonostante, è tutto chiaro.

I sondaggi questa volta hanno funzionato, e pure gli exit poll, dal primo delle ore 23, ai risultati reali delle schede scrutinate, ormai quasi tutte contabilizzate, ci sono conferme sostanziali e scostamenti non significativi.

Senza rientrare nell’orgia delle cifre, quantunque la politica, a differenza dlla matematica, sia sempre un’ opinione, è possibile fissare in tutta evidenza e con sufficiente chiarezza che cosa è succeso.

Vediamo.

L’astensionismo ha di nuovo battuto il record negativo, oltre un terzo degli aventi diritto ha creduto opportuno non esprimersi. Le interpretazioni di questo dato di fatto rimangono masturbazioni mentali. Chi non è andato a votare non dice nulla, dice solo, appunto, che non è andato a votare, e non esprime niente altro.

Ha vinto in maniera netta, inequivocabile, straordinaria nelle dimensioni, Fratelli d’italia.. Ha pure una chiara maggioranza, col centro destra, per governare. Non a caso, è l’unico partito rimasto all’opposizione. I suoi alleati, Lega e Forza Italia, per quanto abbiano ‘tenuto’ e possano partecipare attivamente al nuovo governo, escono chiaramente ammaccati e ridimensionati.

Ha perso Mario Draghi. La sua famosa agenda ora da incubo può andare nel dimenticatoio. Come tutti i governi così detti tecnici, questa anomalia tutta italiana che non ha corrispettivi al mondo.

Riavremo finalmente un governo politico, legittimato dalla volontà popolare. Vedremo in quanto e in che cosa si discosterà dai precedenti, soprattutto vedremo quali risposte saprà dare a vecchie e drammaticamente nuove emergenze degli Italiani.

Ha perso il Pd, non tanto numericamente, quanto in tattica e strategia politica.

Ha perso il Movimento 5 Stelle, quel che ne rimane, rispetto a un progetto originario che seppe arrivare quattro anni fa al 35 %  e prende adesso il 15, ove, sia ben chiaro, la sopresa è che, dopo tutto quello che han fatto e specialmente non hanno fatto, abbia preso ancora il 15 %.

Ha perso Luigi Di Maio, che esce proprio di scena, va proprio a casa, ed è giusto così, essendo egli il primo e principale responsabile dell’involuzione progressiva da Movimento rivoluzionario a partito conformista.

Hanno perso a vario titolo e in concorso Italexit, Italia Sovrana e Popolare, Unione Popolare, più altre liste e listarelle diverse presentate tanto per a gusto esclusivamente di pavoneggiamenti personalistici. Pagano pesantemente l’incapacità di fare sintesi, di unirsi su quello su cui potevano unirsi e di non dividersi su retaggi postideologici che non hanno più ragione di esistere. Ora prendano atto che i loro rispettivi progetti sono rispettivamente tutti quanti falliti, e tutti prendiamo atto che nel nuovo Parlamento non ci sarà nessuno a rappresentare quell’ampio fronte del dissenso che pure aveva riempito negli ultimi mesi, se non negli ultimi anni, strade e piazze in tutta Italia.

Hanno perso i giornaloni tipo Corriere della Sera e La Repubblica, coi gruppi economici e finanziari che rappresentano, che credevano, illudendosi ancora, di fare opinione, mentre invece non contano più nulla.

Ha perso – e a differenza di tutti gli altri sconfitti, in più ha fatto pure una figura meschina di cui dovrebbe vergognarsi – il primo ministro francese Elisabeth Borne (nella foto), la quale questa mattina ha solennemente dichiarato al mondo che adesso la Francia vigilerà sul rispetto dei diritti umani in Italia.

Ma per la carità, si riprenda a Parigi Enrico Letta, e rimanga muta, ché è meglio.  ______ 

LA RICERCA nel nostro ultimo articolo di ieri

SARA’ FEMMINA

Category: Politica

Comments (13)

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  1. Pier Luigi Lopalco, Articolo Uno - tramite mail ha detto:

    Il momento delle elezioni politiche è l’espressione più alta della democrazia di un Paese. E grazie alla democrazia abbiamo regole del gioco che liberamente abbiamo scelto di accettare.

