INCENDIO NELL’AREA PROTETTA: UNA TAGLIA SU CHI HA DISTRUTTO L’ORTE

di Flora Fina __________
Una distesa di cenere e pini anneriti è ciò che resta del paesaggio naturale tra l’area dell’Orte e Cippano, nel territorio di Otranto, dove un incendio ha devastato oltre 200 ettari di macchia mediterranea. L’origine dolosa del rogo è ormai quasi certa, e ora si cerca chi ha appiccato le fiamme.
La risposta del Parco naturale regionale Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase non si è fatta attendere: l’ente è pronto a offrire una ricompensa in denaro a chiunque possa fornire informazioni utili a identificare i responsabili. Una mossa decisa, che si accompagna all’intenzione di costituirsi parte civile in un eventuale processo penale.
“Non possiamo restare in silenzio mentre il nostro patrimonio viene annientato”, ha dichiarato il presidente del Parco, Michele Tenore, che invoca misure drastiche contro quella che definisce una vera e propria aggressione al territorio. “Chi ha provocato questo disastro sapeva perfettamente cosa stava facendo. È un attacco al futuro stesso della nostra terra, alla sua economia e alla sua identità”.
Sul posto sono intervenuti subito i carabinieri forestali di Otranto e i tecnici del Nipaaf di Lecce, che stanno seguendo un protocollo investigativo basato su standard internazionali. Dallo studio della direzione dei venti alle condizioni del terreno, ogni elemento potrebbe rivelarsi utile per individuare il punto di innesco e risalire a chi ha agito.Il danno ambientale è gravissimo: ettari di bosco ridotti in cenere, biodiversità compromessa e un colpo durissimo all’immagine turistica del Salento.
Di fronte a tale devastazione, il Parco ha intensificato le misure di sorveglianza attraverso una recente convenzione con la Protezione civile, che ha previsto l’impiego di pattuglie mobili e droni per il monitoraggio delle aree più vulnerabili. A breve partirà anche una campagna educativa rivolta a scuole e associazioni locali per promuovere la cultura della prevenzione.
Nel frattempo, l’ente rivolge un appello diretto a chi possiede o gestisce aree agricole o boschive: “È essenziale che tutti rispettino le prescrizioni e adottino misure adeguate per impedire l’innesco o la propagazione degli incendi”.
Tenore ha voluto anche ringraziare vigili del fuoco, volontari e personale Arif per il pronto intervento, che ha evitato conseguenze ancor più gravi.Quello che è accaduto non è solo cronaca, ma un segnale d’allarme che interroga l’intera collettività. “Chi tace è complice – ha concluso Tenore –. La sfida alla legalità è aperta, e la vinceremo solo restando uniti e determinati.” ___________
LA RICERCA nel nosro articolo dell’ 11 luglio scorso
Category: Cronaca