    Sono fiero di aver accettato una sfida difficilissima in un collegio uninominale pur sapendo che, sulla base dei sondaggi di opinione, la vittoria sarebbe stata impossibile.

    Perché al gioco della politica bisogna partecipare non per vincere, ma per testimoniare e far valere il proprio bagaglio di valori.

    Sia ben chiaro: la vittoria non fa schifo a nessuno. Ma sono convinto che in questo caso la mancata vittoria non sia da ascrivere ad una sconfitta dei valori che abbiamo testimoniato, quanto ad una serie di errori strategici nel campo delle alleanze e delle coalizioni.

    Non credo che oggi l’Italia si sia svegliata “di destra”. Semplicemente, sulla base delle regole del gioco di queste elezioni, si troverà ad essere governata dalla destra che si è presentata sul campo unita contro un fronte di centrosinistra come al solito diviso e litigioso.

    Nel mio piccolo sono fiero del lavoro fatto. Della fatica di questa campagna elettorale breve ed entusiasmante. Della squadra che mi ha accompagnato e sostenuto, in primis le compagne ed i compagni di Articolo Uno. Grazie a questo impegno i quasi 85.000 voti hanno permesso alla coalizione del centrosinistra nel Salento, unica fra le province pugliesi, a meritarsi un onorevole secondo posto.

    Il mio più grosso cruccio è la consapevolezza che la sinistra del nostro Paese non riesca più a parlare a chi non ha lavoro, ha chi ha difficoltà ad arrivare a fine mese, a chi è costretto a chiudere la propria attività. Questa fascia di cittadini, che purtroppo tendono a diventare una quota significativa del Paese, sono lasciati privi di rappresentanza e scelgono o di non votare o di abbracciare proposte populiste, sia di destra che di sinistra.

    È a costoro che dobbiamo spiegare le nostre proposte e la nostra visione di società. Per farlo bisogna tornare fra la gente, riappropriarsi dei circoli di quartiere e rinvigorire l’attivismo. La politica fatta nel chiuso delle segreterie dei partiti ha segnato il suo tempo.

  2. Fabrizio Marrazzo, Partito Gay LGBT - tramite mail ha detto:

    LA VITTORIA DELLA DESTRA RISCHIA DI PORTACI INDIETRO SUI DIRITTI LGBT, I REFERENDUM SARANNO L’UNICO STRUMENTO PER AVANZARE SUI DIRITTI

    Il risultato complessivo come candidati di Partito Gay LGBT+ nel movimento M5S è stato del 33,83% per Fabrizio Marrazzo e del 21,63% per Marina Zela, nei collegi Uninominali alla Camera di Puglia per Cerignola e Galatina.

    Il nostro risultato è molto positivo frutto del sostegno del presidente Giuseppe Conte, del Senatore Mario Turco e della Senatrice Alessandra Maiorino, che ci ha sostenuto facendo si che il Movimento 5 Stelle ha presentato il programma più evoluto in tema di diritti LGBT+ e non solo.
    Purtroppo nonostante i buoni risultati nei collegi uninominali vince solo chi ha un voto in più. Pertanto non saremo presenti in questa legislatura, ma saremo di supporto per sostenere i diritti civili e della comunità LGBT+ ai tanti senatori e deputati eletti del Movimento 5 Stelle. Le preoccupazioni sui diritti da parte della Commissione Europea e dalla Francia certificano quanto il futuro governo di destra sia distante dalle istanze sui diritti civili e della comunità LGBT+.
    Questa maggioranza è frutto di una legge elettorale sbagliata, che consente di governare con poco più del 40% anche se circa il 60% degli Italiani ha detto no a queste destre. L’unica strada per i diritti che ci resta è quella sui Referendum da cui vogliamo partire certi di avere sin da ora al nostro fianco il Movimento 5 Stelle. Ci aspetteranno tempi difficili soprattutto per la difesa delle poche norme ottenute e sarà durissimo spostare più in là l’asticella dei diritti civili. Questa battaglia ci vedrà uniti al M5S unici autentici garanti insieme al partito gay, dei diritti delle persone LGBT.

  3. Pierpaolo Signore, Movimento Regione Salento - tramite mail ha detto:

    L’Italia vira verso il centrodestra, con Fratelli d’Italia mattatore della coalizione capace di vincere largamente alla Camera e al Senato: è il risultato che emerge dalle elezioni politiche del 25 settembre, e che consegna agli italiani un possibile governo guidato dalla leader di Fdi, Giorgia Meloni.
    Il risultato è chiaro: il centrodestra ha vinto le elezioni.
    Sarà un governo serio e responsabile. Accogliamo con favore questo risultato e siamo pronti a dare il nostro contributo di idee e proposte, ma in cambio chiediamo attenzione al Salento, alle nostre battaglie per i trasporti e per le infrastrutture, per sanare disparità con altri territori finora privilegiati, per una sanità più equa e umana, che non condanni chi non ha da mangiare a non potersi curare.
    A trainare la coalizione è Fratelli d’Italia, qui da noi ancor di più, perché in Puglia e nel Salento c’è stata l’implosione e il tracollo della Lega che ha perso consensi e si ritrova faccia a faccia con Forza Italia per capire chi è il secondo partito della coalizione.
    Il Partito Democratico è stato letteralmente schiacciato non solo dal centrodestra, ma anche dal M5S, e anche la Lega ha ricevuto una sonora bocciatura dall’elettorato.
    Preoccupano l’astensionismo e la progressiva disaffezione al voto: si tratta del minimo storico per elezioni politiche in Italia.
    Ci sarà tempo per ogni analisi ma è sintomatico che in provincia di Lecce 4 elettori su 10 non siano andati a votare. La gente è stanca di non poter incidere scegliendo da chi essere rappresentata, questa legge elettorale è pessima.
    Ora è il momento della responsabilità perché le sfide che attendono il Paese sono impegnative. La prima sfida è dare un futuro alle nuove generazioni. Noi facciamo sin d’ora appello a Giorgia Meloni, che in passato ha sposato l’idea dell’autonomia della Regione Salento per le province di Brindisi, Lecce e Taranto all’interno di un riordino territoriale complessivo e di un neo regionalismo dove tutti i territori periferici vengano messi in equilibrio.
    Si riprenda quella proposta di legge portata avanti dal nostro presidente Paolo Pagliaro in collaborazione con la Società Geografica Italiana, insieme a storici come Giordano Bruno Guerri, al paesologo Franco Arminio e ad illustri studiosi costituzionalisti, amministrativisti ed economisti.
    La via per il riscatto del Salento e del Sud, veri motori della ripresa del Paese, non può prescindere da una riforma dell’assetto geopolitico che privilegia solo alcuni territori a scapito di altri. Guardando all’Europa, solo in Italia esistono quattro livelli di governo: Stato, Regioni, Province e Comuni, ed è da questa eccessiva frammentazione che nascono le disparità che da decenni penalizzano la nostra terra. Auspichiamo che il nuovo Governo centrale ci affianchi in questa battaglia di giustizia.

  4. Alessandro Delli Noci, Con Emiliano - trtamite mail ha detto:

    Questa tornata elettorale testimonia quanto le divisioni non premino. Come aveva ripetuto in più riprese il Presidente Emiliano, continuare il percorso di alleanza tra PD, aree civiche e M5S, alleanza che governa la Puglia con grandi risultati, avrebbe di certo portato ad un risultato completamente diverso. Bisogna infatti considerare che la destra in Puglia è 9 punti sotto il risultato di PD più quello del M5S, risultato che, sommando Azione arriva al 55%.

    La politica non si fa con i se e con i ma, questo è chiaro, per cui oggi occorre da una parte augurare buon lavoro a Giorgia Meloni e a coloro che governeranno il Paese in uno dei momenti più complicati della nostra storia, dall’altro analizzare attentamente il dato nazionale e ricostruire.

    Il dato della Puglia e, in particolare, della provincia di Lecce con il Partito Democratico al 21,7% e con 22.000 preferenze in più rispetto al 2018 nonostante l’astensionismo più alto dell’11% è un ottimo risultato che conferma la forza e l’impegno della coalizione che si è mossa compatta e unita per rappresentare i nostri territori, come faremo grazie all’elezione di Claudio Stefanazzi. Già dai prossimi giorni saremo al lavoro per strutturare il nostro Movimento civico CON, lavoro già avviato prima dell’estate e interrotto soltanto dalle inaspettate elezioni.

  5. Angelo De Pascalis ha detto:

    A spoglio delle schede elettorali terminato non si può non riconoscere che nella consultazione di ieri è venuto fuori qualcosa di diverso rispetto alle precedenti: il popolo è tornato ad essere veramente sovrano e scegliere liberamente chi debba rappresentarlo. Il 44% ottenuto dal centrodestra contro il circa 27% avuto dalla sinistra sta a dimostrare che l’elettorato italiano ha respinto la campagna di odio contro la destra e in particolare contro la Meloni e che è stanco di subire le conseguenze di una crescente crisi economica. Certo l’Italia che il centrodestra si trova a governare è in una situazione catastrofica con i molti problemi economici e sociali che tutti conosciamo, causati da una serie di malgoverni. Ma considerando che Fdi ha avuto il coraggio e la tenacia di continuare a credere nei valori che possono realizzare una Nazione migliore ed è passato così dal 4% delle percenti elezioni al successo attuale fa sperare che potrà con lo stesso impegno e amore ridare agli italiani unità, sicurezza economica e dignità a livello internazionale.

  6. Claudio Stefanazzi, Pd - tramite mail ha detto:

    Voglio prima di tutto ringraziare tutti i cittadini e le cittadine e tutta la coalizione e i colleghi candidati che hanno permesso la mia elezione in Parlamento, con grande impegno e senso di responsabilità. Nonostante la mia elezione, è evidente che si tratti di una sconfitta che segue un vento contrario a livello nazionale e che dovrà portarci con umiltà e senso critico a ragionare su come e da dove ripartire. E questa è una delle priorità da discutere e di cui farsi carico.

    In questo scenario, va però detto che la Puglia si conferma un laboratorio politico in cui l’alleanza PD, civismo e M5S funziona e funziona bene, come ci confermano i dati secondo cui uniti avremmo potuto vincere in quasi tutti i collegi. Dobbiamo inoltre ricordare che la destra in Puglia non è maggioranza politica e vince solo per un assurdo meccanismo elettorale che ci auguriamo di poter riformare prima possibile. Il Presidente Emiliano, lo ricordiamo bene, aveva colto quanto l’alleanza gialla rossa, che governa la Puglia ed esce rafforzata da queste elezioni, potesse essere vincente anche a livello nazionale. Un percorso che bisogna riprendere e di cui, certamente, potrà farsi carico il Presidente.

    Nonostante l’11% in meno di affluenza rispetto alle elezioni del 2018 i 22.000 voti in più nel Salento e il dato del PD a Lecce che raggiunge il 21,7% confermano il valore di un lavoro che ha creato e rafforzato l’allenza PD/civismo nel capoluogo leccese e nella provincia di Lecce, un’alleanza che governa già la città di Lecce e numerose amministrazioni comunali della provincia e che oggi esce rafforzata.

    La Puglia con i suoi candidati eletti in Parlamento si farà carico di rappresentare le esigenze dei suoi territori e di avviare un processo di ricostruzione e rinnovamento indispensabile per ripartire.

  7. Sebastiano Leo, Pd - tramite mail ha detto:

    Ho ottenuto 45.219 voti. Un risultato personale e di tutti noi straordinario, che con il 25,67 % si conferma il dato migliore in Puglia tracciando un trend diverso rispetto anche al quadro regionale. È un esito che dimostra un radicamento straordinario sul territorio che rafforza il mio legame con la Puglia e il Salento. Un risultato che ribadisce anche la forza del civismo.

    Non posso però fare a meno di evidenziare che abbiamo perso, ha perso il progetto del centro sinistra anche se, come più volte ho detto anche in campagna elettorale, è stata una competizione che non ha permesso un vero confronto con i nostri avversari locali, gli elettori si sono affidati in molti casi ad una scelta sui simboli e sui leader nazionali.

    Faccio gli auguri a tutti gli eletti della Puglia e rinnovo qui le mie congratulazioni. Come ho sempre fatto non solo proporrò ma anche vigilerò, in conferenza Stato/Regioni, sull’operato del Governo in virtù del mio ruolo di assessore in Regione Puglia, affinché la nostra terra non venga penalizzata o trascurata, e solleciterò la coalizione di centrosinistra ad una attenta opposizione per sostenere la nostra idea di futuro possibile per il Paese.

    È stata una tornata elettorale intensa, appassionante, breve e sicuramente inaspettata in un momento storico che richiede grande attenzione. Per questo ci tengo a ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuto, rinnovandomi ancora una volta la fiducia. Segno che il lavoro fin qui svolto in Regione Puglia è stato apprezzato e giudicato più che positivamente.

    Ora, il consenso ricevuto mi responsabilizza ancora di più. Bisogna proseguire nel solco già tracciato del futuro possibile. La mia esperienza in Regione è impegnativa, ma al tempo stesso meravigliosa. Sta portando crescita e sviluppo, per le nostre persone e per i nostri territori. Sta permettendo al Salento e alla sua gente, di farsi conoscere, anche oltre i confini nazionali.

    Mi attendono, ci attendono, ancora tante sfide, e, come ho sempre fatto, prima di compiere ogni scelta, ricorderò a me stesso che il bene comune è il fine da perseguire e per questo mi auguro che il nuovo Governo porrà come priorità soluzioni reali per le aziende e i cittadini che non sono più in grado di sostenere gli effetti della crisi energetica ed economica.

  8. Elena Vada ha detto:

    Perfetto Direttore. Perfetto!!! Questa sua disamina è reale. Verità senza tema di smentita. Faccio gli auguri a Giorgia Meloni, cui toccherà un arduo compito. Ho fiducia che saprà condurci ..

  9. Francesco Boccia, Pd - tramite mail ha detto:

    Complimenti per la vittoria e buon lavoro a Giorgia Meloni per quando inizierà il suo percorso al governo del Paese. Il Partito Democratico farà un’opposizione seria e saremo vigili affinché sull’aggancio all’Europa e sui diritti non ci siano passi indietro.

  10. Anna Grazia Maraschio, Sinistra Italiana - tramite mail ha detto:

    Voglio ringraziare le tantissime persone che ci hanno creduto e accanto a me hanno lavorato giorno e notte, con impegno e amore per la nostra terra. Sappiamo da dove ripartire.

    Il dato ottenuto va analizzato bene. È stato un risultato anomalo ed eccezionale, ho ottenuto 42.356 voti, che sono tantissimi rispetto alla situazione di partenza, che ci vedeva in netta difficoltà contro i quattro candidati della destra schierati sul territorio.
    Per me è stata una campagna elettorale fruttuosa ed emozionante, porterò con me tutte le storie e i volti che ho incontrato e sarà ancora maggiore l’impegno che dedicherò alla Puglia nel prosieguo del mio lavoro in assessorato in Regione.
    Le analisi e le riflessioni sul voto e sull’intera campagna elettorale che ci saranno nei prossimi giorni, non toglieranno spazio al lavoro che già sto ricominciando a svolgere, anche perché i temi ella coesione sociale e dell’emergenza ambientale non si esauriscono soltanto nella campagna elettorale, ma sono sempre stati al centro del mio impegno e da oggi in avanti lo saranno ancora di più.

  11. Davide Bellomo, Lega - tramite mail ha detto:

    Nel lasciare il Consiglio regionale della Puglia per assolvere il mandato parlamentare con l’impegno di sempre, avverto il bisogno di ringraziare non solo gli elettori, che mi hanno dimostrato in larghissima parte la loro fiducia e che rappresenterò con onore, ma anche i dipendenti dei vari uffici che compongono l’organigramma dell’assise della quale ho fatto parte per tanti anni.
    Ho apprezzato in questo lungo tempo la loro professionalità, la loro competenza, la loro imparzialità, il loro senso del dovere. Qualità che non sono mai venute meno e che non sono mai state condizionate da alcuna forma di pregiudizio politico. Le idee viaggiano sulle gambe delle persone e attraverso le menti libere. Nel rispetto di tutti e di quella sovranità che in democrazia, come recita la nostra Costituzione, appartiene solo al popolo.

    Lascio il mio testimone in buone mani, ma, come è giusto che sia, sarò a Montecitorio soprattutto la voce del mio territorio. In attesa che anche in Regione Puglia, dopo 17 anni e mezzo di malgoverno della sinistra, arrivi finalmente il vento del cambiamento.

  12. La Puglia in più - tramite mail ha detto:

    Il titolo di personaggio politico dell’anno va certamente al Segretario Regionale del PD, On. Marco Lacarra, capace – dopo essersi assicurato il seggio in parlamento appaltando le decisioni del Pd a Michele Emiliano e Francesco Boccia – di umiliare in un’intervista militanti e iscritti che hanno contribuito a eleggerlo e sono quotidianamente in prima linea e continuano a subire le scelte di vertici del tutto inadeguati.

    Più bizzarre e stravaganti sono le lacrime di coccodrillo dei dirigenti democratici locali che oggi chiedono a gran voce un azzeramento o un modello di partito nuovo, cercando di rifarsi una verginità politica e sono invece i co-autori di questa disfatta: hanno avallato su tutta la filiera le decisioni dei soliti non opponendosi mai veramente alle forzature e infilando, ove possibile, qualche candidatura di riferimento.

    Ma lo schianto è troppo grosso per poterlo nascondere. In Puglia il pessimo risultato del centrosinistra è ancora più significativo se si considerano gli assessori regionali impiegati direttamente come candidati per intercettare il consenso degli amministratori locali che però ottengono pressoché la media degli stessi risultati degli altri collegi, nonostante la mobilitazione del sistema regionale ben al di là della soglia etica, come raccontato sulla stampa.

    Il dato politico è chiarissimo e parla, come avevamo provato a dire, di scelte inopportune, errori gravi e interpreti non all’altezza del compito. Il “modello emiliano”, oltre a aver risolto molto poco i problemi dei pugliesi, non ha prodotto alcun vantaggio elettorale per il centrosinistra che anzi ha avuto un tracollo perché questo Pd voluto in Puglia, anche questa volta, è crollato, dimostrando – se ancora ce ne fosse bisogno – di essersi relegato al ruolo di strumento funzionale alle ambizioni di Emiliano e al civismo (o cinismo) di convenienza.

    Qualcuno ci dovrà spiegare dove sono finiti i 100.000 voti che il governatore ha promesso in dote dal civismo pugliese per strappare al Segretario Nazionale Letta la candidatura del suo capo di gabinetto Stefanazzi. Noi immaginiamo si siano persi per strada.
    Siamo ansiosi di conoscere le prossime traiettorie degli ultimi rappresentanti di centrodestra che oggi gravitano intorno al modello Emiliano. Pensiamo che torneranno alla propria casa politica non appena si insedierà il governo Meloni e non appena ci saranno anche i suoi nuovi riferimenti in Puglia avendo solo pochi strumenti o postazioni istituzionali negoziali a disposizione.

    Vorremmo conoscere la differenza tra una candidatura in Puglia come quella di Rita dalla Chiesa operata da Forza Italia e quella di Francesco Boccia per il PD. Entrambe secondo noi lasciano il territorio privo di figure di rappresentanza riconoscibili. Però almeno una delle due è donna.

    Queste elezioni che hanno lasciato l’amaro in bocca a molti elettori di centrosinistra almeno sono state utili a aprire il vaso di Pandora di quel modello di governo costruito in questi anni da Emiliano che in tv continua a gloriarsi di essere l’unico governatore ad aver coinvolto il M5S nella propria giunta a elezione già acquisita ma omette di dire che lo ha fatto nell’incertezza numerica della sua maggioranza, dovuta al risultato reale ma anche ai ricorsi dei non eletti.

    Per tornare alle questioni nazionali, un premio speciale con menzione merita, poi, chi ha interpretato a modo suo il significato della riforma che ha ridotto il numero dei parlamentari e candidamente ha preteso e ottenuto uno spazio per la propria moglie o la propria compagna o per il proprio segretario. Ci è sembrato il modo migliore per rispondere alla richiesta di cambiamento del Paese.

    Per concludere, ci sentiamo di augurare buon governo a Giorgia Meloni, quasi sicuramente prima donna della storia a Palazzo Chigi. Ce l’ha portata il centrodestra mentre il #PD discuteva di partito femminista e in Puglia, grazie agli assist di Emiliano, Boccia e Lacarra (insieme a qualche dirigente silente che solo oggi recupera la voce) ha candidato solo uomini nelle prime posizioni utili.
    Anche questa volta, il cambiamento lo faremo la prossima.

  13. Ernesto Abaterusso, Articolo Uno - tramite mail ha detto:

    Come ampiamente e modestamente preannunciato il centrodestra ha stravinto le elezioni. Per me il risultato è stato sempre scontato. Alla luce della scelta tragica compiuta dal segretario del Pd di rompere l’alleanza con il Movimento 5 Stelle. Sono stato uno dei pochi ad arrivare quasi all’insulto di fronte a quella che ritenevo una vera e propria pugnalata al popolo del centrosinistra.

    Un’ora dopo la più tragica sconfitta della storia della sinistra leggo e sento da tanti che hanno difeso e osannato la scelta di Letta attacchi violenti, analisi strampalate, auto candidature salvifiche che, d’incanto, risolverebbero tutti i problemi.

    Insisto, ciò che serve non è il solito congresso in cui la gente si mette in fila e vota un nome. Serve aprire un cantiere di tutto il fronte progressista per la nascita di un soggetto unitario, plurale, largo che riprenda e faccia sua l’agenda sociale e che sappia creare le alleanze, non romperle. Qualcosa di simile a ciò che si fece dopo la batosta del ‘94.

    Tutto il resto è inutile aria fritta.

    Nella mia regione, dove l’accordo con i 5 Stelle ci avrebbe fatto vincere tutti i collegi uninominali, le cause della sconfitta illustrate da autorevoli rappresentanti del Pd, nel cui comune il centrosinistra prende appena il 20% e si fa surclassare dal centrodestra, sono la mancata soluzione del portierato regionale (sic!), oppure le candidature di amici degli amici (lo dicono dopo aver eletto i loro collaboratori in regione). Roba da matti! Per non dire della esaltazione del ruolo dei sindaci che, unici, a loro dire, possono salvare la situazione (sarebbe utile ricordare ad Antonio Decaro che paghiamo ancora le gesta del suo amico Renzi che fino al giorno prima di essere Presidente del Consiglio era proprio sindaco e ancora oggi è instancabile nell’arrecare danni al nostro paese). Se costoro, non a caso tutti ex (?) iper renziani della prima ora, sono quelli che ambiscono a guidare il futuro, meglio tornare a Nerone .

    Chiudo con una piccola nota di orgoglio. In Puglia il centrosinistra vince in pochissimi comuni, a Lecce in cinque. Tre questi, Corsano, Tiggiano, Patù, tutti nel Capo di Leuca.

    A Patù, la mia piccola Patù, con il risultato più alto di tutta Italia.

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